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Vera Lytovchenko, la violinista ucraina che suona dal bunker per "dimostrare che siamo ancora vivi" | VIDEO

@neXt quotidiano|

La musica è vita. La musica è speranza. La musica è quel messaggio tangibile per mostrare al mondo di essere ancora vivi. Le note e le parole stanno accompagnando da giorni le testimonianza che arrivano da alcune piazze e dai bunker sparsi per tutta l’Ucraina. Testimonianza di vita, mentre tutto attorno si continua a spargere sangue, dolore e morte. Vita come quella della piccola Amelia che canta “Let it go” mentre piovono bombe sulla capitale Kyiv, come quella della banda che suona “Don’t worry be happy” in attesa dell’attacco russo a Odessa. Vita come la testimonianza della violinista ucraina Vera Lytovchenko che suona dal bunker in cui è rinchiusa a Kharkiv.

Vera Lytovchenko, la violinista ucraina che suona dal bunker

Storie che abbiamo visto nei film, ma che ora sono una realtà visibile a tutti. Non una finzione cinematografica, ma suoni e colori che accompagnano inesorabilmente il racconto di quella vita interrotta dalle bombe continue che continuano a piovere sulle teste dei cittadini ucraini. Intervistata dal quotidiano La Stampa, Vera Lytovchenko ha raccontato quella sua “esibizione” dal bunker di Kharkiv in cui è rinchiusa insieme ad altre persone per tentare di proteggersi dagli attacchi russi e da quella guerra.

“È per dimenticare la guerra, anche se solo per qualche minuto. Ho preso ispirazione dai miei studenti, che sono stati i primi a farlo: davvero coraggiosi. Ho capito da loro che dovevo farlo anche io. Ogni giorno suono qualche pezzo per i miei vicini che stanno nel rifugio. Ho deciso di pubblicare quei video per fare vedere ai miei amici che sono viva. Che siamo vivi!”.

Testimonianza di vita, mentre in tutto il Paese c’è la distruzione. La violinista ucraina ha deciso di non fuggire verso l’Europa per aiutare le persone che non possono fuggire. Insegna in una scuola di Kharkiv e spera di poter riuscire ad attivare una raccolta fondi per procedere con la ricostruzione delle scuole subito dopo la fine del conflitto.

Ma Vera Lytovchenko non sa cosa sta accadendo nel resto del Paese. Si dice fortunata perché in quel bunker sotterraneo, tra quegli stessi palazzi in cui è cresciuta, lei e gli altri hanno ancora scorte di cibo sufficienti. Ma lontano dalla luce del sole non conosce le altre storie che arrivano dal suo Paese. E tra i pezzi di musica classica e alcune brani della tradizione ucraina, prova a portare un po’ di luce in quel bunker.