Opinioni

Andrea Colletti: il deputato M5S che spiega che le leggi devono essere vaghe

Ieri pomeriggio alla Camera dei Deputati dopo l’approvazione della legge sulla legittima difesa si è discusso della proposta di legge di modifica dell’articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso. Ad un certo punto ha preso la parola l’onorevole del MoVimento 5 Stelle Andrea Colletti che ha deliziato l’Aula con un intervento in cui ha spiegato che le norme devono essere vaghe.

Cosa significa che le leggi devono essere vaghe?

Durante il suo intervento il deputato Colletti ha spiegato, o meglio ha tentato di farlo, che «Noi in realtà quando redigiamo le norme dobbiamo comprendere che l’interpretazione delle norme nella loro vaghezza, perché tutte le norme devono essere in un certo senso vaghe, sebbene tassative, possa essere effettuata dalla giurisprudenza sia in maniera estensiva sia in maniera restrittiva». Probabilmente Colletti – che è laureato in giurisprudenza ed è avvocato civilista –  con questa supercazzola intendeva dire che non bisogna restringere il campo di applicazione della norma in modo tale da renderla inapplicabile ovvero prevedendo anche le eventuali fattispecie future che non sono prevedibili al momento della stesura della legge. Ma il discorso è venuto fuori male, anzi malissimo.

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Ma l’uscita sulle norme che devono essere “in un certo senso vaghe” non ha mancato di suscitare l’ilarità dei colleghi. In particolare degli onorevoli di Forza Italia Francesco Paolo Sisto e Maurizio D’Ettore. L’onorevole Sisto ha definito “corbellerie” le dichiarazioni Colletti spiegando che le norme penali devono essere soggette al principio di legalità:

Non ci deve essere una fattispecie che non è prevista da una norma? Tassatività, precisione, tipicità. Il fatto deve essere tipico, deve essere previsto, perché, quando mi sveglio la mattina, devo sapere quello che è lecito e quello che è lecito non è, o nel vostro mondo tutto può essere illecito se vi fa comodo.

Un duro attacco allo strano senso di giustizia e di garantismo a targhe alterne che anima l’agire politico dei pentastellati. Il discorso è semplice: una norma non può essere “in un certo senso vaga” ma deve essere formulata secondo i principi di generalità e astrattezza (che significa che non deve essere ad personam e garantire parità di trattamento) che sono ben altra cosa rispetto alla vaghezza . Il deputato D’Ettore coglie l’assist del collega e invita i colleghi pentastellati a non andare nel merito: «non andate nel merito, evitate, perché è meglio per voi, perché vi è la vaghezza in una norma, principio di generalità e astrattezza. Non andate nel merito, non sapete niente!».

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