Opinioni

1992 e Fozza Itaia, la vera storia della pubblicità dei misteri

Nel finale della serie di Sky 1992 si possono ammirare i cartelli “Fozza Italia” con il ritratto di un bambino e lo slogan storpiato in alcune grandi città italiane. Manifesti come questi:
fozza italia 1 fozzaitaiafz2
All’epoca il Corriere della Sera li raccontava così:

“Piano piano stanno tappezzando in questi giorni i muri di tutta Milano. Sono i visi di dieci paffuti bambinoni dall’aria innocente e pacioccona. Ce n’è uno che ha lo sguardo un po’ confuso di chi s’è appena ripreso dalla nanna, mentre un altro, rovesciatosi la scodella di spaghetti sulla testa, sembra voler chiedere perdono per l’infantile marachella. Il loro messaggio? Sintetico: ‘Fozza, Itaia’. L’uso della lingua, come si vede, non è ancora perfezionato a puntino. Le idee, comunque, sono abbastanza chiare, anche se presumibilmente si tratta di soggetti più a contatto con le problematiche del ciuccio e della pappa che con quelle dell’attuale marasma sociopolitico.
Sul significato recondito dello slogan s’interrogano invece dubbiosi i passanti. Una curiosa campagna per lanciare l’ultimo prodotto di Chicco o di Prenatal? Oppure l’ultima provocazione di Benetton? Così, suscitando qualche comprensibile incertezza di carattere interpretativo, è partita la nuova campagna pubblicitaria della Fispe, la Federazione italiana sviluppo pubblicità esterna”

Mentre quelli che abbiamo visto nella serie tv 1992 sono questi:
1992 fozza itaia
 
L’idea che la serie tv vuole fornire è che quei manifesti servissero ad annunciare la nascita di Forza Italia, il partito con cui Silvio Berlusconi, alleato al sud con il Polo del Buongoverno al MSI e al Nord con il Polo delle Libertà alla Lega vinse le elezioni e guidò il governo che durò pochi mesi prima che Umberto Bossi togliesse la fiducia all’esecutivo sulla riforma delle pensioni aprendo alla nascita del governo Dini e poi alle elezioni in cui vinse Romano Prodi. Ma erano davvero di Berlusconi quei manifesti? Franco Bassanini all’epoca ne era convinto, tanto che in un colloquio con il Corriere della Sera:

“Erano prove tecniche per la formazione di un partito: nessuno aveva capito che cosa propagandassero, un anno fa, quei 10 paffuti ragazzini che da migliaia di cartelloni gridavano “Fozza Itaia”. Ora, siccome sono convinto da altri indizi che Berlusconi aveva in mente da tempo il suo ingresso in politica, tutto mi e’ piu’ chiaro”. Basto’ una “erre”, dunque, al posto della prima “zeta”, piu’ una “elle” e, opla’ , l’ Italia, anzi Forza Italia, fu fatta. Berlusconi e’ andato al potere grazie a uno slogan storpiato dai bambini? Ecco un anno dopo rivelato l’ arcano segreto che ha dato la vittoria al Cavaliere.

Ma nello stesso articolo si spiega invece la vera genesi di quella pubblicità:

Cadono dalle nuvole alla Testa (Armando), la piu’ grande agenzia pubblicitaria italiana, incaricata lo scorso anno di preparare la campagna “Fozza Itaia”: “Venne da noi Francesco Villa, presidente della Fispe (Federazione italiana sviluppo pubblicita’ esterna) che intendeva sensibilizzare l’ opinione pubblica sulle misure previste dal nuovo Codice della strada che, se approvate, avrebbero eliminato gli spazi destinati a cartelloni e manifesti”. Con danni enormi al mercato dell’ affissione che vale 640 miliardi e da’ lavoro a 25 mila persone. La Testa, dunque, preparo’ (gratis) la campagna, che poi si dispiego’ con 11300 poster murali, 11 mila cartelloni su tram e autobus, 3 mila pannelli nelle stazioni di servizio. Ma chi sono i creativi della Testa “manipolati”, secondo i dubbi di Bassanini, dal Biscione per manipolare gli italiani? “Eccoci qua . dicono Maurizio Sala e Pierluigi Bachi, stupiti e professionalmente offesi da tanta dietrologia . ma come si fa solo a pensare che ci abbiano suggerito l’ idea per secondi fini? E’ una frase banale, appartenente al tifo calcistico o patriottico. Noi l’ abbiamo storpiata con linguaggio infantile in quanto avevamo scelto i bambini come protagonisti. E lo scopo era dimostrare la potenza e immediatezza del “mezzo” affissione. Volgarmente: dare dignita’ al cartellone stradale”.

Da segnalare però anche la storia del pentito Gaspare Spatuzza, che nel 1993 «ebbe ordine da Giuseppe Graviano di provvedere all’installazione di alcuni cartelloni pubblicitari in località Brancaccio, e che nel ’94 lo stesso Graviano gli ordina di rimuoverli, anzi, di rimuoverne addirittura i basamenti in cemento, come a cancellare ogni traccia della loro pregressa installazione, e cioè di chi li avesse installati, e per conto di chi, e a pubblicizzare cosa». Nel corso dell’udienza però nessuno chiese a Spatuzza cosa pubblicizzassero quei cartelli, e quindi ad oggi è impossibile dire che le due cose fossero correlate.
Edit: nei commenti qui sotto si conferma che la campagna “Fozza Italia” non c’entrava nulla con il Cav:

Ho gestito in prima persona con Pierluigi Bachi e Maurizio Sala la campagna Fozza Itaia. E confermo che questa non ha nulla a che vedere con la campagna di Forza Italia, come qualcuno ha ipotizzato e anche la fiction 1992 fa credere. Innanzitutto la campagna fu pianificata nella primavera 1993, per un gentile omaggio degli affissionisti italiani. Il periodo era già di forte crisi e si decise di lanciare al Paese un messaggio forte di rilancio, di incitamento attraverso bambini piccoli che ovviamente essendo piccoli, storpiavano le parole. Chiedemmo anche il patrocinio del presidente della Repubblica Scalfaro, che però non lo concesse. Tutto qui. Il resto è dietrologia pura.

Leggi sull’argomento: Tea Falco sottotitolata su Youtube

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano