Economia

I 67 investitori di Atlante

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Il fondo Atlante è un veicolo privato finanziato con il contributo di 67 tra banche, assicurazioni, fondazioni, Cdp. È nato a inizio aprile con il sostegno del governo e della Banca d’Italia per garantire la copertura degli aumenti di capitale di banche sotto i minimi regolamentari, come Veneto Banca e Pop. Vicenza. Atlante può anche investire in crediti deteriorati delle banche in operazioni di cartolarizzazione. La dotazione del Fondo è di 4,25 miliardi. La gestione è di Quaestio sgr, presieduta da Alessandro Penati. Nell’infografica pubblicata oggi dal Corriere è possibile dettagliare l’elenco dei 67 investitori, tra i quali spicca la tedesca Allianz:

Forse Allianz contribuisce alla stabilità dell’Italia perché la considera essenziale per la Germania e per l’Europa, dunque anche per sé; oppure vuole continuare a essere ben vista in un Paese nel quale realizza buoni affari; o magari ha preferito non respingere una proposta presentata con determinazione dalle autorità italiane. Non sappiamo cosa sia successo precisamente, né quale fra queste motivazioni abbia pesato di più. Di certo però per gli altri grandi gruppi finanziari non è successo, perché sono assenti. Nella misura in cui molti di loro hanno forti interessi in Italia (anche) grazie al governo, la loro latitanza è in parte un mistero e un paradosso.
Sedici grandi banche estere – fra queste Jp Morgan, Ubs, Citigroup, Barclays, Bnp Paribas, Commerzbank, Deutsche Bank, Hsbc, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Bank of America – realizzano profitti da anni collocando i titoli di Stato per conto del Tesoro. Alcuni guadagnano anche di più grazie ai derivati confezionati sul debito pubblico negli ultimi 20 anni su richiesta del governo. Deutsche Bank, Barclays, Bnp o Crédit Agricole raccolgono poi risparmio in Italia, giovandosi implicitamente della garanzia dello Stato sui depositi. Tutti godono della stabilità finanziaria italiana e soffrono quando non c’è: di recente il quotidiano francese «Les Echos» ricordava che proprio l’andamento delle banche a Piazza Affari è un fattore decisivo per la Borsa di Parigi. Eppure nessuno dall’altra parte delle Alpi ha contribuito un centesimo per Atlante, benché il governo speri che il fondo raccolga di più in futuro.

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Gli azionisti di Atlante (Corriere della Sera, 13 maggio 2016)