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Adesso o mai più: finalmente possiamo cancellare Brexit

@Davide P.|

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Sono passati poco più di due mesi dal famoso discorso a Downing Street in cui Boris Johnson ha pronunciato l’iconica frase “andiamo avanti senza un’elezione: io non voglio un’elezione, voi non volete un’elezione”. Quindi il Regno Unito si prepara per nuove elezioni, la data scelta è il 12 Dicembre. Tre anni e mezzo dopo il referendum che ha sconvolto le prospettive di 700 mila connazionali – e di altri 3 milioni provenienti dal resto dell’UE – il nodo è arrivato al pettine. Da una parte i Conservatori di Boris Johnson, che ha trovato un accordo per un’uscita sufficientemente drastica da ricevere il supporto delle ali più estremiste del partito, e che certificherà la Brexit se riuscisse a mantenere la maggioranza dopo il voto. Dall’altra, i Laburisti di Jeremy Corbyn, che intende rinegoziare l’accordo per mantenere una relazione più stretta con l’UE (inclusa la libertà di movimento) e poi offrire un secondo referendum in cui i votanti potranno convalidare l’accordo o scegliere di rimanere in Europa. Eccola, finalmente, la pallottola d’argento. C’è una sola possibilità per evitare Brexit, ed è attraverso un governo Labour, battendosi perché vinca “Remain” al referendum promesso.

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Doctor Strange ha visto il futuro e ha trovato una possibilità su 14 milioni per cancellare Brexit

La pallottola d’argento

In tutta l’esistenza travagliata di Brexit, dopo le campagne elettorali, le leggi violate, i film, le mille dimostrazioni (molto più contro che a favore), due Primi Ministri dimissionari, e clamorose sconfitte parlamentari, non si era mai vista la concreta possibilità di ribaltare la decisione. Il Labour ha più volte supportato mozioni che includessero un nuovo referendum, ma la maggioranza di Johnson ha sempre bloccato ogni possibilità. I Liberal Democratici e il Partito Nazionalista Scozzese hanno chiesto a gran voce che si rivotasse fin dall’inizio, ma anche i loro numeri (complessivamente meno di 50 parlamentari su oltre 600) non sono mai bastati. Se mai siamo stati vicini a un epocale stravolgimento non solo di Brexit, ma delle condizioni economiche e sociali che l’hanno causata, non è mai stato a portata di mano come adesso. Conscio di questa opportunità irrinunciabile, ho iniziato a fare attivamente campagna elettorale per il Labour Party.
Ovviamente l’occasione è tanto unica e irripetibile quanto statisticamente improbabile. Lo sfinimento da Brexit sta logorando una grossa fetta di elettori che aprioristicamente supportano Johnson purché passi il suo piano e la si faccia finita; si voterà con un sistema maggioritario uninominale secco, e lo spudorato opportunismo dei Liberal Democratici rischia di disperdere il voto anti-Brexit e favorire i Conservatori in molti seggi altamente contesi; il sistema mediatico ha permesso a Rupert Murdoch di scegliere ogni vincitore negli ultimi 40 anni, e permette dei livelli di faziosità che Emilio Fede troverebbe eccessivi (nonostante l’equivalente della par condicio che già in passato ha aiutato il Labour).

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Quando la BBC parla di Corbyn, lo mostra photoshoppato in rosso accanto al Cremlino

Dal canto suo, Jeremy Corbyn sconta dei sondaggi pessimi e la pachidermica rigidità del partito nel prendere decisioni (la linea su Brexit partorita con dolore è l’esempio più ovvio), oltre all’inimicizia di certe fondamentali fette demografiche. Gli attacchi incessanti degli avversari politici e dell’establishment sono diventati talmente pervasivi da aver compattato uno zoccolo duro di elettorato solidale, ma hanno anche sabotato la sua immagine in modo pressoché permanente per moltissimi. Sfiducia fra gli elettori e prese di posizione critiche, sia nella stampa che fra gli organi di partito, si susseguono da tempo in un massacrante circolo vizioso.


