Cultura e scienze

Beppe Grillo con la Xylella si fa riconoscere anche in Europa

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“Leggo oggi sul blog di Beppe Grillo ‘nessun legame scientifico tra ulivi e xylella’”. Ma la xylella “è una grave malattia vegetale che uccide gli ulivi. Zero fakenews”. Così, in un tweet, il commissario alla salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis ha risposto al post firmato dalla giornalista tedesca Petra Reski e  ospitato  il primo luglio scorso dal blog di Grillo  in cui si sostiene che non esiste un legame scientifico tra la malattia che sta uccidendo gli ulivi in Puglia e il batterio della xylella. Sul suo profilo Twitter, il commissario europeo scrive: “Leggo oggi sul blog di Beppe Grillo ‘nessun legame scientifico tra ulivi e xylella’. Flashback nella mia mente: luglio 2015, in piedi in un campo di ulivi morenti in Puglia. Straziante davvero. La Xylella è una grave malattia vegetale che uccide gli olivi. Zero fakenews. Mi spiace amico”.

Beppe Grillo con la Xylella si fa riconoscere anche in Europa

Intanto la Copagri Puglia chiede “l’intervento del governo affinché approvi un decreto straordinario che stanzi risorse per affrontare la questione” Xylella “in maniera risolutiva, riconoscendo i danni reali agli agricoltori”. In una nota, il presidente della Confederazione dei produttori agricoli pugliesi, Tommaso Battista, sottolinea che “l’estensione di altri 20 km verso il Nord della Puglia dell’area di quarantena per la Xylella, che uccide gli ulivi pugliesi”, è stata “certificata dal comitato fitosanitario permanente dell’Unione europea”. La “nuova demarcazione dell’area infetta – rileva – vede l’estensione del batterio killer fino a Locorotondo e in diverse aree del tarantino”.
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“Notevoli – sottolinea Copagri Puglia – sono i danni per i proprietari dei fondi rustici che vedono ridursi di due terzi il valore dei propri terreni rispetto alle valutazioni pre-Xylella: lo spostamento dell’area cuscinetto – evidenzia Battista – comporta l’allargamento della zona infetta e questo significa che se l’Osservatorio fitosanitario individua una pianta certificata infetta in questa zona, il proprietario del fondo rustico deve abbattere la pianta infetta e tutte le altre comprese nel raggio di 100 metri. E non può procedere al reimpianto di nuovi alberi perché i diritti di reimpianto previsti dalla misura ‘5.2’ del Psr (Piano di sviluppo rurale), oltre a una consistenza finanziaria ridotta rispetto alle reali esigenze, sono rivolti solo all’area infetta”. “Un’altra questione da evidenziare – conclude Battista – è quella del divieto di spostamento delle piante, che causa il blocco completo dell’economia vivaistica, con una conseguente perdita di posti di lavoro”.

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