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I 41 positivi al Coronavirus del focolaio del San Raffaele alla Pisana

La procura di Roma predispone un’ispezione dei NAS. Da quanto ricostruito finora dall’indagine epidemiologica il focolaio sarebbe partito da un fisioterapista trovato positivo già il 3 maggio. In questo caso, secondo la direzione del San Raffaele, sarebbe stata la Asl Rm 3 a commettere una leggerezza “dimenticando”di tracciare i contatti del fisioterapista

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Sono arrivati a 41 i positivi al Coronavirus SARS-COV-2 e a COVID-19 nel focolaio dell’IRCCS San Raffaele alla Pisana e la procura di Roma ha disposto un’ispezione dei NAS. I militari nei prossimi giorni si recheranno nella struttura per controllare cartelle cliniche, documentazioni mediche, ma anche per verificare se siano state rispettate le normative sanitarie e, soprattutto, quelle di prevenzione del contagio. Anche se dal San Raffaele ribadiscono che «al contrario sono state scrupolosamente rispettate ed applicate tutte le disposizioni nazionali e regionali emanate al fine della protezione dei pazienti ed operatori dal rischio contagio da COVID-19».

I 41 positivi al Coronavirus del focolaio del San Raffaele alla Pisana

Il terrore è che dalla struttura il Coronavirus si sia ulteriormente diffuso in città. Un terrore testimoniato dall’afflusso di persone che si sono presentate al Forlanini per fare il test ieri. In mattinata la polizia locale ha chiuso per circa un’ora il tratto di strada davanti all’ingresso per il rischio che si formassero assembramenti mentre la Asl Roma 3 ha invitato gli utenti a recarsi unicamente al drive-in di Casal Bernocchi. «Siamo in fila dalle 11 per fare il test sierologico, siamo in attesa da oltre sei ore – ha raccontato nel primo pomeriggio Elena, 72enne che con la figlia si è recata al drive-in del Forlanini per effettuare il test – Prima eravamo in strada poi ci hanno spostato all’interno del perimetro dell’ex ospedale Forlanini. Siamo state convocate perché mia figlia ha effettuato un accertamento nei giorni scorsi al San Raffaele Pisana e siamo venute. Non pensavamo di dover aspettare tutte queste ore. Ho una certa età e sono esausta. Avrebbero potuto convocare le persone dividendole in diverse giornate ed evitare queste attese interminabili».

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“A partire da oggi, in relazione al cluster riscontrato presso l’ Irccs San Raffaele Pisana, la Asl Roma 3 ha predisposto due ‘drive through’ (postazioni dove si effettuano i tamponi e test sierologici), ubicati rispettivamente al Forlanini e a Casal Bernocchi. Presso tali Presidi sono stati invitati i familiari e i congiunti dei pazienti gia’ ricoverati nell’Istituto nel periodo 18 maggio – 3 giugno. Si prevede l’effettuazione di circa 1.800 test. Questa mattina si è verificato, però, un super afflusso presso l’Ospedale Forlanini. Per evitare questa situazione la ASL sta organizzando gli inviti scaglionati e personalizzati ai cittadini interessati tramite SMS o per telefono. La Direzione strategica ASL Roma 3 ringrazia anticipatamente la cittadinanza per la collaborazione che vorrà dare agli operatori sanitari che stanno lavorando per tutelare la salute pubblica”, ha scritto ieri in una nota la ASL.

Il caso di Rocca di Papa

L’Irccs Pisana non è la prima struttura del gruppo San Raffaele dove si sono registrati cluster di Covid-19: la situazione più delicata, sulla quale indaga la procura di Velletri, è stata al San Raffaele di Rocca di Papa, dove si è registrato un alto numero di decessi e contagi. Ora tocca alla Pisana, scrive il Messaggero:

Intanto, anche sulla Pisana la Regione è intenzionata a verificare con un audit interno non solo se tutte le procedure anti-Covid sono state seguite alla perfezione, ma anche la catena dei controlli sui degenti e gli operatori. Da quanto ricostruito finora dall’indagine epidemiologica il focolaio sarebbe partito da un fisioterapista trovato positivo già il 3 maggio. In questo caso, secondo la direzione del San Raffaele, sarebbe stata la Asl Rm 3 a commettere una leggerezza “dimenticando”di tracciare i contatti del fisioterapista, per circoscrivere meglio il contagio.

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Il Coronavirus nel Lazio: i numeri di ieri (Il Messaggero, 9 giugno 2020)

All’interno della clinica che è un istituto di ricerca a carattere scientifico, inoltre, è in corso una sperimentazione che prevede tre tamponi a distanza e il controllo degli anticorpi a campione, eseguito già su 250 operatori sanitari e 200 pazienti. Una sperimentazione che, spiegano dalla clinica, «viene eseguita sotto la supervisione del Ministero della Salute e che rappresenta una verifica in più interna». Ma che secondo la Regione non avrebbe alcuna autorizzazione ufficiale dal momento chela legge prevede che sia il comitato etico dello Spallanzani a dare il benestare alle sperimentazioni, parere che non è mai stato dato alla San Raffaele.

Insomma, se persino un paziente dimesso il 29 maggio è poi risultato positivo e così i familiari, qualcosa potrebbe essere sfuggito all’interno della clinica.

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