Economia

Le sette riforme di Varoufakis e la corda di Draghi al collo della Grecia

Il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis ha inviato una lettera di 11 pagine giovedì a Jeroen Dijsselbloem che contiene sette riforme economiche come misure volte a sbloccare i 7,2 miliardi di aiuti del piano di salvataggio. Lo scrive Peter Spiegel, inviato a Bruxelles del Financial Times, che pubblica anche la lettera in PDF. Tra le proposte di Varoufakis, scrive il FT, c’è anche quella di reclutare studenti e turisti come ispettori delle tasse.
 
LE SETTE RIFORME DI VAROUFAKIS
Le proposte, contenute in una lettera di 11 pagine inviata giovedi da Yanis Varoufakis a Jeroen Dijsselbloem, che presiede il comitato di 19 ministri delle Finanze dell’Eurozona, include anche un nuovo progetto di rilasciare licenze alle società di gioco d’azzardo online che Atene ritiene possa permettere introiti per 500 milioni di euro l’anno. Queste proposte dovrebbero essere discusse lunedì alla riunione dei ministri delle finanze. Oltre a queste ci sono anche la nomina di una commissione per monitorare la spesa pubblica e un nuovo piano per la riscossione delle morosità fiscali.  Sotto pressione anche della Bce, che non acquisterà titoli ellenici se non c’è un accordo con i creditori, Tsipras ha chiesto un incontro al presidente della Commissione Juncker. Intanto il premier greco risponde per le rime a Draghi, che ieri ha gettato l’allarme sui rischi derivanti da una comunicazione a briglia sciolta (da parte greca si intende) sui problemi di solvibilità del sistema finanziario ellenico (ne aveva parlato più volte Varoufakis). La Bce «ci tiene sempre la corda al collo», ha dichiarato il premier greco a Der Spiegel. A parte le posizioni da parte greca espresse senza timore (apparente) di rendere sempre più ruvido il messaggio ai creditori, la conferma del tetto massimo di emissione di bond ellenici già raggiunto restringe non poco gli scarsi margini di manovra di Tsipras. In ogni caso continua a funzionare lo sportello nazionale per la liquidità alle banche sempre sotto l’occhio vigile e il via libera della Bce. Il piano di Varoufakis include anche la richiesta di avviare discussioni su un terzo programma di salvataggio della Grecia, che nella lettera il ministro chiama «follow-up arrangement» e come Contratto per la ripresa e la crescita dell’economia greca. La lettera contiene anche proposte non ortodosse, come il piano per combattere l’evasione dell’IVA, che prevede l’utilizzo di ispettori non professionisti che riceveranno una breve formazione di base per poi essere assunti per un paio di mesi allo scopo di fare da esca e girare video per prendere in trappola gli evasori. Secondo Varoufakis già l’idea di avere ispettori in borghese che potrebbero denunciarli al fisco dovrebbe portare gli evasori a cambiare le loro abitudini sull’evasione dell’IVA.
 
LA CORDA AL COLLO DELLA GRECIA
Al settimo posto tra le proposte di Varoufakis ci sono le misure per combattere l’emergenza umanitaria in Grecia. Tra queste c’è un buono per l’acquisto di cibo pari a 100 euro di valore da fornire a 300mila famiglie per nove mesi, e il ritorno a fornire energia elettrica a 150mila famiglie di morosi per necessità, mentre a 30mila saranno fornite case per fronteggiare l’emergenza abitativa. Il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem ha fatto sapere di aver ricevuto la lettera del ministro greco Varoufakis con le riforme proposte dal Governo ellenico, ma anche se verranno illustrate all’Eurogruppo lunedì non si accelererà il processo per l’esborso degli aiuti. Secondo fonti Ue, il negoziato ‘tecnico’ che porterà allo sblocco della tranche di aiuti “è ancora in alto mare”. Tale processo, si precisa, non passa per i ministri ma per le istituzioni, cioè la ex Troika formata da Ue, Bce ed Fmi. Ma il Governo ellenico non ha coinvolto le istituzioni su queste sei riforme che vuole presentare, quindi il negoziato tecnico ancora non parte.  Nell’intervista a Spiegel il premier greco ha dettto che intende far fronte ai problemi di liquidità del suo Paese emettendo obbligazioni a breve, ma se la Bce non consentirà a questo progetto, ha affermato Tsipras, «allora ritorniamo al giallo di prima del 20 febbraio», quando la Grecia ha concordato con i suoi partner europei l’estensione di quattro mesi del suo programma. «Questa sarebbe comunque una decisione politica, che non dovrebbe essere presa da tecnocrati», ha osservato Tsipras, che ha anche affermato che la Bce si comporta con Eurolandia come con un maglione di lana. «Quando comincia a ritirarsi, non lo ferma più». Tsipras ha poi ribadito l’impegno a realizzare le riforme promesse e ha indicato «di aver chiesto a tutti i membri del suo consiglio dei ministri di parlare meno e fare di più e questo non vale soltanto per (Yanis) Varoufakis», il ministro greco delle Finanze, che nelle ultime settimane ha moltiplicato le sue dichiarazioni ai media.