Opinioni

800 euro per fare la cavia per le case farmaceutiche

La Stampa di oggi racconta dei volontari che si mettono a disposizione per i test dei nuovi farmaci in Svizzera, offrendo il proprio corpo per testare, nei tanti laboratori farmaceutici, medicinali in via di sperimentazione. Spiega il quotidiano:

Dai dati del sito swissinfo.ch circa 1400 volontari italiani si sono presentati nelle cliniche ticinesi negli ultimi 3 anni. «Sui siti web dei centri di sperimentazione farmacologica viene solitamente pubblicato un bando. Via mail si lasciano i propri dati e si risponde ad una specie di questionario. Si viene ricontattati via WhatsApp o sms per un primo screening in cui valutano sia il profilo fisico che mentale», racconta Fabio.
«La mia prima volta è stata per testare nuove molecole su farmaci gastroprotettori già in commercio. Ho avuto soltanto vertigini e nausea. E in tre giorni ho guadagnato 800 euro». Ma lo scorso gennaio a Rennes, in Francia, una cavia morì e altre sei riportarono gravi sintomi durante la sperimentazione di un analgesico. «Non posso dire di farlo per amore della ricerca scientifica. Lo faccio per mero guadagno», ammette Fabio. «Se mi sento una vittima? No, perché sono conscio di tutti i rischi e pericoli del caso».

volontari farmaci
Il percorso di commercializzazione di un farmaco (fonte)

Uno dei volontari che ha parlato con il quotidiano dice di aver guadagnato 800 euro in tre giorni di lavoro:

In Italia i centri di sperimentazione sono localizzati soprattutto al Nord: Verona, Milano, Varese, Pavia e Como. Ma anche Catania, Cagliari e Pisa. I volontari vengono classificati per sesso, età e stile di vita. La maggior parte, circa il 75%, sono giovani tra i 19 e i 34 anni, soprattutto maschi. Molti sono studenti universitari. Nella selezione i non fumatori hanno maggiori probabilità di essere scelti. Per legge i volontari non possono essere retribuiti.
Viene riconosciuto un rimborso proporzionale alla durata dei test, da poche ore fino ad alcuni giorni. Le cifre corrisposte vanno da un minimo di 600 euro fino ad un massimo di 3 mila. Ogni volontario non può sottoporsi a sperimentazione più due volte l’anno. Per questo a ognuno viene attribuito un codice identificativo. Nel Canton Ticino, ad esempio, è il Comitato etico cantonale (l’organo competente per l’esame e l’autorizzazione dei progetti di ricerca sull’essere umano), che controlla e disciplina la sperimentazione dei farmaci.