Opinioni

Alfano annuncia querela a Giarrusso (M5S)

L’Ufficio stampa del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, annuncia che “il ministro denuncerà in sede civile e penale il senatore Giarrusso, confidando che il senatore rinunci alla immunità parlamentare”. La dichiarazione di Giarrusso “è ancora più grave perché giunge dopo la reiterazione odierna di una smentita che già il ministro Alfano aveva fatto il 3 ottobre del 2015”.
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Dal palco di Italia5stelle Giarrusso aveva detto:  “Abbiamo scoperto che il ministro Alfano ha partecipato all’inaugurazione di un ristorante di Catania in seguito sequestrato per una inchiesta dell’antimafia. O Alfano non sapeva niente, e sarebbe grave, o sapeva ed e’ ancora peggio, Alfano è il ministro della malavita”. A parlare di una visita di Alfano per inaugurare il ristorante Pitti, alla fine di settembre dell’anno scorso, era stato Il Fatto Quotidiano oggi. Nell’articolo si raccontava di un corteo di 48 auto blu e imponente apparato di sicurezza che aveva bloccato per molte ore una delle piazze centrali di Catania. Quel ristorante è stato sequestrato nelle indagini antimafia seguite all’operazione “Bulldog ” perché riconducibile a persone ritenute dagli inquirenti assai vicine ad esponenti delle famiglie Ercolano-Santapaola.
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Le indagini, infatti, erano già in corso lo scorso anno quando Alfano andò a inaugurare il ristorante. Racconta il Fatto:

NEGLI AMBIENTI politici catanesi circola una versione dei fatti, senza alcuna conferma, che vede Alfano e il sindaco Enzo Bianco diretti quel giorno a un concerto previsto poco lontano dal ristorante(e perlorosarebbe stato approntato l’imponen te apparato di sicurezza) quando, avviandosi a piedi, un conoscente del primo cittadino li avrebbe invitati a fermarsi davanti al locale (dentro il quale non sarebbero neanche entrati) per la foto di rito con i titolari, allora sotto indagine per mafia. Indagine che proseguì nel luglio scorso, con il sequestro di un ramo d’azienda riconducibile agli Ercolano-Santapaola che aveva in gestione il ristorante “l’Oste di Tremestieri”, in via Roma e parte della società commerciale “La Rena Rent Car.”, intestata a Giuseppe e Salvatore Caruso.
Entrambe le attività erano gestite dai due Caruso gli stessi titolari e gestori del Pitti. Non è la prima volta che il sindaco Bianco inciampa in una foto imbarazzante, era accaduto il 9 ottobre, pochi giorni dopo l’inaugurazione del Pitti, quando con la sua compagna e un assessore della sua giunta si fece fotografare davanti alla discoteca Empire, nel corso della manifestazione “la strada degli artisti”. La discoteca era stata sequestrata nove anni prima insieme ad altri beni per un valore di 53 milioni di euro al clan mafioso Pillera-Puntina e il titolare era Mimmo Di Bella, proprietario, evidentemente prestanome, del locale, che sorride nella foto accanto al sindaco e all’assessore.

“Quanto riportato maldestramente oggi dal Fatto Quotidiano, è falso dalla prima parola all’ultima. Avevo già smentito chi, strumentalmente, aveva provato a montare una polemica caduta – purtroppo per chi ci contava – nel nulla, perché sul nulla era costruita”, aveva detto stamattina il ministro dell’Interno Angelino Alfano, in relazione all’articolo. “Già nelle prossime ore attiverò tutte le azioni legali che possono portare alla condanna di chi dice il falso, lo reitera o lo rilancia, proprio per il rispetto dei fatti avvenuti e per restituire all’informazione – ha aggiunto Alfano – che alcuni organi di stampa indegnamente fanno, quella correttezza su cui si deve basare ogni notizia”. Il ministro ricorda che il 3 ottobre del 2015 aveva già smentito la notizia. “I politici seri si guardano bene dal seguire simili nefandezze. Questa è la linea di demarcazione tra chi vuole ergere la violenza e la menzogna a logica di sistema e chi fa politica seria basandosi su un confronto leale e legittimo”, ha concluso.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano