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Vasco Errani si dimette da commissario per il terremoto e si candida in MDP

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A settembre Vasco Errani non sarà più commissario per la ricostruzione del terremoto in centro Italia. È quanto emerge da indiscrezioni riportate oggi dai quotidiani Qn e Corriere Adriatico. “Nei piani del governo, Errani dovrebbe essere sostituito”, riferisce Qn. “Non solo: i governatori di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo – già oggi suoi vice – potrebbero vedersi attribuire nuove responsabilità”. La novità, riporta anche il Corriere Adriatico, “sarà comunicata lunedì prossimo a Palazzo Chigi in una riunione tra il premier Paolo Gentiloni, il capo della Protezione civile, fresco di nomina, Angelo Borrelli, e i quattro governatori di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo”.

Vasco Errani si dimette da commissario per il terremoto e si candida in MDP

Nessun commento per adesso da parte di Vasco Errani sulla conclusione del suo mandato di commissario per la ricostruzione del terremoto in centro Italia. Da fonti del governo si ricorda che comunque il mandato di Errani da commissario scadeva il prossimo settembre. Non solo: nell’articolo di Rita Bartolomei si racconta che Errani sarebbe pronto a candidarsi alle politiche. Con Pier Luigi Bersani e MDP.
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Perché, come racconta QN, Errani si era progressivamente allontanato da Renzi e aveva annunciato la necessità di un nuovo campo del centrosinistra in Italia:

Strappo avvenuto nella sua Ravenna – Errani è di Massa Lombarda, terra di frutteti e tessere Pci negli anni d’oro – pochi giorni dopo uno sfogo tempestoso a porte chiuse con i sindaci del terremoto. «Siamo troppo indietro su macerie, casette e stalle che non sono compito mio», aveva perso la pazienza. L’audio era diventato pubblico, diffuso da Panorama. «Nessun legame tra i due episodi», aveva assicurato poi l’ex governatore, guardando al futuro (politico): «C’è bisogno di un nuovo campo del centrosinistra in Italia. Non sono alla ricerca di vecchi vessilli e canzoni. La sinistra del Novecento ha esaurito la sua funzione. Ci vogliono idee nuove». Quasi un programma di governo.