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La denuncia di Virginia Raggi sull'IPA

Virginia Raggi ieri è andata alla procura di Roma per presentare un esposto sull’Ipa, l’ente di previdenza e assistenza dei dipendenti capitolini. Si tratta della mutua dei 23mila comunali, già finita al centro di inchieste per costi di bilancio gonfiati, stipendi raddoppiati e consulenze sospette.

La denuncia di Virginia Raggi sull’IPA

La Raggi, come i suoi predecessori, ha commissariato l’istituto alla fine di maggio, per la terza volta dal 2012. Spiega oggi Il Messaggero:

Il nuovo fronte, su cui la procura di Roma oggi aprirà ufficialmente un’inchiesta, riguarda anomalie commesse nel corso dell’ultima gestione commissariale: prestiti concessi in modo irregolare e, soprattutto, il business pilotato dell’assistenza sanitaria, con una ventina di appalti assegnati in modo diretto e senza gara pubblica, per almeno 500mila euro.
Le criticità sono emerse dalla relazione depositata in Campidoglio dal nuovo commissario straordinario, Fabio Serini, che per tre mesi ha analizzato conti e bilanci e ha scoperto una serie di pesanti violazioni. Due sono i comparti più colpiti: credito e sanità. Per anni sarebbero stati concessi prestiti a dipendenti che non solo non avrebbero mai restituito il denaro, ma non avrebbero nemmeno saldato le quote d’iscrizione.
In questo caso, il reato ipotizzabile sarebbe l’indebita erogazione di credito, effettuata oltretutto da un ente in perdita. La seconda criticità macroscopica rilevata dal commissario, riguarda l’assistenza sanitaria.

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L’IPA infatti gestirebbe due centri medici in via Rolando Vignali e in piazza dell’Emporio, guidati da direttori sanitari esterni all’ente che dirotterebbero i pazienti verso cliniche private che non sono convenzionate con l’istituto. Qui vengono indirizzati i pazienti per gli interventi.

L’IPA e la Corte dei Conti

L’esposto è stato presentato alla Corte dei Conti, dove il viceprocuratore generale Tammaro Maiello ha già altri quattro fascicoli aperti sull’ente di previdenza. Indaga su più fronti: dall’omesso versamento dei contributi all’illegittimo pagamento di compensi, dalle consulenze irregolari fino alle polizze stipulate in modo anomalo,per un danno totale alle casse pubbliche che raggiunge quasi i 5 milioni di euro.