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Yara Gambirasio, le «prove» degli investigatori contro Massimo Bossetti

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Sul caso di Yara Gambirasio è il momento degli indizi. Quelli degli investigatori che riguardano Massimo Bossetti, oggi unico accusato dell’omicidio della ragazzina di Brembate di Sopra per la prova del DNA. Il primo indizio sarebbe una lettera anonima:

“Ti impicco”. “La pagherai cara”. Scritto con ritagli di giornale. Destinatario delle minacce lui, Massimo Bossetti. La lettera la trovano i carabinieri a casa sua, il 25 luglio. Roba antecedente l’omicidio di Yara. Però interessante. Bossetti all’epoca fa denuncia, racconta di «discussioni accese» con la persona che gli ha venduto il furgone Iveco Daily, ora al vaglio dei Ris alla ricerca di tracce di Yara.

Un altro punto sarebbe il silenzio “anomalo” di Bossetti:

Perché è “anomalo” il silenziodel muratore? Per almeno due motivi. Primo. Sarà lo stesso Bossetti, di fronte al pm Ruggerie al gip Ezia Maccora, a ricordare invece di essere stato «molto colpito» dalla scomparsa di Yara;talmente colpito da meravigliarsi di come il padre «Fulvio Gambirasio (incontato da Bossetti su un cantiere, ndr) riuscisse a venire a lavorare…perché se fosse successo a me, io sarei andato in giro a cercare mia figlia…». Lo dice aim agistrati di avere incontrato Gambirasio, ma con la moglie in casa niente: nemmeno un accenno. Secondo. Dopo la rivelazione di Repubblica sulle ricerche online di Bossetti con parole chiave “sesso” e “tredicenni” su siti per pedofili, il muratore si giustifica: «Ho un figlio di 13 anni,volevo informarmi, capire…». Negherà, davanti ai pm, di avere mai visto video porno con minori («guardavo video su Youporn con mia moglie»). Ma in ogni caso: Bossetti non parla diuna 13enne scomparsa vicino a casa sua, e peròsi interesserà a “sesso” e “tredicenni” perché haun figlio di quell’età?

Avere un figlio di quell’età, in effetti, giustifica ricerche di quel tipo. Anche qui la “prova” è piuttosto inconsistente, così come sembra inconsistente la ricerca di un comportamento “isolato” da parte di Bossetti rispetto al paese che parla dell’omicidio di Yara. L’impressione è che, come per la perizia sul DNA sfruttata dagli avvocati, anche questa “fuga di notizie” serva più al tribunale del riesame che alla verità.