Opinioni

Il pediatra che dice che i genitori omosessuali potrebbero danneggiare i figli

Arrivano a fagiolo, come si suol dire. In contemporanea con la discussione sulle Unioni Civili in Senato – e ai litigi tra PD e 5 Stelleil presidente della Società italiana di pediatria Giovanni Corsello piazza la bomba: «Vivere in una famiglia senza la figura materna o paterna potrebbe danneggiare il bambino. La discussione sulle unioni civili e la stepchild adoption dovrebbe comprendere anche i profili clinici e psicologici del bambino e dell’adolescente. Non si può infatti escludere che convivere con due genitori dello stesso sesso abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell’età evolutiva».
Le affermazioni di Corsello sono curiose. In primo luogo dice che vivere senza una figura materna o paterna potrebbe danneggiare il bambino. Certo. Esattamente come se si passasse per via dei Gerani 15 alle ore 13,30 è possibile che si venga colpiti in testa da un vaso di fiori. Insomma, che sia possibile è ovvio. Qui sarebbe in discussione se è sempre così o meno. E non è sempre così: dipende caso per caso. In secondo luogo non si capisce cosa proponga Corsello per coloro i quali hanno vissuto la morte del padre o della madre in giovane età. Visto che vivere senza una figura materna o paterna potrebbe danneggiare il bambino, propone di toglierlo al vedovo o alla vedova? O di costringere la vedova a sposarsi con qualcuno dell’appositamente creato Albo Degli Scapoli Che Sarebbero Buoni Padri? In terzo luogo dice che “non si può escludere che convivere con genitori dello stesso sesso abbia ricadute negative”. Anche qui misura le parole e varrebbe il discorso di via dei Gerani, se non fossero invece molto più chiare le parole del presidente dell’Ordine degli Psicologi (e non dei pediatri) italiano, Fulvio Giardina:

“La tesi che un bambino necessita di avere una figura materna e paterna non è assolutamente supportata da ricerche e fonti scientifiche accreditate. Non è certamente la doppia genitorialità a garantire uno sviluppo equilibrato e sereno dei bambini, ma la qualità delle relazioni affettive. Da tempo infatti la letteratura scientifica e ricerche in quest’ambito sono concordi nell’affermare che il sano ed armonioso sviluppo di bambini e delle bambine, all’interno delle famiglie omogenitoriali, non risulta in alcun modo pregiudicato o compromesso. La valutazione delle capacità genitoriali stesse sono determinate senza pregiudizi rispetto all’orientamento sessuale ed affettivo. Ritengo pertanto – conclude il presidente – che bisogna garantire la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali al pari di quelle etero-composte senza discriminazioni e condizionamenti ideologici

Infine Corsello ci tiene a sottolineare che “ogni caso andrebbe esaminato tenendo conto dell’individualità biologica e psicologica” del minore, in modo da “gestire singole situazioni al meglio. Questa tematica si presta poco a un inquadramento legislativo di carattere solo ideologico e politico”. Se legge deve essere, dice Corsello, “bisognerebbe che la normativa prevedesse in modo chiaro la necessità di tener conto delle peculiarità di ogni singolo caso”. E allora dovrebbe essere felice perché la legge già prevede che un bambino di 14 anni debba esprimere il suo parere sulla richiesta di adozione; ugualmente prevede che debba essere sentito il minore di 12 anni o anche di età inferiore se in grado di esprimere una consapevole valutazione. Ovvero, che si tenga conto dell’individualità biologica e psicologica del minore e che si decida, al meglio, caso per caso. Insomma, Corsello si sta raccomandando che la legge in discussione abbia caratteristiche che sono già previste sia dalla stessa legge in discussione che dalla legge italiana (che non viene abrogata in toto grazie a questo DDL). Ma allora Corsello di che parla?
Edit: Le parole di Claudio Mencacci, presidente della Società Italiana di Psichiatria, smentiscono quelle di Corsello:

“Ciò che conta è la capacità affettiva dei genitori, la capacità di accogliere e seguire la crescita dei bambini, creando un ambiente sicuro, sereno e protettivo. E questo non dipende certo dal ‘genere’ dei genitori”: lo dichiara Claudio Mencacci, presidente della Società Italiana di Psichiatria in merito alle adozioni gay, sottolineando “si stano ancora raccogliendo dati ed è prematuro esprimere opinioni scientifiche”. “E’ necessario procedere ad una raccolta di dati e di studi, attenta ed equilibrata, approfondire gli infiniti aspetti che sono coinvolti”. Esistono, per Mencacci, “studi e ricerche che dicono esattamente il contrario. Insomma, dichiarazioni in questo senso sembrano quantomeno premature, perché non ci sono evidenze scientifiche serie e definitive”. Gli studi prodotti finora “non sono affidabili perché partono con un gap: vogliono dimostrare la validità di una testi piuttosto che di un’altra”. Ci sono invece evidenze, “che nelle famiglie ‘etero’ possono prodursi danni nella psiche dei bimbi quando il rapporto è in crisi”.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano