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Andrea Anzolin: l’autista dell’autocisterna di Borgo Panigale

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Andrea Anzolin aveva 42 anni, era sposato e viveva ad Agugliaro, provincia di Vicenza. Abitava a quindici minuti dal posto di lavoro. Era lui l’autista dell’autocisterna che ha causato l’incidente a Borgo Panigale sulla tangenziale di Bologna ed è morto sul colpo.

Andrea Anzolin: l’autista dell’autocisterna di Borgo Panigale

Alla base potrebbe esserci stato “forse un momento di distrazione o un colpo di sonno”, ha spiegato ieri il procuratore di Bologna Giuseppe Amato al Giornale Radio Rai. Il pm lunedì ha avviato un’inchiesta contro ignoti per omicidio, lesioni colpose stradali plurime e disastro colposo: “Mi pare che ci sia un evidente nesso di casualità immediato per cui l’implosione del ponte non è correlata a un possibile difetto di costruzione”. L’area non è stata posta sotto sequestro affinché fosse ripristinata la circolazione.

incidente bologna
La dinamica dell’incidente di Bologna (La Repubblica, 7 agosto 2018)

Spiega oggi La Stampa che guardando e analizzando le tante immagini dell’incidente, gli agenti hanno una certezza: non è possibile che l’autista dell’autocisterna si fosse addormentato sul volante perché poco prima del tamponamento esplosivo era passato indenne attraverso un altro ingorgo. Lo aveva superato senza problemi, tra frenate e piccole accelerazioni.

Era il momento di riprendere velocità e Andrea Anzolin aveva appena premuto sull’acceleratore. Non dormiva, era sveglio e aveva il controllo del camion. Almeno fino a quando non ha trovato un altro blocco. Una nuova coda, imprevista, al primo chilometro della tangenziale di Bologna. Lui non se l’aspettava. Credeva di essere uscito dalla più rovente trappola del traffico emiliano e per questo, sospetta la Polizia stradale, lo schianto di lunedì è stato causato da un’assurda distrazione.

L’incidente sulla tangenziale di Bologna

“Qualunque sia la causa dell’incidente, un malore, un colpo di sonno, la distrazione – spiega all’ANSA Virginio Rivano, dottore in fisica e presidente dell’Asais-Evu Italia, associazione degli Analisti Ricostruttori Italiani – le assicurazioni coprono” l’evento, “devono assolutamente risarcire. Dal punto di vista del risarcimento quale che sia il motivo, è previsto che le assicurazioni intervengano. Poi – aggiunge – si tratta di vedere quali siano i massimali” stabiliti. E se riescano ad essere ad essere adeguati in un incidente che ha dato vita a una esplosione capace di causare tanti danni materiali “che vanno valutati”; che è costata una vita e oltre cento feriti “le cui condizioni vanno valutate” anche in ottica risarcitoria: “immagino – argomenta Rivano – che qualche milione di euro di massimale lo abbiano fissato”. Ad ogni modo, ora a parlare dovranno essere le ricostruzioni dell’evento così da fare piena luce su quanto successo a Borgo Panigale.

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I trasporti pericolosi in Italia (Corriere della Sera, 7 agosto 2018)

“I filmati che hanno ripreso quello che è accaduto vanno visti e interpretati – spiega il presidente di Asais-Evu Italia – ci vuole una ricostruzione minuziosa delle diverse fasi dell’incidente e le domande che farà la Procura ai periti saranno dettagliate” in modo da avere risposte precise. “Le strumentazioni di bordo – sottolinea – potrebbero aiutare a chiarire” tante cose, come la velocità del mezzo, “ma nell’esplosione immagino possano essere andate distrutte”. Per questo aiuteranno le immagini dei filmati: “è una questione di spazio e di tempo, analizzando i frame si può riuscire a mettere in fila tutti i passaggi e a ricostruire i fatti”.

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