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Ilva Sapora: il caso delle statue finisce con una buonuscita?

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Il caso delle statue coperte per Rouhani si avvia a concludersi con un nulla di fatto. E la dirigente Ilva Sapora, indicata come causa di ogni male, non sarebbe l’unica responsabile visto che nel verdetto dell’inchiesta interna di Palazzo Chigi si parla di difetti di comunicazione e non di colpe del cerimoniale. D’altro canto la Sapora è pronta ad andare in pensione “con ricca buonuscita”, come fa sapere oggi Marco Galluzzo sul Corriere:

A distanza di una settimana dai fatti una ricostruzione pubblica e trasparente di quanto accaduto non esiste. Già il fatto dell’esistenza di una conclusione dell’indagine interna, affidata da Renzi ad Aquilanti, non lo si apprende a Palazzo Chigi, dove l’argomento viene trattato quasi di sfuggita, o se volete come un caso che è già finito nel dimenticatoio. Ufficialmente, infatti, della relazione di Aquilanti, nessuno sa nulla. Figuriamoci dei contenuti, che però fra i Palazzi della politica sono già circolati. Cosa direbbe la conclusione dell’indagine interna? Direbbe che c’è stato un misunderstanding, termine anglosassone per dire che c’è stata un’incomprensione, in questo caso fra diversi uffici della presidenza del Consiglio.
L’incomprensione, parente vicina del concetto di pasticcio, di sicuro solleverebbe da una responsabilità univoca i diversi organi che hanno avuto voce in capitolo in quell’eccesso di zelo, o di compiacenza, che fu la scelta di oscurare le statue. Ilva Sapora, in un primo tempo additata come responsabile della scelta, verrebbe in qualche modo scagionata, ma sino a un certo punto. Non sarebbe l’unica responsabile di quanto accaduto, ma non sarebbe nemmeno del tutto responsabile, visto che c’è stato un misunderstanding. Chi frequenta la presidenza del Consiglio dice che la dirigente (che dichiara in modo onesto di non saper parlare inglese, nonostante si debba occupare di visite di Stato che lo richiederebbero) andrà presto in pensione, per ragioni anagrafiche, con una ricca buonuscita.

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Quello che non si dice nell’articolo è che la “buonuscita” spetterebbe a qualunque dirigente che va in pensione. Ma questi sono dettagli, no?

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