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«Vi racconto come ho provato a scappare dalla Siria»

La Germania non sa se vuole più accogliere profughi siriani, l’Europa intera pensa che sia pericoloso perché ha paura che in mezzo ai rifugiati si nascondano, come lupi travestiti da agnelli, i terroristi dell’ISIS pronti a colpire l’Occidente con attentati come quelli di Parigi. Dei profughi, come della situazione siriana, crediamo di sapere tutto. Sappiamo chi sono i buoni i bambini che muoiono annegati, i ribelli curdi e la Russia. Ma soprattutto chi sono i cattivi: l’ISIS, senza dubbio, ma anche Assad, la Francia, gli USA, la NATO e i paesi del Golfo. In realtà della Siria non sappiamo nulla, eppure sono quattro anni che il paese è dilaniato da una guerra civile.

L’impossibilità di ottenere un visto

Meno ancora sappiamo dei destini personali di coloro che si sono trovati coinvolti in una guerra civile che con il tempo sta diventando anche la guerra dell’Occidente contro Assad e contro l’ISIS. Per chi vive in Siria e non è coinvolto nelle lotte tra le varie fazioni non sembra esserci che una via d’uscita: fuggire dal paese per cercare la salvezza in Europa. Un lettore di Next ci ha inviato il racconto del disperato tentativo di fuga di un suo amico siriano, conosciuto nel 2009, durante un soggiorno ad Aleppo che oggi non è altro che un cumulo di macerie. Il profilo del protagonista del racconto è simile a quello di tanti altri siriani e di tanti altri ragazzi in ogni parte del mondo. È laureato, ha un lavoro, una mentalità aperta verso altre culture, si è sempre professato ateo. Nel 2011 è riuscito a scappare da Aleppo e a raggiungere la sua famiglia che vive sulla costa del Mediterraneo, in una zona relativamente tranquilla e sicura per lui, che è di origine alawita (ovvero la stessa corrente religiosa alla quale appartiene il Presidente siriano Assad). Il suo essere alawita lo rende un bersaglio facile per tutti gli oppositori di Assad, anche se non è in alcun modo coinvolto nella politica del regime. Nel 2015 Hussain (nome di fantasia) decide quindi di andarsene dal suo paese e venire in Europa. Questo è il racconto del suo viaggio.

Per prima cosa Hussain prova a tentare di uscire legalmente dal paese, chiedendo un visto all’ambasciata britannica che però rifiuta il permesso. Una situazione che dovrebbe far riflettere coloro che dicono che per porre un freno all’immigrazione illegale in Europa l’unica strada è quella di “selezionare” i migranti in loco, tramite le sedi diplomatiche dei vari paesi europei.

I passed through dramatic series of incidents. I tried to travel legally as you know, when I got rejected by the British embassy for reasons till now I can’t understand. So, I decided to take the risk and make it illegally, even though it’s not from my life principles to do anything against any law, but you know fear and violence make man someone else who might do things he is not used to do.

Il percorso del viaggio seguito da Hussain è simile a quello di altri migranti, come quello raccontato dal Telegraph (credits: telegraph.co.uk)
Il percorso del viaggio seguito da Hussain è simile a quello di altri migranti, come quello raccontato dal NYTimes (credits: nytimes.com)

 

In fuga dalla Siria attraverso la Turchia

L’unica possibilità era quella di uscire illegalmente dal paese, proprio come hanno fatto e continuano a fare in molti, la strada per arrivare in Europa inizia in Turchia. La compagnia non è delle migliori, ricordiamo che Hussain è ateo e trovarsi con persone profondamente religiose non è una situazione ideale. Ma il problema principale è nascondere le sue origini (che sono scritte sul passaporto) ai compagni di viaggio. Gli alawiti sono visti come la fazione di Assad e in molti, tra quelli che fuggono dalla Siria, hanno motivi di risentimento nei confronti del Presidente siriano e per estensione nei confronti di tutti gli alawiti, che sono la componente principale delle forze armate fedeli al regime.

I went to Turkey where I was shocked by the number of people who are intending to do it. I was shocked by the quality of those people, 90 % of them are scum of the scum. They were deeply religious and fundamental, briefly, not kind of people whom I may enjoy with. Anyway, I said I have a dream and I should achieve it whatever costs. I went on, to be an easy bite for the Turkish smugglers who will take my money and throw me into the Mediterranean. Of course, I didn’t tell any of the co-migrants that I am alawite, I didn’t dare to open any discussion with them because I know the consequences, they will chop my head and throw my body as a fish bites. I went on and said i I will not them block achieving my dream.

Dopo essere entrato in Turchia e aver raggiunto la costa nord occidentale del paese Hussain prende contatto con gli scafisti. Con lui ci sono altri migranti. Ad Izmir, in Turchia, dopo una serie di telefonate il trafficante di uomini dà loro un appuntamento in una piazza della città. Un taxi li porta verso la terra di nessuno e lì inizia una lunga attesa, senza cibo né acqua. Ad un certo punto arriva un piccolo furgoncino sul quale i trafficanti costringono a salire 48 persone, lasciandole chiuse dentro sotto il sole per almeno tre ore con l’ordine di non fare alcun rumore. Gli occupanti del mini-van erano allo stremo, e qualcuno è svenuto per la mancanza d’aria e d’acqua, rimanendo immobile senza dare segni di vita, nel disinteresse generale. Ma l’unico pensiero di Hussain era quello di conservare le forze per il viaggio che lo stava aspettando.

