Attualità

Sotloff: i particolari nascosti nel video della decapitazione

Il giorno dopo è quello dei sospetti. Il video della decapitazione di Steven Sotloff comincia ad essere analizzato dagli esperti di intelligence, che cercano di ritrovare nelle immagini informazioni utili contro l’Isis. Specialmente attraverso il confronto con il video che mostrava l’uccisione di James Foley.
IL VIDEO DELLA DECAPITAZIONE DI SOTLOFF
Il primo dettaglio che salta agli occhi è la differenza delle immagini di Sotloff tra primo e secondo video. Ecco il confronto tra due fotogrammi:
sotloff video decapitazione 1
sotloff video decapitazione 2

(il video della decapitazione di Foley in cui compare anche Sotloff)

LA LOCATION E I DETTAGLI
Secondo gli esperti, il fatto che i capelli e la barba di Sotloff siano leggermente più lunghi nel secondo filmato darebbe la prova che i due video non sono stati girati insieme, come si supponeva nell’immediatezza del rilascio del video che mostrava la decapitazione di Sotloff. Il Guardian ha analizzato i dettagli della location di entrambi i video, giungendo all’ipotetica conclusione che quello di Foley è stato girato nella città siriana di Raqqa:

Una foto aerea di Raqqa (fonte: The Guardian)
Una foto aerea di Raqqa (fonte: The Guardian)

Secondo Eliot Higgins di Bellingcats i due video potrebbero quindi essere stati girati più o meno nella stessa regione. Sui dettagli dell’esecuzione scrive invece Guido Olimpio del Corriere della Sera:

In entrambi gli episodi, i militanti oscurano il momento esatto dell’esecuzione. Non è chiaro il motivo. Qualcuno ha suggerito un’azione in due tempi. L’estremista che si esprime in inglese spiega quello che sta per avvenire,ma il boia è un altro. Si è discussoanche sulla formazioneche detiene gli ostaggi. Oltrealla famosa cellula britannica, i cosiddetti Beatles, guidati daJihadi John (nome inventato dai media), alcuni osservatori hanno indicato mujahedin sauditi legati all’Isis. Ma anche belgi. A rivelarlo un ex ostaggioche ha condiviso partedella prigionia con Foley.

Il boia si rivolge direttamente al presidente americano Barack Obama per lanciargli messaggi di sfida, e poi fa parlare gli ostaggi in procinto di essere uccisi perché accusino l’inquilino della Casa Bianca di essere il responsabile delle loro morti. Inoltre, i prigionieri indossano entrambi tute arancioni, lo stesso colore dei detenuti del carcere americano di Guantanamo. Una strategia mediatica, dunque, che non sembra lasciare nulla al caso e che ha fatto fare ai nuovi terroristi un passo avanti rispetto alle uccisioni di ostaggi compiute dall’allora leader di Al Qaida in Iraq, il giordano Abu Musab al Zaraqawi. Fino all’inizio dell’estate, del resto, l’avanzata dello Stato islamico nel nord dell’Iraq era stata favorita dal sostegno di almeno una parte della popolazione e dei clan tribali sunniti, che si consideravano vittime delle politiche discriminatorie del primo ministro sciita Nuri al Maliki.
IL CONFRONTO CON LA SIGLA DI HOMELAND
C’è un ultimo dettaglio interessante, che riguarda l’editing del video di Sotloff. In esso si mostra per qualche secondo un’immagine di Barack Obama che pronuncia la frase “We will be vigilant”. Esattamente come succede in una scena della sigla iniziale di Homeland, serie tv, la cui trama è questa:

La serie ha per protagonisti Carrie Mathison (Claire Danes), un’agente della CIA, e il Marine statunitense Nicholas Brody (Damian Lewis). Carrie è convinta che Brody, a lungo detenuto da al-Qaida come prigioniero di guerra, faccia parte di una cellula dormiente e che sia un rischio significativo per la sicurezza nazionale.



Anche qui la similitudine serve a far capire che l’estrazione culturale della cellula terroristica è certamente occidentale. E questi segnali servono a “parlare” con un vasto pubblico, usandone lo stesso immaginario collettivo. Quelli che vuole terrorizzare.

Leggi sull’argomento: Steven Sotloff: l’altro giornalista decapitato dall’Isis