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Xylella, chi ci guadagna dalla storia degli ulivi pugliesi

Quattro persone sono state denunciate dal personale del Comando Regionale Puglia e del Comando Stazione di Monopoli della Forestale nel corso di attività di controllo relative al rispetto delle misure fitosanitarie obbligatorie per il contenimento delle infezioni di Xylella fastidiosa (Well e Raju), previste dal commissario delegato Giuseppe Silletti. Il provvedimento è scaturito dopo un controllo ad una ditta della provincia di Bari che si occupa di produzione di energia da fonti rinnovabili. I Forestali, nel verificare la provenienza del materiale di origine agricola derivante dai residui di campo della potatura utilizzati dalla ditta per produrre energia, hanno accertato che diverse tonnellate provenivano da una zona del leccese infetta dalla Xylella fastidiosa. Il materiale proveniente dal comune di Squinzano era stato prelevato da una ditta di Nardò, e consegnato a una società nel sud barese che l’avrebbe utilizzato per produrre energia.
 
XYLELLA, LE QUATTRO DENUNCE DELLA FORESTALE
Pertanto i due proprietari dei terreni, i rappresentanti della ditta di trasporti e della società di Bari sono stati deferiti alla Procura di Bari per l’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità in materia di sicurezza pubblica e igiene, mentre il materiale è stato prontamente bruciato. “La condotta – sottolinea la Forestale in una nota – gravissima e pericolosa, non ha rispettato le misure fitosanitarie obbligatorie per il contenimento delle infezioni di Xylella fastidiosa. Esse vietano lo spostamento al di fuori delle zone delimitate o all’interno delle stesse di residui vegetali provenienti da potature che invece devono essere utilizzati come bio massa, previo disseccamento in situ, all’interno della zona infetta, oppure bruciati sempre in loco o anche trinciati e distribuiti/interrati all’interno del campo”.

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