Economia

Almaviva Contact: perché la RSU Roma non ha firmato l'accordo

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Loro hanno detto no. Stanotte è andata in scena l’ultima trattativa sui call center Almaviva Contact al ministero dello Sviluppo Economico: in serata la proposta di mediazione del ministro Carlo Calenda era stata accettata dall’azienda e prevedeva la cassa integrazione da gennaio per i prossimi tre mesi e una ripresa della trattativa per un accordo entro aprile. La firma sull’accordo avrebbe comportato il congelamento dei 2500 licenziamenti previsti per la chiusura delle sedi Almaviva di Roma e Napoli. Ma soltanto la RSU di Napoli ha firmato. La RSU romana non ha voluto firmare.

Almaviva Contact: perché la RSU Roma non ha firmato l’accordo

Il governo aveva proposto questo impianto: cassa integrazione di 3 mesi (gennaio a zero ore, febbraio al 70%, marzo al 50%) e la garanzia, entro il 31/3, di addivenire ad un accordo impattante solo su Roma e Napoli su deroga dell’articolo 4 e abbassamento del costo del lavoro pena i licenziamenti collettivi. Poiché la maggioranza delle RSU di Napoli era favorevole alla firma mentre la totalità delle Rsu di Roma ha dichiarato la non disponibilità alla firma, il governo ha proposto di scorporare le due vertenze. La richiesta è stata accettata dall’azienda. Di conseguenza la RSU di Napoli ha firmato l’accordo e la Rsu di Roma non ha firmato. Francesco De Rienzo delle RSU Napoli, presente durante la riunione, ha raccontato su Facebook che l’accordo ha «momentaneamente salvato 845 lavoratori della sede di Napoli. Abbiamo ottenuto tempo decidendo di firmare a favore dell’apertura di un tavolo di trattativa che scongiuri, nell’arco dei prossimi 3 mesi, la totale chiusura del centro di Napoli». Le RSU romane invece hanno deciso di non firmare:

È successo alle tre di notte, cioè quando si era ben oltre la scadenza della procedura. Lo sforamento era stato comunque tollerato proprio nel tentativo che la tremenda spaccatura si ricomponesse. Non è stato così. Alla fine solo la rsu di Napoli ha voluto sottoscrivere il patto. Una firma, questa, che ha almeno temporaneamente salvato gli 845 lavoratori partenopei, fino al 31 marzo appunto. Le due maestranze delle due grandi città italiane si sono quindi divise. La scelta coraggiosissima dei delegati di Roma, che nelle ore precedenti avevano ricevuto il mandato dall’assemblea dei colleghi di non firmare nulla, comporterà infatti il licenziamento a partire da oggi di tutti i 1666 addetti della sede capitolina di Almaviva: una mazzata incredibile all’occupazione e alla produzione del territorio.
Tanti lavoratori di Almaviva Roma non volevano cedere a nessun ricatto: “nessun probabile accordo in deroga al contratto nazionale di lavoro per tagliare i salari in cambio della conservazione del posto”. E così è stato fatto. Niente firma dei romani, che hanno preferito farsi licenziare piuttosto che proseguire, come molti hanno commentato attraverso i social, “in una umiliante agonia dei diritti individuali e dei salari già molto bassi”.

Anche nei commenti allo status di De Rienzo c’è chi critica per l’accordo firmato sottolineando che alla fine si tratta di un rinvio con cassa integrazione a tre mesi: «Sarebbe stato meglio scrivere ‘rimandati i licenziamenti per la sede napoletana fino al 31/3; licenziamenti invece per la sede romana: 1600 e passa famiglie in mezzo alla strada’. È sconcertante pensare di aver portato una vittoria a casa. Potresti pure aggiungere che ci avete tenuti all’oscuro fino alle 23:50 dei contenuti di una trattativa quasi inesistente. Fai tu noi aspettiamo ancora il comunicato ufficiale, eh!».

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Almaviva Contact RSU Roma: la trattativa di stanotte

L’annuncio e le firme

Teresa Bellanova, viceministra al MISE, alle 3 del mattino scrive su Twitter che Napoli ha firmato e Roma no: «Raggiunta intesa transitoria per evitare licenziamenti. Rsu Napoli firmano e lavoriamo per intesa duratura. Rsu Roma scelgono di no». L’annuncio passa quasi inosservato anche perché nel frattempo i giornali sono già stati stampati con l’accordo già fatto, visto che si dava per scontato l’ok dei sindacati. “Alle 3 di questo 22 dicembre si è si è firmato, solo la Campania. Abbiamo fino al 7 aprile per ricominciare a ragionare. Mi spiace moltissimo che non si sia potuto trovare una posizione congiunta anche per il sito di Roma, ma la posizione delle RSA laziali era ferme su un netto ‘non firmo’”, annuncia comunque su Facebook l’assessore al Lavoro Sonia Palmeri. “Al termine della faticosa seduta ci sono stati abbracci, lacrime e tanta tanta emozione – aggiunge Palmeri – . Grazie al viceministro Bellanova, un esempio di professionalità, di capacità di mediazione, di pazienza e di infinita passione per il suo lavoro, che di concerto con Giampietro Castano ed i massimi vertici amministrativi del Ministero del Lavoro, con il direttore generale Romolo De Camillis e del suo prezioso staff hanno condotto mirabilmente in porto una trattativa che sembrava una missione impossibile. Ma non ci culliamo sugli sugli allori, dobbiamo comunque mettere in sicurezza definitivamente i dipendenti del sito di Napoli”, conclude Palmeri.  Su Twitter c’è invece chi attacca la viceministra:

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