Attualità

La vera storia dell'auto della polizia nel campo nomadi

Da ieri circolava su Facebook il video che mostrava un uomo intento a guidare un’auto della polizia nel campo nomadi di Massimina. Il video, hostato da Romafaschifo, era stato pubblicato su Facebook da una ragazza che diceva che a guidare era il padre, e poi l’aveva cancellato:

I giornali si erano tuffati sulla storia parlando di automobile della polizia e di “nomadi che si divertono alla guida”, anche tacendo il particolare che l’automobile era senza targa (e quindi era difficilmente ipotizzabile che un rom avesse rubato l’automobile degli agenti). Tra questi, Il Messaggero (sponsorizzando il contenuto su Facebook):
auto polizia nomadi 1
E il Tempo:
auto nomadi polizia 2
 
Anche se molti commenti avvisavano che l’automobile non sembrava del tutto “in regola”: «ma se notate bene nel video ce nè un’altra su una bisarca (camion adibito per il trasporto veicoli) e si nota bene altri mezzi che si usano per girare film e fiction non è un macchina di servizio all’interno manca la protezione per quando si trasporta un fermato……..siete ridicoli pensare che siamo na massa de stupidi chi fà e pubblica questi articoli ci dovrebbe mettere la faccia (così quando t’incontro ti posso prendere a schiaffi)». Alla fine ieri sera la Questura di Roma ha dovuto smentire con un comunicato ufficiale:
nomadi auto polizia
E su Facebook è sceso in campo anche il celeberrimo Agente Lisa:

Attenzione sta circolando in rete un video che molti utenti stanno condividendo, anche su facebook, dove ci sono stranieri che sembrano utilizzare una macchina della Polizia. Non è una macchina delle nostre ma una usata per fiction o film. Chi è del mestiere come noi riconosce la mancanza di peculiarità che ci sono solo sulle nostre auto, cioè su quelle “vere”. Lampeggiante di un’altra serie di vetture, mancanza del separatore in plexiglas interno all’abitacolo, computer lato passeggero e per finire marmitta e cerchi di altri veicoli. Evidentemente quindi una macchina assemblata per esigenze sceniche. È già stato individuato a Roma il luogo dell’accaduto e la ditta proprietaria. Ora la Questura di Roma sta verificando se non ha custodito al meglio questo “materiale di scena” o se le e’ stato sottratto. Al termine degli accertamenti si procederà in ordine alle responsabilità penali per qyesto grave episodio. Chiedo a tutti voi, della squadra di Agente Lisa, di condividere questo post perché è importante smontare subito questa “bufala” che vuole solo minare la fiducia dei cittadini. Grazie a tutti e buonanotte dall’Agente Lisa

Edit: Giorgia Meloni non ha ancora capito che quella non è una macchina della polizia.
auto nomadi polizia giorgia meloni
Edit2: Il Messaggero scrive oggi che l’automobile è stata utilizzata dalla fiction “E’ arrivata la felicità” con Claudia Pandolfi, in onda sulle reti Rai. La conferma arriva dalle indagini della polizia e dall’assessore alle Politiche sociali del XIII Municipio, Roberto Martino.

Al volante e all’interno della pattuglia ci sarebbero quindi i rom che hanno partecipato alle riprese della fiction, spiega l’assessore. «Alcuni di loro – aggiunge Martino – sono stati messi anche in regola, a libro paga della produzione, come comparse».

Edit3: l’ultima precisazione della Questura di Roma:

In relazione al video diffuso nella serata di ieri, relativo ad una autovettura con livrea “Polizia 113” che viene utilizzata da alcuni giovani, probabilmente di etnia rom, la Questura di Roma precisa quanto segue:
l’autovettura ripresa non appartiene alla Polizia di Stato trattandosi di automezzo allestito per esigenze sceniche di produzioni televisive e cinematografiche.
L’immediata attività di accertamento disposta subito dopo la diffusione del video ha consentito di individuare la società proprietaria del veicolo e su cui gravava ogni responsabilità di custodia e vigilanza.
Alla luce di quanto avvenuto sono già state avviate le procedure finalizzate all’applicazione delle sanzioni previste e alla possibile revoca della licenza per la società in oggetto.
È inoltre previsto l’avvio di una azione legale a tutela dell’immagine della Polizia di Stato e di richiesta risarcimento per il danno subito.
Sarà anche sottoposto al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, l’eventuale responsabilità di quanti abbiano concorso nel diffondere informazioni non corrispondenti al vero partecipando al danno d’immagine.