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Gli appena 76 anni che ci vorranno alla Lega per restituire i 49 milioni

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La Lega è stata condannata a restituire i 49 milioni di euro di contributi pubblici in quanto presunto provento di una truffa ai danni del Parlamento. Ogni bimestre, si disse, verranno prelevati 100 mila euro da uno specifico conto fino all’estinzione del debito. E la scorsa settimana, fa sapere Il Fatto, ha cominciato a farlo, come confermato dal tesoriere del partito Giulio Centemero:

Il punto di partenza erano i 48,8 milioni che i pm intendevano sequestrare al partito in quanto presunto provento di una truffa ai danni del Parlamento. Ogni bimestre, si disse, verranno prelevati 100 mila euro da uno specifico conto fino all’estinzione del debito. In concreto fanno 600 mila euro ogni dodici mesi per 76 anni. La Lega dovrebbe estinguere il debito entro il 2094 (ammesso che sopravviva tanto a lungo). I vertici del Carroccio assicurano che la procedura è stata avviata. Ambienti della Procura confermano: “Sì, dopo l’accordo sono cominciati i pagamenti ”.

Da dove vengono prelevati i denari? Spiega Centemero: “Finora la quasi totalità delle somme arriva dai contributi volontariamente offerti da deputati e senatori. Tutti i nostri rappresentanti riservano una parte dei loro redditi al partito”. Come una volta i comunisti? “Siamo un partito monolitico, solido”. Ma quanto versa ogni parlamentare? “La scelta è libera, sta alla coscienza del singolo”.

Nell’articolo a firma di Tommaso Rodano e Ferruccio Sansa si spiega che tra i contributori ci sono ex onorevoli come Stefano Allasia (42 mila euro) o Marco Rondini (41 mila), ma c’è anche lo stesso Salvini(36 mila) e membri del governo come Nicola Molteni o Lorenzo Fontana. A quota 33 mila c’è Massimiliano Fedriga, oggi governatore del Friuli Venezia Giulia. Roberto Calderoli arriva a 30 mila.

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