La macchina del funky

Anche Berlino taglia i sussidi ai cittadini UE

angela merkel

Dopo la Gran Bretagna tocca alla Germania. Anche Berlino propone di tagliare i sussidi ai cittadini dell’Unione Europea per bocca della ministra del Lavoro Andrea Nahles (SPD), che ha presentato ieri una proposta di legge che punta a dare sovvenzioni dopo cinque anni. La riforma corregge sentenze che avevano reso il sistema più generoso e confuso, si difende la ministra. Ne parla oggi Enrico Franceschini su Repubblica:

In realtà la Germania si mette nella scia del Regno Unito: nell’accordo europeo anti-Brexit, il premier conservatore David Cameron ha ottenuto di poter escludere i migranti comunitari per 4 anni dai benefici sociali. Aprendo una breccia per chiunque, come dimostra la decisione di Berlino. L’anno scorso il Bundessozialgericht (BSG), il Tribunale federale per il sociale, aveva decretato che lo Stato dovesse riconoscere un sussidio ai cittadini europei che venivano in Germania già dopo sei mesi.
In un anno già “caldo”, quello del milione di profughi, i Comuni erano insorti, temendo ulteriori incentivi per la cosiddetta “immigrazione sociale”, per gli spostamenti in massa, soprattutto dai Paesi dell’Est. E intravedevano il rischio di fabbisogni miliardari aggiuntivi, per 180mila beneficiari in più. Ieri infatti il vicepresidente dell’Associazione dei Comuni, Helmut Dedy ha parlato di una decisione “positiva”, di un sollievo per le casse dei sindaci.

welfare germania harz IV
Il sistema di welfare tedesco (La Repubblica, 29 aprile 2016)

La proposta di legge sarà esaminata anche dalla Commissione Ue e prevede una novità:

I migranti Ue senza lavoro potranno beneficiare una tantum di una sorta di “prestazione-ponte”. Per quattro settimane riceveranno aiuti per coprire bisogni basilari, per mangiare, dormire,
per le cure mediche e personali. Poi il governo vuole offrirgli la possibilità di tornare in patria, coprendo i costi per il viaggio, perché chiedano eventualmente lì un sussidio. L’idea della stretta era già stata accolta positivamente da Angela Merkel, quando Nahles l’aveva formulata, mesi fa. E ieri gli ultraconservatori Csu hanno reso noto il loro plauso, così come il sindaco di Amburgo e vice della Spd, Olaf Scholz: la libera circolazione dei cittadini «implica il diritto a lavorare in tutta la Ue ma non a scegliersi liberamente dove percepire aiuti sociali».