After many secret calls with the smuggler who is a piece of shit and you will give him money and he will control your destiny. He gave us an appointment at some square in Azmir Turkey. We went there , and found a taxi waiting for us, then put us in different part of the city, another Taxi came to take us into no man’s land in a jungle. There was a guy waiting for us who seemed to be more aggressive than the other guys who brought us here. It was 10 am and we waited till 3 pm, in no man’s land .. no water no food and most importantly no least knowledge of what or where we’re going. At 3 pm a mini van came .. and we were about 48 guys who were all forced to get into the closed mini van under the burning sun, inside it, we were sweating and loosing any remaining hope to stay alive, and he ordered us that we should not make any noise not to be caught by the Turkish Ganderma or police. I could find a loosed screw in its hot metal walls and put my nose beside it to breath. We were very thirsty. And I started to loose the ability of standing because of the health condition that I have ,which doesn’t allow me to stand more than 30 minutes, but we had to stand for 3 hours in this burning hell . Some people were standing next to me threw up heavily on me ,and I have to remain sane because I have to keep myself alive. There was a guy who was begging for a drop of water, then he fell motionless, but no one cares for a man’s life, it is only a number and he is dead anyway where he came from.

 

I migranti sono abbandonati al loro destino

Finalmente i trafficanti decidono che è ora di partire, dopo un breve tragitto i migranti vengono fatti scendere e si incamminano verso la spiaggia, dove due uomini dell’organizzazione criminale, armati, ordinano loro di sedersi ad aspettare. Di nuovo, senza acqua. L’anno scorso Hussain è rimasto coinvolto in un incidente automobilistico e quindi fa fatica a camminare. Gli scafisti lo colpiscono in testa per convincerlo a stare al passo con il gruppo. A quel punto è il momento di salire sul gommone, piccolo per ospitare una quarantina di persone con i loro bagagli. A quel punto i trafficanti indicano al gruppo delle luci distanti, dall’altra parte del tratto di mare. È la Grecia, ed è lì che dovranno guidare l’imbarcazione. Da soli, perché nessuno dei trafficanti salirà a bordo. Sarà uno del gruppo a tentare di condurli alla salvezza. Il mare però è troppo mosso, il carburante esce dal serbatoio e si spande all’interno del gommone. Hussain ci fa capire che quella che qualcosa è andato storto, e che ora ha delle ustioni sulle gambe. Ma almeno è riuscito a raggiungere le coste greche? No. Ha fatto ritorno in Siria.

We arrived in another jungle, then we had to walk for about 2 hours in the dark . Finally we arrived in a shore where two armed men were waiting for us, they agressively ordered us to bent and wait, and we waited for 2 hours in the woods next to the shore. At that time all what I want is just a few drops of water which was not existed there. At 12:30 am , a guy came and ordered us to move towards the shore, he was Turkish and speaks only Turkish. He had shallow eyes, eyes never knew any mercy, due to my knees, I was a bit slow, so he hit me on my head and shouted to move quickly. I tried to explain to him that I have problem in my knees, he hit me again and shouted loudly. I had no choice, I have only one way, I I had to endure to get to Europe where people don’t shout. They started to blow the plum, which was very small to take 46 people and their luggage, we got into the plum, and the sailor was only a guy from the group who has no experience. They showed us some lights far away and told us drive there it’s Greece. The weather was windy, and the sea was wavy.. but they said it’s only here, when we go deeper, there are no waves.. We sailed our lives which had been sold a long time ago. Then the sea became more angry, and the waves became more bigger and wilder, and the fuel tank poured inside the plum, and the Greek lights are still far away.. I will tell you what happened next.. but my phone is out of charge soon and I have no power supply.. but as a conclusion.. Now I am in Syria again.. with serious burns in my legs.. exactly under the past surgery scar to my feet.

 

La pratica di lasciare i migranti in balia delle onde e abbandonati a sé stessi è diffusa tra i trafficanti di uomini
La pratica di lasciare i migranti in balia delle onde e abbandonati a sé stessi è diffusa tra i trafficanti di uomini

In un messaggio successivo Hussain ci racconta cosa è successo quella notte, con il mare agitato, al buio, tra persone che pregavano e le onde che facevano sobbalzare il gommone. Hussain era seduto vicino al serbatoio e la benzina che fuoriusciva gli ha procurato delle ustioni alle gambe. Anche alcuni suoi compagni avevano ferite simili, un uomo non sopportando il dolore si lasciò andare in acqua. Le luci della costa ellenica erano ancora distanti, il mare sempre più rabbioso. Il peso di tutta quella gente faceva imbarcare acqua, tutti dovettero gettare le borse con i pochi effetti personali. Gli uomini sul gommone iniziarono a litigare, c’era chi voleva tornare indietro, chi invece sosteneva che bisognava proseguire ad ogni costo.

