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Alessia Cioffi, la poliziotta che ha salvato una donna che si stava lanciando dall'ottavo piano

@neXt quotidiano|

Alessia Cioffi

Mezz’ora in bilico tra la vita e la morte, tra il balcone della sua abitazione e il vuoto lungo otto piani. Poi, l’intervento di una coraggiosa poliziotta fuori servizio che è riuscita a convincerla a non suicidarsi. L’agente di Polizia Alessia Cioffi si è resa protagonista di un gesto eroico, riuscendo – con un’opera di persuasione – a evitare la morte di una 50enne di Reggio Emilia che, per motivi ancora da accertare, si stava per lanciare nel vuoto per porre fine alla sua esistenza.

Alessia Cioffi, la poliziotta che salva una donna dal suicidio

La 32enne, poliziotta in quel di Reggio Emilia, era fuori servizio e stava facendo una passeggiata con il suo cane. E mentre si trovava in strada, ha iniziato a sentire le urla di alcuni passanti. Alzando gli occhi verso il palazzo davanti a lei ha visto una donna scavalcare il parapetto del balcone per lanciarsi nel vuoto, dall’ottavo piano di quello stabile di via De Nicola. Alessia Cioffi, che vive nello stesso condominio della donna, non ha esitato e si è precipitata all’interno del palazzo. Affacciandosi dal balcone del piano inferiore, ha visto la 50enne aggrappata a fatica alla balaustra e ha iniziato a parlare con lei, riuscendo a farla desistere da quel suo tentativo di suicidio.

Intervistata da Fanpage, la poliziotta di Reggio Emilia ha raccontato del confronto avuto con la donna e delle parole che si sono scambiate e che l’hanno convinta a non suicidarsi:

“La signora ha pianto, ha pianto tanto. Un pianto continuo. Mi ha detto il suo nome e ha chiesto il mio. Poi ha instaurato anche lei un rapporto confidenziale. Credo che in quel momento avesse tanto bisogno di parlare, di qualcuno con cui sfogarsi, tutto sempre appesa dalla balaustra. Non si è mai staccata da lì”.

Poi uno scambio di promesse: la poliziotta ha fatto andare via l’ambulanza arrivata sul posto e la 50enne è tornata all’interno della sua abitazione. Alla fine un grande abbraccio e il lieto fine di una storia che poteva essere una tragedia.

“È stato come aver avuto un peso sul cuore, scomparso all’improvviso. Per tutto il tempo passato sul balcone a parlare con lei, è stato come se mi mancasse il respiro. Avevo il cuore in gola, perché vedevo una donna davanti ai mie occhi, a un passo dalla morte. Quando ci siamo abbracciate anche per me è stato un momento di liberazione. Ero felicissima perché per me è stato come abbracciare una madre. La mia ha la sua stessa età”.

Un finale come quello di Perarolo di Cadore di qualche giorno fa, quando la carabiniera Martina Pigliapoco ha salvato un’altra donna che stava per uccidersi lanciandosi da un ponte.