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Il M5S di Gela chiede l'espulsione del sindaco di Gela

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Ieri il sindaco di Gela Domenico Messinese ha cacciato tre assessori della sua stessa formazione politica, il MoVimento 5 Stelle, dichiarando che tramavano contro la sua persona. Oggi quattro su cinque consiglieri del gruppo del MoVimento 5 Stelle di Gela e i tre assessori cacciati hanno indetto una contro-conferenza stampa accusando il sindaco di essere condizionato dai potentati economici e chiedendone l’espulsione del MoVimento 5 Stelle.

Il M5S di Gela chiede l’espulsione del sindaco di Gela

«I potentati economici che per decenni hanno condizionato la politica a Gela hanno fatto breccia anche sul sindaco, Domenico Messinese, che non rappresenta più il M5s», hanno detto, nel corso di una contro-conferenza stampa, quattro dei cinque consiglieri del gruppo pentastellato e i tre assessori esonerati ieri dal sindaco, rispondendo così alle accuse di inefficienza rivolte da Messinese ai suoi collaboratoti “licenziati”. Accuse che gli interessati respingono ricordando che i loro studi e i loro progetti non sarebbero mai stati presi in considerazione dal sindaco. “Per noi, come da programma – è stato puntualizzato da consiglieri ed ex assessori – erano tre i temi su cui si doveva sviluppare l’impegno amministrativo: rifiuti, condono edilizio e risanamento ambientale. Messinese, invece, ci suggeriva di lavorare su car sharing e casa dell’acqua, dimostrando maggiore interesse per le proroghe di appalti, scaduti e chiacchierati, e per l’accordo di programma con Eni sulla riconversione della raffineria che il M5s aveva sempre contestato e rifiutato”. Ora, dichiarandosi apertamente all’opposizione di questa giunta comunale, chiedono ai vertici regionali e nazionali del M5s di ritirare il simbolo e di espellere Messinese dal movimento.  In più, uno dei due meet-up, i tre assessori defenestrati e quasi per intero la rappresentanza in consiglio comunale di 5Stelle accusano da tempo il sindaco di “metodi clientelari” e di avere una posizione “filo-Eni”  nella vertenza sul futuro del polo industriale. In questo momento il primo cittadino può contare su una “maggioranza” virtuale composta da un solo consigliere comunale su 30.

La petizione per le dimissioni di Messinese

La petizione su Change.org, aperta da Andrea Giuseppe Araldo e con altre 92 firme, riporta questo testo:

Con le elezioni del Giugno 2015, i Gelesi hanno scelto non tanto la figura individuale di Domenico Messinese, ma una squadra di persone, tra cui assessori e consiglieri, ritenute competenti, autorevoli ed affidabili. Persone che già da diversi anni avevano mostrato il loro impegno e le loro capacità, ciascuno nel proprio ambito.
Subito dopo la sua elezione, il sindaco Messinese si è cominciato a liberare di loro, con scuse inconsistenti e false (“non mi informavano abbastanza”, “remavano contro”). Di fatto, la giunta che abbiamo adesso non rappresenta più il nostro voto. Messinese ci ha preso tutti in giro, sbandierando una squadra di assessori e consiglieri per convincerci a dargli il voto e poi scaricandoli immediatamente, per poter tranquillamente e dittatorialmente farsi i fatti suoi, senza nessun bastone fra le ruote.
Ecco i defenestrati, finora:
– Fabrizio Nardo, ambiente
– Nuccio Di Paola, lavori pubblici
– Petro Lorefice, trasporti e territorio
– Ketty Damante, servizi sociali
Noi non possiamo accettare questo. Se abbiamo un briciolo di dignità, chiediamone le dimissioni. Non possiamo vivere in una comunità il cui capo, che dovrebbe proteggerci e lavorare per noi, si prende invece gioco della nostra volontà.

Intanto, scrive Repubblica, il caso Gela oggi è stato al centro di uno giro di chiamate che ha coinvolto anche il cofondatore del movimento, Gianroberto Casaleggio. Nelle prossime ore potrebbe scattare la procedura di espulsione per Messinese. L’espulsione, si ragiona in ambienti del Movimento, non dovrebbe in ogni caso interrompere il corso della giunta comunale che resterebbe in carica ma non più sotto il simbolo del M5s. A chiedere l’espulsione di Messinese dal Movimento e il ritiro del simbolo sono stati oggi 4 dei 5 consiglieri del M5s e i 3 assessori rimpiazzati ieri dal sindaco. Messinese tuttavia è da mesi sotto osservazione dei vertici regionali e nazionali del Movimento. Oltre al recente licenziamento di tre assessori Messinese – ricordano i 5 Stelle – era finito ad ottobre nell’occhio del ciclone per aver affidato al vicesindaco non grillino Simone Siciliano, ben 27 deleghe. Proprio il comunicato stampa del Comune informava che il “vicesindaco Siciliano oltre alle deleghe a bonifiche, ambiente, ciclo integrato dei rifiuti, società miste e partecipate, grandi infrastrutture, politiche industriali e produttive ed energie, detiene anche quelle a politiche comunitarie, fondi europei, nazionali e regionali, contratti, Suap, attività produttive, agricoltura, pesca, artigianato, commercio, incentivazione dell’attività dei centri commerciali naturali, Urp e Sportello Europa”.

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