The whole world doesn’t give a shit for me or billions like me, what matters are money and corporations. I told you that because I, from the bottom of my heart, do know that you care, not because you are Western, but because you are my friend whom I am free to tell her everything and I know that I have ears. But let me continue the moment when we got into the plum. The driver as I said, was one of the group who will not pay for the ride because smugglers don’t show up, and don’t risk their lives. The plum took off in the dark Mediterranean which was very angry and wavy, the people in the plum were saying verses from Quraan and in my heart I was thinking of how Europe will cope with such people who are deeply religious and not necessarily moral or ethical. Then we got a huge wave which made the boat rambling, it was the first time at that night I could taste the salty water which was mingled by the taste of rotten bodies of people like me who had been taken by the sea in their search for a better life. The smuggler, before he went, told the plum driver that those far lights over there are Greece, and we were sailing for more than one hour, and the far lights. .are still far. The fuel tank poured inside the plum, and I was sitting beside it. I was covered by benzene and salt water, I could feel my flesh burning, but what can I do! ! ! I kept looking at the far lights, but they were still far.. Waves became bigger and fiercer, and the chemical burns on my legs became more and more painful, there was a guy next to me who had the same burns and didn’t stop crying, suddenly he threw himself in the water, at that moment, I figured out that death is very close to me. The water filled the plum, and the guys ordered me to throw my bag, I threw it without any hesitation cause I knew that I will NEVER EVER use it again, I put in it all what values in my life, being emotional or material, but why not! !! In minutes I will be just like it, lost in the dark water. Then a fight happened between people who want the driver to go on, and others who want him to get back to the Turkish shore, at that time, I started to loose my body temperature, no food, no water, for more than 18 hours and most importantly no hope. I put my head down, and started to cry silently and imagine how my mom and dad will receive the tragic loss of their son. The water reached to my chest, and the waves were striking me on my back.

Le ustioni sulle gambe di XXX
Le ustioni sulle gambe di Hussain

I cried and laughed for such “one short life” a man has. I said is that all?? That’s it?? Is that the end?? And the dreams, hopes, ambitions, and fighting for better life will end here, in the dark sea.

La fine del viaggio e il ritorno a casa

Ad un certo punto l’uomo al timone si rende conto che in quelle condizioni non c’era modo di raggiungere la Grecia, e decide di fare ritorno verso la costa turca. In preda alla disperazione e nel tentativo di riscaldarsi i migranti si stringono l’uno con l’altro. Hussain pensa che ormai sia arrivata la fine, che solo la morte potrà alleviare il dolore.

In these moments, time was about 3 am and we had been in water for approximately 3 hours. The driver took the decision to get back to the Turkish shore which was distinguished by red lights from air fans of power generation. In my upper body I felt so cold, and in my lower body it was a burning fire eating my legs from the benzene and salt chemical burns. I hugged the guy next to me to feel warm, and was waiting to the destiny. I was consoling myself by this end, and say it’s OK, it’s time to end this miserable life, and at the end of this day, all my fears will go, all my pains will stop, so please death take what you want peacefully and I will be OK.

siria racconto viaggio migrante - 3
Dopo quattro ore di viaggio Hussain inizia a perdere conoscenza e si aggrappa al suo vicino. Si sveglia poco dopo, un compagno di viaggio gli dice che devono inerpicarsi su per un pendio per raggiungere la spiaggia, per nove ore il gruppo dei superstiti arranca nella terra di nessuno, nella boscaglia nel tentativo di tornare vicino al punto di partenza.

I was waiting to the moment in which the plum turns over and all jump into water just to relieve the pain of my legs. Then a wave slapped me, and I felt colder, water got into my ears, and I couldn’t hear what people saying, and started to loose my conscious holding the guy who was next to me. Then I found myself on a cliff and this guy was shaking me and telling me wake up we could reach the Turkish shore again, and spoke to his friends and said : I told you he is not dead. It was 4 am which means 4 hours of sailing. You know because of the car crash I had 9 months ago I can’t climb cliffs, adding second grade burns in my both legs, but I could endure the pain and the limited range of motion and did climb the cliff to walk with the others. We walked in the no man’s land of forests for 9 hours, and my burns became worse, some of the guys were very helpful and others were threatening me to abandon me if I don’t move quickly.

Fortunatamente XXX aveva ancora con sé il suo passaporto, lo aveva nascosto in tasca all’interno di un palloncino di plastica nell’eventualità che qualcuno trovasse il suo corpo. Ora sta lentamente guarendo, il dolore è insopportabile ma alla fine è ancora vivo. Non proverà più a cercare di entrare in Europa via mare. Se ci proverà ancora sarà solo legalmente, nella speranza che qualche stato gli conceda il visto.

I lost everything and won a second chance in life which is something valuable. I came back to Syria, because I put my passport in a balloon in my pocket before the trip, to be used as ID in case I died or they found my body. I got out of the hospital, still have pains, but still have pain killers from the car crash 🙂 I am still sane after all that.. And will never repeat the sea way NEVER EVER. If I have to go, I will make it legally..