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Il video del bambino siriano che salva una ragazzina dai cecchini

La storia la racconta, tra gli altri, l’Independent: in questo video hostato su Youtube dallo Shaam News Network, un canale gestito da attivisti siriani a Damasco si vede un ragazzino che trascina via una bambina tra i colpi dei cecchini: insieme, i due trovano rifugio dietro un muro nel bel mezzo dello scontro a fuoco. Il video mostra inizialmente il ragazzino steso a terra intanto che i colpi risuonano intorno a lui, sulla strada in macerie. Poi il bambino si alza e inizia a camminare verso quel che resta di un’automobile, finché non viene colpito e sembra accasciarsi a terra. Passato qualche secondo il ragazzo si alza e si infila sotto la macchina, da dove riemerge con una ragazzina terrorizzata. Con lei, vestita di rosa, per la mano, alla fine scappa lontano dall’inquadratura della telecamera, mentre gli uomini esclamano “Allah Akbar”.
 

Il video non ha riferimenti di luogo né temporali, e non è quindi possibile in alcun modo verificare l’attendibilità. Secondo l’Independent è probabile che sia il frutto di una messa in scena. Charlie Winter, ricercatore del think tank Quilliam, dice che non c’è alcun modo di verificare attraverso i particolari se il video è reale o meno: difficile è anche accertare chi è che sta sparando a chi e di quali fazioni fanno parte le persone inquadrate: potrebbero essere truppe governative o combattenti militanti, visto che hanno entrambi tra le fila cecchini. «Ad ogni modo, vero o falso che sia, il filmato sta diventando rapidamente un simbolo del conflitto in Siria», conclude Winter.


Nel frattempo resta il giallo sulla sorte del leader dello Stato islamico Abu Bakr al Baghdadi. Mentre le autorità irachene parlano di un suo ferimento in un raid aereo a Mosul, nel nord dell’Iraq, e quelle statunitensi non confermano il suo decesso, un account Twitter considerato vicino al gruppo jihadista ne annuncia invece la morte. Il profilo della Muassasa al Ittisam, che diffonde la propaganda jihadista in rete, ha annunciato che «vi daremo presto i particolare del martirio del califfo al Baghdadi e annunceremo in seguito il giuramento di fedeltà per il nuovo califfo suo successore». Lo stesso account poco dopo ha diffuso una foto del presunto cadavere di al Baghdadi, mentre c’è silenzio sull’argomento da parte degli altri siti jihadisti. Anche fonti irachene citate dal giornale egiziano al Ahram hanno confermato la notizia della morte del capo jihadista in un raid aereo a Mosul. Diversi cittadini della città del nord dell’Iraq, contattati dall’inviato del giornale del Cairo, hanno confermato il decesso di al Baghdadi, aggiungendo che il gruppo avrebbe gia’ scelto il suo sostituto senza pero’ comunicarne il nome. Queste notizie però non trovano ancora conferme ufficiali da parte delle istituzioni e dei media iracheni. Intanto sul terreno l’Isis sembra patire una fase di difficoltà. Fonti della sicurezza irachena hanno assicurato che la bandiera nazionale e’ tornata a sventolare sulle sedi dell’amministrazione comunale e della polizia di Baiji, nella provincia di Salah al Din, il cui centro sarebbe stato completamente liberato dalle milizie dello Stato islamico.
Dove prende i soldi l'ISIS
Come si finanzia l’ISIS (infografica del Corriere della Sera)

L’ISIS E IL PETROLIO
Sulla città, dove si trova la più grande raffineria dell’Iraq, le forze armate irachene avevano lanciato una vasta offensiva nei giorni scorsi. Anche a Kobane, l’enclave curda in Siria, gli jihadisti sembrano perdere terreno. Il governo locale ha infatti annunciato che le forze curde sono riuscite ad avanzare a sud e a sud-est della citta’ e ora controllano diversi posizioni finora nella mani dei miliziani. Nelle ultime ore la loro offensiva si e’ intensificata anche grazie al supporto dei raid aerei della coalizione internazionale. Intanto gli obiettivi dell’Occidente e di Bashar al-Assad sembrano intrecciarsi. Dopo colloqui a Damasco con il presidente siriano, l’inviato speciale dell’Onu Staffan De Mistura ha espresso ottimismo sul successo di un piano dell’Onu per fermare i combattimenti tra lealisti e ribelli ad Aleppo. Il governo ”è interessato al piano”, ha affermato De Mistura, dopo che ieri Assad aveva assicurato che lo avrebbe studiato. Secondo l’inviato la minaccia comune costituita dall’Isis, potrebbe portare ad una tregua in una guerra che da anni miete morti ma non esprime vincitori. La Germania comunque ha precisato che è esclusa qualsiasi forma di dialogo o collaborazione con Assad.

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Edit: alla fine i dubbi sul video erano ben spesi:

L’hanno cliccato in sei milioni, quel “Ragazzo eroesiriano”, prima che ieri l’autore, il regista norvegese Lars Klevberg, svelasse il trucco. Il video rilanciato in questi giorni da molti siti dinotizie, Bbc in testa, è stato girato a Malta inmaggio con i due piccoli attori e le voci fuoricampo di rifugiati siriani, sul set di film celebricome Il Gladiatore o Troia. «Sono rimasto sorpreso che il pubblico pensasse che era tutto vero», ha commentato Klevberg, «perché il bambino viene colpito, cade, ma si rialza e continua a correre, e non ha sangue». Il video è stato finanziato dall’Istituto cinematografico e dal Consiglio delle arti norvegesi con il preciso intento, dichiarato, di diffonderlo online senza palesarne subito le origini. Ecco come in sei milioni ci siamo ricordati cos’è la guerra per un bambino.