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Zelensky non conferma né smentisce l’attacco su suolo russo a Belgorod

Massimiliano Cassano|

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“Mi dispiace, ma non parlo dei miei ordini come comandante in capo, leader di questo Stato. Ci sono cose che condivido solo con le forze armate quando parlano con me”: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aggira – durante un’intervista con Fox News andata in onda la notte scorsa – la domanda del giornalista che gli chiede se sia stato lui ad ordinare l’attacco al deposito di carburante di Belgorod, in Russia. “Bisogna capire – ha poi aggiunto – che nel territorio da lei indicato i russi hanno piazzato i loro sistemi di artiglieria e stavano sparando missili”. Fosse confermato si tratterebbe del primo attacco in territorio russo rivendicato dalle forze di Kyiv. Dopo l’enorme incendio scoppiato ieri nel deposito, molto vicino al confine ucraino, il governatore della regione Vyacheslav Gladkov ha fatto sapere tramite il suo canale Telegram che si era trattato di un raid aereo condotto “da due elicotteri ucraini”

Zelensky non conferma né smentisce l’attacco a Belgorod

Otto serbatoi di petrolio sono andati in fiamme, riferisce l’agenzia di stampa governativa russa Tass. Il Ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha tenuto una posizione simile a quella di Zelensky. “Non possiamo essere più precisi sul tema”, ha ribadito poi  il portavoce del ministero della Difesa, Oleksandr Motuzyanyk. “Noi oggi ci stiamo difendendo dall’aggressione – ha spiegato -ma ciò non significa che l’Ucraina sia responsabile per ogni disastro che accede in Russia”. Nella serata di ieri una smentita ufficiale da Oleksy Danilov, segretario del Consiglio di Sicurezza a Kiev: “Per qualche loro motivo i russi ci accusano di averlo fatto noi, ma secondo le nostre informazioni ciò non corrisponde al vero”. Ma fonti del Pentagono sostengono che l’attacco ci sia stato, e sia stato voluto da Kyiv: per ridurre la pressione su Kharkiv, distante meno di 80 chilometri da Belgorov, e per provare a innalzare il morale del soldati, già galvanizzati dalla ritirata delle truppe russe dalle aree a nord della capitale.