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Zika: tutti i complotti per diffondere il virus

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Il virus Zika è diventato un’emergenza su scala globale. A dichiararlo è stata l’OMS che un po’ per timore di ripetere l’errore di valutazione commesso all’inizio dell’epidemia di Ebola nell’Africa Occidentale, un po’ per la pressione dell’opinione pubblica ha deciso che la situazione in essere dovuta alla diffusione dei casi di contagio da Zika può essere considerata un’Emergenza di Salute Pubblica di interesse internazionale. Un comunicato della presidente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Margaret Chan, sottolinea come la decisione presa dal Comitato d’Emergenza sia scaturita dalla “forte associazione, di tempo e di luogo, tra l’infezione dovuta al virus Zika e un aumento nei casi riscontrati di malformazioni congenite e complicanze neurologiche“.

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Fonte: Zika virus in the Americas: microcephaly and Guillain–Barré syndrome

La correlazione tra Zika e malformazioni neurologiche

Il virus Zika viene generalmente trasmesso dalla puntura delle zanzare Aedes aegypti, non è naturalmente presente in Europa e non vi sono evidenze scientifiche di trasmissione da uomo a uomo. Al momento la maggior parte dei casi di contagio è stata registrata in Brasile. Non si tratta di un virus nuovo o sconosciuto alla scienza dal momento che è stato isolato per la prima volta nel 1947. Zika non è mortale e spesso non dà sintomi che in ogni caso sono paragonabili a quelli di una lieve influenza. Non esiste un vaccino né una cura specifica per il virus, generalmente viene raccomandato di stare a riposo e di assumere antidolorifici per alleviare il dolore dovuto agli stati febbrili, al mal di testa e alle eruzioni cutanee (che sono tra i sintomi principali con i quali si manifesta il virus). Inoltre il vettore di contagio pare essere principalmente la zanzara Aedes (che ha a sua volta punto una persona già infetta) pertanto le principali misure di prevenzione consistono nell’evitare di essere punti dalle zanzare. Perché allora così tanta preoccupazione per Zika? Innanzitutto perché la diffusione dei casi di contagio ha ormai raggiunto una scala globale (il Brasile è il paese più colpito). In secondo luogo perché sembra emergere una correlazione, non ancora provata dal punto di vista scientifico, tra la presenza del virus Zika nel corpo della madre e lo sviluppo di gravi malformazioni congenite, come ad esempio la microcefalia, nei nascituri. È bene sottolinearlo ancora una volta: non esiste uno studio scientifico che dimostri che il virus provoca la microcefalia, si tratta di un’osservazione scaturita dall’aumento di casi di bambini nati microcefali in Brasile dove c’è stata un’impennata di contagi da Zika. Ma al  momento i casi nei quali è stata acclarata la presenza del virus – trasmesso dalla madre durante la gravidanza (ipotesi confermata a novembre) –  nel corpo del bambino nato microcefalo sono pochi per stabilire un nesso di causa-effetto. Oltre ai casi osservati in Brasile ci sono anche quelli emersi durante l’epidemia di Zika nella Polinesia Francese del 2014 in coincidenza della quale furono registrati 17 casi di bambini nati con malformazioni al sistema nervoso centrale. Questo, unitamente al fatto che i due eventi si sono presentati nel medesimo luogo in un arco temporale ristretto, ha portato le autorità Francesi e Brasiliane, e successivamente gli esperti del OMS, a ritenere l’esistenza di una correlazione tra Zika e microcefalia. Nel frattempo sul fronte italiano il direttore del Dipartimento malattie infettive parassitarie e immunomediate dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Giovanni Rezza, spiega che Zika potrebbe trasmettersi anche per via sessuale: “È raro, ma potrebbero esserci altri casi come quello segnalato a Dallas dai Cdc americani, su cui però dovrebbero essere fatti approfondimenti. È possibile quindi che una persona che ha viaggiato nei Paesi colpiti da Zika possa al ritorno trasmettere, durante un rapporto sessuale, il virus al partner. La raccomandazione è di astenersi per alcuni giorni dall’attività sessuale”. È di oggi infatti l’annuncio di un caso confermato in Texas di trasmissione del virus tramite un rapporto sessuale. Quello texano è il terzo caso registrato di trasmissione per via sessuale di Zika, il primo è stato registrato durante l’epidemia di Zika nella Polinesia Francese del 2013: lo sperma e le urine di un uomo di 44 anni originario di Tahiti hanno dato esito positivo al test per lo Zika anche se il virus non era presente nel sangue. Nel 2008 invece Brian Foy aveva contratto lo Zika durante un soggiorno in Senegal. Una volta tornato a casa, in Colorado, la moglie era stata contagiata anche se non era stata punta da nessun insetto.
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I complotti per diffondere Zika scoperti da Messora e Villone

