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Andrea Buscemi: l’assessore leghista che si sente perseguitato come gli ebrei e Matteotti

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Non ha certo perso tempo Andrea Buscemi, assessore alla Cultura della neonata giunta leghista di Pisa. Appena nominato è saltato fuori che in un suo libro l’assessore definiva Tuttomondo, il grande murale realizzato dall’artista statunitense Keith Haring nel 1989, “modestisssimo e banale” murale di ispirazione metropolitana «che qualche mente perversa (e profondamente, grottescamente radical chic) autorizzò una trentina d’anni fa ad essere realizzato sul muro del convento di Sant’Antonio…». Non proprio una critica artistica, come ha cercato di spiegare qualcuno, ma una critica politica.

La denuncia per stalking e il reato prescritto

Poco importa quindi che l’intento dell’assessore fosse sottolineare che a Pisa c’è – artisticamente – di meglio. Salvo poi presentarsi in ciabatte alla conferenza stampa su Fibonacci. In ogni caso l’assessore ha diritto di esprimersi come meglio crede e non ha detto di voler rimuovere il murale. Diversa invece è la vicenda – giudiziaria – che lo ha visto al centro della nuova polemica. Ora Buscemi è accerchiato a causa del suo processo per stalking (reato prescritto). A denunciare nel 2009 l’assessore fu l’ex compagna; in primo grado Buscemi venne assolto, in appello fu condannato. All’epoca il reato nemmeno esisteva e nel frattempo il processo fini in prescrizione anche se Buscemi fu in ogni caso costretto a risarcire la compagna.

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L’assessore ci tiene quindi a ribadire di essere incensurato. Ma non si ferma qui. Ieri era la giornata dell’insediamento del consiglio comunale e Buscemi ha denunciato la Casa della Donna per stalking: «Sin dal 2013 la Casa della Donna ha condotto contro di me un autentico pestaggio diffamatori. A nulla bastò l’assoluzione del Tribunale di Pisa e il non luogo a procedere della Corte di Appello». L’attore-assessore si paragona agli ebrei vittime delle persecuzioni naziste o a Giacomo Matteotti e in una serie di post su Facebook denuncia la strumentalizzazione nazista da parte delle femministe.

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Femministe che oltre ad aver lanciato una petizone online che ha superato le 35mila firme per chiederne le dimissioni hanno ieri protestato davanti alla sede del Comune organizzando un sit-in. Ad un certo punto alcune  di manifestanti alcune decine di manifestanti hanno fatto irruzione nella sala consiliare, al grido «Vergogna, Buscemi dimettiti!» e «Buscemi, siamo qui, i nazisti!». La maggioranza ne ha approfittato per far saltare il numero legale; c’era da discutere dell’elezione a presidente del consiglio comunale del leghista Gianluca Gambini sul quale però pende il rischio di una revoca per incompatibilità a causa di un contenzioso con il Comune.

La lettera a Mattarella dell’assessore perseguitato

L’assessore – che era entrato da un ingresso laterale – ha chiamato a raccolta i suoi (tra cui l’attuale compagna) che hanno sfoggiato la maglietta con scritto “Io sto con Buscemi”. Buscemi ha anche scritto al presidente della Repubblica Mattarella per spiegare la «situazione angosciante» in cui è costretto a vivere a causa delle femministe da quando la Lega ha vinto le elezioni.

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Nella lettera strappalacrime l’assessore spiega che la Casa della Donna ha messo in atto «un’autentica istigazione all’odio verso di me» al punto che «Io e la mia compagna abbiamo terrore
di passeggiare tranquillamente per la città». Buscemi confessa al Capo dello Stato di essere «costretto a vivere a Viareggio perché a Pisa ho paura di essere aggredito» raccontando anche particolari molti intimi come quello della «mia compagna che piange tutti giorni». Tutto per colpa di quelle naziste delle femministe. Le attiviste della Casa della Donna di Pisa rispondono che Andrea Buscemi non è mai stato oggetto di una campagna denigratoria e violenta ma di una legittima, e secondo noi necessaria, campagna di informazione.

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