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Il viadotto Sori, il messaggio Whatsapp e le vere infiltrazioni d’acqua

Il viadotto Sori, uno dei più importanti dell’autostrada A12, secondo i periti della Procura ha problemi di staticità dovuti molto probabilmente ad infiltrazioni d’acqua che nel tempo hanno corroso i cavi in acciaio all’interno. E non può che tornare in mente il messaggio su Whatsapp che nei giorni scorsi metteva in guardia sulla pericolosità di un viadotto di Sori, sull’autostrada A12 Genova-Rosignano Marittima. Nel messaggio vocale si sentiva la voce di una donna che dice: «Scusate, approfitto del gruppo per una cosa che non c’entra con la scuola ma che penso sia ancora più importante della scuola. Ho parlato stamattina con mio marito che ha un amico geologo e gli ha detto assolutamente di non prendere il ponte sull’autostrada, quello di Sori per andare a Genova, perché attualmente dopo questo mese di piogge era già pericoloso all’80%, è arrivato a una pericolosità del 160% e ha un pilone completamente pieno d’acqua. Mi ha detto avvisa più persone che puoi di non prendere assolutamente l’autostrada».

viadotto sori
Il viadotto Sori a Genova (La Stampa, 29 novembre 2019)

I carabinieri di Pieve Ligure e Recco, che fanno capo alla compagnia di Santa Margherita Ligure (diretti dal capitano Simone Clemente), dopo poche ore e attraverso l’analisi delle chat su cui è stato diffuso lo stesso messaggio audio, sono riusciti a rintracciare l’autrice. Nei guai è finita una casalinga di 37 anni, originaria di Recco ma residente nell’entroterra. Spiega oggi La Stampa:

I periti della Procura coordinati dall’ingegnere Renato Buratti hanno, infatti, evidenziato la preoccupazione riguardo soprattutto i due piloni iniziali del viadotto Sori (è lungo quasi quattrocento metri e alto più di cento) su cui appoggia l’impalcato, e sui cassoni che da sei anni non sono stati mai controllati o ispezionati. Nel corso delle verifiche effettuate nelle ultime settimane all’interno delle gallerie del ponte, infatti, gli esperti del pubblico ministero Walter Cotugno hanno evidenziato un alto stato di corrosione dei cavi interni che potrebbero portare ad un serio deficit di stabilità della struttura.

Non si tratta – è bene spiegarlo – di un rischio di crollo o cedimento immediato ma di una situazione che va necessariamente approfondita e controllata. Proprio per evitare una situazione di pericolo in futuro. Nei prossimi giorni questa relazione – il cui contenuto è stato formalmente anticipato alla procura – finirà sulla scrivania del pm Walter Cotugno che deciderà come procedere. L’ipotesi più probabile è quella di procedere ad una soluzione condivisa piuttosto che ad un sequestro o una chiusura imposta. «La nostra strada – ha spiegato il procuratore capo Francesco Cozzi – è quella di condividere il problema cercando una soluzione che garantisca la sicurezza degli utenti. Non è nostro compito controllare i viadotti ma fare le indagini».

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