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Il grande ritorno della bufala dell’albero di Natale sex-toy di Parigi

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Spelacchio è tornato a Roma. Quest’anno il Comune non pagherà un euro perché l’allestimento è offerto da Netflix. Questo però non significa che il ritorno dell’albero più famoso d’Italia non sia stato condito con polemiche e sfottò. Una riguardava il fatto che il grande abete fosse componibile e quindi sia arrivato “smontato” in Piazza Venezia. Motivo per cui è stato soprannominato spezzacchio.

«E allora Parigi???»

Il popolo pentastellato e i fan del governo notoriamente non sono dotati di autoironia. Motivo per cui hanno affannosamente guardato altrove per trovare qualche albero di Natale che fosse più brutto di Spelacchio. Deve essere quindi sembrato un dono divino l’albero di Natale installato a Place Vendome a Parigi, nella Capitale della Francia di Emmanuel Macron che oltre ad essere brutto assomiglia anche ad un sex toy.

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Cosa c’è di meglio per difendere Spelacchio che attaccare quel globalista di Macron già in crisi a causa delle proteste dei gile jaunes che chiedono di togliere le tasse anti-inquinamento sulla benzina (ironia della sorte una delle stelle del M5S non stava per “ambiente”e il partito di Grillo ha presentato qualche tempo fa un ambizioso programma per abbandonare i combustibili fossili). In molti sono accorsi a criticare l’albero di Natale di Parigi che ricorda un butt-plug ed è decisamente poco natalizio. Tra questi anche la giornalista Mariagiovanna Maglie che ha prontamente riciclato la bufala. Che però non si è accorta di qualche dettaglio.

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Il primo è che quell’albero non è l’albero di Natale di Parigi. Si tratta infatti di una installazione realizzata dall’artista Paul McCarthy nell’ottobre del 2014 (quando Macron non era Presidente) come parte dell’esibizione “Hors les murs” in occasione della Foire internationale d’art contemporain (FIAC) di quell’anno. La scultura gonfiabile si chiamava “Tree” (albero) ma non è mai stata un albero di Natale (decisamente prematuro allestirlo ad ottobre). Semplicemente ricordava nella forma un albero di Natale, un butt-plug e un Arbre Magique. Tant’è che quando dopo pochi giorni, a fine ottobre del 2014, la scultura venne vandalizzata e distrutta McCarthy decise di non farla erigere nuovamente.

Non era nemmeno un albero di Natale

Attualmente quindi i parigini a Place Vendome non hanno nessun inculacchio, come graziosamente è stata ribattezzata l’opera in questi giorni. Eppure sono in molti a crederlo e del resto perché dubitare che Macron sia così scellerato? In fondo qualcuno potrebbe addirittura dire che l’albero sex toy è uno dei motivi della protesta dei gilet giall. E sicuramente ci sarebbe un notevole numero di gonzi pronti a ritwittare e condividere questa versione dei fatti.

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Anzi a qualcuno è stato fatto notare. Prontissima la risposta: «mi sa che l’hanno rimesso». Perché ormai i fatti non contano più nulla. Conta quello cui si è disposti a credere. Per la cronaca la situazione a Place Vendome nel 2018 è questa. E non c’è dubbio che si tratti di un allestimento più bello e di classe di quello del Comune di Roma a Piazza Venezia.

Non ditelo però a quello che già si sono lanciati in lunghe giaculatorie sul fatto che del Natale vero sia rimasto poco o niente (ehi, a Roma c’è un albero con parco a tema e sponsor) e che la scultura di McCarthy sia il segno della regressione culturale della civiltà Occidentale (nientemeno!).

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C’è chi riscopre l’orgoglio nazionale e annuncia di preferire Spelacchio all’albero di Natale di Place Vendome. Manca poco che qualcuno inizi a chiedere la “restituzione” della Gioconda perché non è possibile lasciarla nelle mani di un Paese così volgare.

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Nessuno vieta ai romani, ai grillini, ai sostenitori del governo o ai sovranisti difensori delle radici cristiane d’Europa di godersi lo spettacolo dello Spelacchio di Netflix. Ma è davvero troppo chiedere un minimo di onestà intellettuale. Almeno dai cosiddetti professionisti dell’informazione?

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