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I turbamenti di Amanda Knox per l’uscita dal carcere di Rudy Guede

L’ex studentessa americana, accusata e assolta – insieme al fidanzato dell’epoca, Raffaele Sollecito – per l’omicidio di Meredith Kercher, parla della scarcerazione del 34enne, unico condannato per quell’efferato delitto di Perugia del 2007

Amanda Knox Rudy Guede

Lo sfogo arriva attraverso Twitter, direttamente dagli Stati Uniti. A scrivere è Amanda Knox che ha voluto dedicare un lungo pensiero sui social alla scarcerazione (per fine pena) di Rudy Guede, l’unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher del novembre del 2007 a Perugia. L’ex studentessa americana si è detta turbata per l’uscita di prigione del 34enne ivoriano (arrivata dopo un ultimo sconto di pena che, di fatto, gli ha regalato la libertà con due mesi di anticipo) e torna a parlare delle violenze “psicologiche” di cui è stata vittima per colpa dei media e per il racconto di Guede.

Amanda Knox turbata per l’uscita dal carcere di Rudy Guede

“Rudy Guede, l’uomo che ha ucciso Meredith Kercher e mi ha accusato falsamente, ha appena ottenuto la sua riduzione di pena, ancora una volta. Ora è libero e il suo rapporto con la giustizia italiana è definitivamente concluso. Come immaginate che mi senta?”, ha scritto Amanda Knox nel suo lungo thread pubblicato sul suo profilo Twitter. La donna, infatti, era stata accusata – insieme al fidanzato dell’epoca, Raffaele Sollecito – di concorso in omicidio per la morte di Meredith Kercher, la studentessa britannica uccisa nella villetta di Perugia.

La coppia, dopo anni di processo e indagini, venne assolta e lei fece ritorno negli Stati Uniti. Nella sua Seattle. In prigione è rimasto solamente Rudy Guede che, con rito abbreviato, era stato condannato a 16 anni di detenzione. Poi, con gli sconti di pena per “buona condotta”, nei giorni scorsi è stata considerata estinta la sua pena ed è tornato in libertà. Tutti, ora, lo descrivono come una persona perbene, calma e ben integrata. Ma ad Amanda Knox questo non basta.

“È stato il mio destino sopportare l’infamia della tragica morte di Meredith Kercher, un’infamia che appartiene al suo assassino dimenticato: Rudy Guede. Nonostante abbia lasciato il suo DNA sul corpo di Meredith, nonostante abbia lasciato le sue impronte nel sangue di lei, Guede non è mai stato accusato di omicidio. Invece, è stato condannato per un’accusa minore molto prima che il mio processo raggiungesse un verdetto”, ha scritto l’ex studentessa americana. Il 34enne di origini ivoriane, infatti, fu condannato a 16 anni (poi ridotti per buona condotta) con l’accusa di “concorso in omicidio”. Ma quel “concorso”, vista la condanna solo per lui, sembrerebbe non esserci stato. Almeno dalle carte che hanno portato alla sentenza. L’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, infatti, dovrebbe indicare un altra fattispecie di reato contestabile. Ma la sua condanna avvenne molto prima dell’assoluzione dei due ex fidanzati.

L’ex studentessa di Seattle poi conclude affermando che Guede non abbia mai confessato i suoi crimini e non si sia “mai rammaricato” per quanto accaduto in quella notte del 1° novembre del 2007 nella villetta di Perugia. E non solo: “Non sono turbata perché Rudy Guede sia libero. Non sono turbata perché i giornalisti che continuano a diffamarmi ancora oggi lo stiano invece umanizzando, citando i suoi avvocati che affermano che è ‘calmo e ben integrato’. Non sono turbata dal fatto che gli sia stata data una seconda chance. Credo che anche Rudy Guede meriti una seconda chance. Ma sono turbata”.

(foto: da Italy photo press)