Naturalmente di pari passo con gli allarmi lanciati dalle autorità e il panico diffuso dai giornali arrivano anche le prime ipotesi di complotto. La più bella è quella formulata da Claudio Messora che ha già scoperto che il virus è “di proprietà” della temutissima Fondazione Rockefeller che contribuì a isolare il virus Zika per la prima volta in Uganda nel 1947. Cosa ci facevano “i Rockefeller” in Africa? Stavano studiando la febbre gialla, ma ByoBlu non è mica del tutto convinto che le cose stiano così. Perché in quei laboratori spersi nel folto della giungla probabilmente (suggerisce) si stavano studiando nuove armi per controllare la popolazione. E cosa meglio dello Zika, aggiungono altri sull’Internet spiegando che gli appelli rivolti alle donne per avvertirle dei pericoli di una gravidanza se contagiate dal virus servono in realtà per mettere in atto un piano di controllo delle nascite su scala globale. Molto più efficace degli aborti legali o di epidemie che spazzano via intere popolazioni ed in fondo essendo Zika un virus innocuo nessuno si preoccuperebbe troppo di farsi contagiare. Sul Fatto Quotidiano Marco Villone fa un passo in più e ci spiega che in realtà le nascite di bambini microcefali non sono dovute a Zika ma alla sperimentazione di vaccini su donne incinte fatta dal Governo Brasiliano e da Big Pharma. Ecco quindi che il Brasile diventa il terreno di una folle sperimentazione, roba che nemmeno i Bambini venuti dal Brasile e quindi il pretesto dell’epidemia  serve a

nascondere l’insorgere di una patologia dovuta ad altre cause, come la microcefalia. Oppure quella di spaventare la popolazione sia locale che di tutto il mondo e quindi poter successivamente inventare un vaccino che possa far fare di nuovo molti soldi alle corrotte multinazionali del farmaco.
Ma non basta. In Brasile naturalmente è in corso una massiccia campagna pubblicitaria per vendere enormi dosi di repellenti, costosissimi, nelle loro numerosissime farmacie.

Ma c’è anche un’ipotesi più inquietante:

Inoltre potrebbe addirittura essere che la microcefalia sia causata da un altro tipo di sperimentazione sui feti che le autorità intendono nascondere.

Villone però poi aggiunge che le sue sono solo ipotesi, ma in fondo “anche quella della correlazione tra Zika e microcefalia lo è“. Capito come si fa informazione? Villone ci dice che la sua fonte è attendibile, ed è questa qui che traduce un pezzo pubblicato qui ovvero il sito di una che crede (e vende, che credete che solo Big Pharma vuole fare i soldi) al potere curativo degli antichi spiriti alieni e spaccia rimedi basati sulla “Sacra Geometria” quantica dei frattali. Ecco, le teorie di queste persone, che Villone ammette essere bufalari (anche se lui si ferma solo alla fonte in italiano) vanno lette con attenzione perché c’è chi ci spiega che i Rockefeller non c’entrano nulla e che si tratterebbe di una cospirazione a base di zanzare geneticamente modificate messa in piedi da Bill Gates e signora.

La recente comparsa di un focolaio del virus Zika in Brasile viene attualmente ricollegata alle zanzare geneticamente modificate sviluppate dalla società di biotecnologie britannica Oxitec, che è finanziata dalla fondazione dei coniugi Bill e Melinda Gates.

Naturalmente si parla di mercurio e dello spauracchio di tutti gli antivaccinisti, il Thimerosal per cui senza dubbio stanno dicendo qualcosa di vero che consente al blogger del Fatto Quotidiano di dire che

è la microcefalia legata allasperimentazione di vaccini sulle donne incinte. La storia dello Zika servirebbe come copertura.

Ipotesi questa confermata anche da Gioia Locati sul Giornale, una nota esperta della disinformazione scientifica. Questo genere di ipotesi è molto simile a quello avanzato da Gabriella Mereu, che genere di correlazione possiamo stabilire tra Messora, Villone la Locati e la Mereu?
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Diffondere le poche informazioni disponibili e sicure pare uno sport per professionisti.

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I sintomi del virus Zika e le aree più colpite dal contagio (credits: Stampaprint)