Attualità

Pamela Pistis: la donna «rapita» a via del Frantoio è indagata per lesioni

via del frantoio 1

Pamela Pistis, la donna che aveva raccontato di essere stata sequestrata all’interno del centro di accoglienza di via del Frantoio, è indagata per lesioni aggravate dall’uso di un’arma. Secondo un’informativa dei carabinieri citata dall’agenzia ANSA sarebbe stata lei a colpire Yacob Misgn con un tondino, un pezzo di ferro di quelli usati nell’edilizia.

Pamela Pistis e via del Frantoio

Il nome della donna è riportato da Fulvio Fiano sul Corriere della Sera. La Pistis aveva raccontato di essere andata fuori dal centro di accoglienza di via del Frantoio, nella periferia di Roma, a cercare l’uomo che poco prima aveva tirato i sassi ai suoi figli, di essere stata “trascinata per i capelli” e “sequestrata” per circa un’ora assieme al nipote di 12 anni da un gruppo di migranti che avevano chiuso il cancello che dà sulla strada per evitare di farla uscire.

centro di accoglienza via del frantoio
L’assedio al centro di accoglienza di via del Frantoio

Ora la donna è stata iscritta nel registro degli indagati della procura di Roma, per lesioni aggravate dall’uso di arma. Per gli inquirenti avrebbe responsabilità nel ferimento del cittadino eritreo avvenuto martedì sera, ricoverato in ospedale con una ferita d’arma da taglio alla schiena, con una prognosi iniziale di 30 giorni. Comincia così a chiarirsi il quadro di quanto sarebbe accaduto quella notte, quando, accorsi per dare aiuto alla donna, un gruppo di residenti ha assediato il centro accoglienza per migranti. La donna non sarebbe quindi stata sequestrata.

L’informativa dei carabinieri

L’iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta oggi sulla base di un’informativa dei carabinieri che fa riferimento a una colluttazione tra la donna e l’eritreo rimasto ferito dopo essere stato colpito con un oggetto contundente. “I miei figli che erano davanti casa sono arrivati piangendo – aveva detto Pamela all’indomani dell’episodio, mostrando lividi e graffi -. Mi hanno raccontato che un migrante ubriaco gli aveva tirato dei sassi. Così con mio nipote di 12 anni sono andata davanti al centro. Era lì fuori e quando ci hanno visti ci hanno trascinati all’interno per due volte. Saremo stati chiusi dentro per circa un’ora. Ho avuto paura, pensavo di morire”. Ma nei giorni scorsi l’eritreo, schivo e noto nel quartiere perché trascorre le giornate a raccogliere cicche di sigarette, ha negato di aver lanciato sassi contro quei bambini.

via del frantoio
Il testimone che aveva smentito Pamela in un’intervista a Sky

Il ferimento, secondo quanto finora emerso, sarebbe nato martedì sera dopo un diverbio dell’eritreo con i ragazzini. Ma su questa versione ci sono dei dubbi. Il Corriere della Sera spiega che il ferimento, secondo testimonianze discordanti, sarebbe nato dopo la richiesta di una sigaretta fatta da Pamela all’eritreo e davanti alla risposta negativa di Yacob, la donna avrebbe reagito colpendolo (in un’ulteriore testimonianza a ferire l’eritreo sarebbe stato il nipote 12enne di Pamela). In realtà l’uomo avrebbe solo simulato il lancio di un oggetto per allontanare i ragazzini che lo prendevano in giro.

L’assedio al centro di accoglienza di via del Frantoio

Successivamente è nato l’assedio degli abitanti alla struttura. Il presidio umanitario di via del Frantoio, dove l’eritreo ferito non era attualmente ospite ma lo era stato in passato, è gestito dalla Croce Rossa di Roma ed è da tempo al centro di proteste. A chiederne la chiusura, oltre ad una parte dei residenti, anche organizzazioni di estrema destra, a partire da Casapound. Anche altri avevano descritto in modo completamente diverso rispetto all’accertamento dei fatti cosa era successo quella notte in via del Frantoio, non parlando del ferimento del cittadino eritreo.

via del frantoio centro di accoglienza
Via del frantoio: in questo, come nei racconti degli esponenti di Casapound, non si fa cenno al colpo ricevuto dall’uomo (Foto e status da: Facebook)

Anche le ferite lamentate dalla donna sarebbero antecedenti ai fatti. Anzi, l’unico colpo da lei ricevuto è uno schiaffo del compagno arrivato in un secondo momento per allontanarla dal luogo della lite. La donna ha precedenti, recenti, per furto. “Attendiamo fiduciosi l’esito delle indagini – afferma su Facebook la presidente della Croce Rossa di Roma Debora Diodati – la vita al Presidio Umanitario sta cercando di riprendere la sua normalità. Ringrazio tutti coloro che in questi giorni ci hanno espresso solidarietà. Un ringraziamento anche alle forze dell’ordine per il grande lavoro che hanno svolto e stanno continuando a svolgere in queste ore”.