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«Ad Ascoli sventola il fascio littorio»

fascio littorio sventola ascoli

Paolo Berizzi su Repubblica racconta una storia strabiliante che riguarda Ascoli, dove il 28 ottobre scorso – lo raccontò sempre il quotidiano di Verdelli– FdI convocò una settantina di camerati al ristorante “Terme” di Acquasanta: sul menù campeggiavano, anche qui, l’aquila di Salò e il fascio littorio, e, sopra, il simbolo del partito di Giorgia Meloni. Insieme ai vertici locali di FdI c’era anche lui, Fioravanti. Il “sindaco del popolo”, come ama definirsi. Oggi c’è un altro caso di “goliardia”, come amano definirla:

Se non fosse tutto vero – siamo sotto le finestre a fotografare, ieri mattina – sembrerebbe di stare sul set di un film che racconta il regime tra 1943 e 1945, voluto dalla Germania nazista e guidato da Benito Mussolini. E invece al centro di quelle sei bandiere tricolori appese alle persiane ci sono proprio l’aquila e il fascio littorio della Repubblica Sociale Italiana. Sventolano da giorni, senza che nessuno intervenga, in corso Mazzini e in via d’Argillano, pieno centro storico. Al primo piano di un elegante palazzo d’epoca: sei finestre affacciate su due strade. Ogni finestra una bandiera. È la casa di Giulio Natali. Chi è? Ex vicesindaco, ex consigliere regionale, figlio di Luigi, senatore missino.

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Fascista tutto d’un pezzo Natali. Uno “a destra della destra”. Già questa immagine dei drappi della Rsi, volendo, basterebbe per non stupirsi di quello che succede ad Ascoli. E i primi a non sorprendersi sono gli stessi ascolani. È come se la città fosse assuefatta alla rievocazione esibita degli stilemi fascisti: che si tratti di cene commemorative dell’inizio della dittatura (organizzate da Fratelli d’Italia), o di un Babbo Natale che fa il saluto romano, non cambia. «Sarà il vento sovranista che soffia anche nelle Marche. Sarà che abbiamo una tradizione di destra. Sta di fatto che si respira un’aria fetida» – dice Mimmo Nardini, cardiologo, lista civica “Ascolto e Partecipazione”, già candidato sindaco alle elezioni che hanno incoronato Marco Fioravanti, 36 anni, coinvolto nella storia imbarazzante della serata in ricordo della marcia su Roma.

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