Nelle giornate passate a chiacchierare con i londinesi sul loro uscio di casa, ho ricevuto una marea di solidarietà e supporto da tantissimi elettori: un esercito di fiduciosi innamorati delle proposte audaci e trasformative promosse dal Labour, e che non vedono l’ora di liberarsi di Boris Johnson. Allo stesso tempo, sono stato chiamato uno stronzo e un fascista, mi sono state sbattute porte in faccia e un sacco di gente ha fatto finta di non essere in casa. Ma soprattutto mi è stato detto che Jeremy Corbyn è un antisemita, un simpatizzante dei terroristi, un comunista stalinista, una femminuccia che non vuole usare le armi nucleari, un leader inefficiente senza speranze, un antidemocratico che vuole Brexit, un antidemocratico che vuole bloccare Brexit. Raramente però qualcuno è riuscito a rispondere alla domanda “a quale episodio ti riferisci?”, o ad articolare una posizione chiara.

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Volete che vinca Boris, Jo, o CORBYN CON L’IMPERMEABILE?

Adesso o mai più: finalmente possiamo cancellare Brexit

L’antipolitica è in voga anche nel Regno Unito: moltissimi hanno un’avversione per il Labour o un suo esponente, e lo stesso vale per il partito Conservatore, ma pochi offrono rimostranze precise. Il virus del “sentito dire” si è diffuso come un’epidemia che ha causato diffidenza e tantissimo qualunquismo. Se all’apparenza i politici del Labour sono tanto inaffidabili quanto quelli dei Conservatori, perché fidarsi? Screditando tutti i politici indiscriminatamente, la classe dominante ha manomesso l’intrinseco sentimento anti-sistema della “working class” Britannica, dirottandola da politiche di sinistra verso soluzioni pseudo-populiste come Brexit. Un’anziana coppia, qualche giorno fa, mi ha accolto ridendomi in faccia e ammonendomi che “il Labour non vincerà mai in questo seggio”. Anche dopo avergli spiegato che il Labour ha già vinto il seggio alle ultime elezioni, e si tratta semplicemente di riconfermare la candidata, hanno insistito dicendo che era impossibile. Il loro cruccio principale era l’ospedale della zona, che è in condizioni pietose e da qualche anno parzialmente privatizzato. È stato completamente inutile discutere del piano di privatizzazioni attuato dai Conservatori , o dell’alternativo piano del Labour per rifinanziare la spesa per la sanità pubblica dopo anni di austerità. Non si sarebbero mai fidati del Labour perché Jeremy Corbyn vuole bloccare Brexit. “Non siete preoccupati dell’accordo di Boris Johnson, che apre le porte all’industria farmaceutica americana con ovvi rincari per i farmaci?”. No, non sono preoccupati, o sicuramente li preoccupa di meno di Jeremy Corbyn che è un terrorista dell’IRA. “Ah quindi siete preoccupati per la difficile situazione del confine Irlandese che viene a crearsi con Brexit ?”. No, in realtà no.

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Un barcollante Johnson al Remembrance Day del 2019 depone una corona di fiori a testa in giù, dalla diretta della BBC
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Le immagini del Remembrance Day che la BBC ha deciso di usare in tutti i servizi invece sono del 2016

Il candidato perfetto è una chimera per ingenui. Sono sicuro che anche se riuscissimo a posizionare il cervello di Enrico Berlinguer in un cadavere adatto – e Mel Brooks fosse disponibile a riportarlo in vita – qualcuno avrebbe lo stesso da ridire. È una faticaccia, ma se non fermiamo Brexit all’unica possibilità che ci viene data, so già che finiremo per pentircene per il resto della nostra permanenza fra i sudditi di Sua Maestà. Fortunatamente ho un asso nella manica: vengo dal Veneto e ho un sacco di esperienza con gli elettori sconsiderati.

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