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Adriano Tilgher, il mussoliniano che appoggia De Luca

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Nelle liste a sostegno della candidatura del democratico Vincenzo De Luca a governatore della Campania ci sono diversi personaggi definiti «impresentabili». Tra i casi che stanno facendo più discutere,quello di Rosalba Santoro,moglie di un inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa, e di Attilio Malafronte, detto «Mr Calibro 12». A Casal di Principe è stato candidato Enrico Maria Natale, il cui padre è stato arrestato e poi rilasciato con l’accusa di associazione a delinquere: è l’oppositore del simbolo dell’Antimafia, l’omonimo Renato Natale. Poi c’è il caso di Carlo Aveta.
 
ADRIANO TILGHER: IL MUSSOLINIANO CHE APPOGGIA DE LUCA
Ma l’appoggio più originale per De Luca è sicuramente quello di Adriano Tilgher, di cui parla oggi Fabrizio Roncone che ha intervistato il vecchio leader fascista per il Corriere della Sera:

Adesso addirittura candida Vincenzo De Leo, che a Casal di Principe è segretario del Fronte nazionale, nella lista «Campania in Rete», una lista civica che appoggia De Luca…
«È una bella contaminazione,vero?».
No. Spaventa.
«Spaventa chi non ha capito che Fronte nazionale non è un gruppo di estrema destra, ma solo un partito che cerca di mettere insieme tutti gli italiani a prescindere dal loro passato politico per essere così il partito del popolo…».
Il tono è vagamente mussoliniano.
«E certo! Lo so bene! Però sono discorsi attualissimi… Del resto, scusi: Marina Le Pen, in Francia, da mesi ripete esattamente le stesse cose…».
Sì, ma lei adesso sta cercando di aiutare un esponente del Pd, De Luca, ad essere eletto a presidente della Regione Campania…
«E allora? Guardi, De Luca,come dimostrano anche le sue vicende all’interno del Partito democratico, è chiaramente un uomo che spacca, lacera, che cerca di rompere gli schemi. Adesso forse sta un po’ esagerando, ma poi vedremo meglio di che si tratta… Ciò che però politicamente interessa a noi è proprio questa voglia di spaccare gli schemi: perché è quello che vogliamo fare noi. Infrangere, ribellarci, lottareinsieme… Sì, con De Luca è ungioco che sì può fare…».
Quindi lei ritiene che…
«No, aspetti, mi faccia spiegare perché è un gioco che si può fare. Vede, prima le parlavo di contaminazioni. Bene, sa cos’ha fatto sul territorio il mio segretario cittadino, De Leo? S’è battuto contro il termovalorizzatore di Giugliano e stava lì, a protestare, anche contro la discarica di Pianura. E chi c’era con lui? C’era il popolo, c’erano pure persone di sinistra, sì. Eccola allora la magnifica contaminazione con il Pd: ecco perché…».

De Leo non è l’unico strano appoggio di De Luca. Racconta oggi il Fatto che nella lista ‘Il Sud con De Luca’, una miscela di movimenti dallo stampo meridionalista con uno spruzzo di associazionismo dei consumatori e dei pensionati, è candidato Diego Manna, figlio dell’ex deputato missino ed ex consigliere comunale di Napoli Angelo Manna, che all’epoca, tra gli anni ’80 e 90’, era il secondo degli eletti all’ombra del Vesuvio dopo Giorgio Almirante. Il nome di Angelo Manna evoca il ricordo di battaglie antisabaude in Parlamento e di una trasmissione televisiva su Canale 21, Il Tormentone, che gli diede una certa popolarità. Il figlio Diego posta in rete con orgoglio brani dei libri e audio degli interventi del padre nella commissione parlamentare d’inchiesta sul post terremoto in Campania.

Adriano Tilgher candidato con
Adriano Tilgher candidato con Alternativa Sociale e il nome di Mussolini

IL PEZZO FORTE DI DE LUCA
Ma il pezzo forte di De Luca è evidentemente Tilgher. Fondatore di Avanguardia Nazionale, assolto nel processo per le stragi dell’Italicus e della Stazione di Bologna, accusato in più occasioni di ricostituzione del partito fascista, è un cosiddetto “rossobruno” o per meglio dire un fasciocomunista. E sul governo del segretario del partito di De Luca ha le idee chiarissime: «Renzi prende ordini da chi vuol continuare a trattare, a considerare l’Italia un Paese a sovranità limitata. Noi, invece, vogliamo restituire l’Italia agli italiani!». E De Luca che dice? Scrive Il Fatto:

 “Ci sono state candidature non opportune dal punto di vista politico, non ho potuto verificare tutto, occupato più dall’aspetto politico che da quello organizzativo delle liste” ammette De Luca secondo la ricostruzione del sito Interno18 , nel corso di un comizio disertato dal segretario provinciale dem Raffaele Vitale, in polemica sugli “i m p r e s e n t abili” dell’annacquato centrosinistra campano. “Ma non chiedo un voto, neanche sulla mia persona, che non sia limpido – dichiara De Luca -ci sono ragioni di opportunità politica che devono prevalere sui diritti dell’i n d i v iduo, ripeto: non li votate”.

De Luca oggi è stato formalmente sospeso dalla carica di primo cittadino di Salerno a causa della decisione del tribunale di Napoli, che ne ha decretato l’incompatibilità con la carica di sottosegretario del governo Renzi che De Luca ha ricoperto per più di un anno, ma senza deleghe. Per la sospensione dalla carica di sindaco è invece già intervenuto il Tribunale Amministrativo Regionale, che ha deciso la stessa cosa che aveva deciso all’epoca per Luigi De’ Magistris e del consigliere regionale pugliese (FI, area Fitto) Fabiano Amati: tutti e tre sono in attesa della decisione della Corte costituzionale. Che presto, anche se il ruolo non è ancora stato assegnato a un relatore, dovrà vagliare la costituzionalità della legge anticorruzione del governo Monti. Se venisse eletto governatore della Campania in assenza di una decisione della Corte,De Luca verrebbe immediatamente sospeso su richiesta della presidenza del Consiglio. Però, un minuto dopo De Luca farebbe ricorso al Tar. E si tornerebbe ad aspettare l’ultima parola della Consulta, che dovrà esprimersi su vari profili di costituzionalità. Non ultimo, e il più importante, è la violazione del principio di uguaglianza, oltre che ai dubbi effetti di una legge che agisce in assenza di una sentenza definitiva. Un candidato illegale con tanti fascisti al seguito. Il capolavoro politico del PD in Campania è servito, a prescindere da come finirà al voto.