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Vasco Errani: il commissario alla ricostruzione dopo il terremoto

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Sarà Vasco Errani il commissario alla ricostruzione dopo il terremoto ad Amatrice, Arquata e Accumoli. La nomina sarà formalizzata con un decreto in settimana, mentre il governo cerca le risorse Ue e nazionali (che qualcuno nel governo già quantifica in almeno 1,5-2 miliardi l’anno per almeno 10 e forse 20 anni) e avvierà in settimana a Palazzo Chigi il confronto. Spiega oggi Il Sole 24 Ore:

Una strategia che, oltre alla ripresa di confronto con le parti sociali e l’associazionismo, potrebbe aprire anche qualche nuovo spiraglio di confronto politico, se è vero che Forza Italia guarda con interesse all’ipotesi di una legge per la ricostruzione (al punto – dice Silvio Berlusconi – che potrebbe valutare l’idea di votarla in Parlamento) e forse anche a una legge pluriennale per la prevenzione e la sicurezza, vecchio pallino del Cavaliere. D’altra parte, anche la scelta di Errani, di cui il premier ha la massima fiducia in termini di capacità amministrative e uomo delle istituzioni, non nasconde un evidente significato politico di apertura alla sinistra interna del Pd da cui Errani viene e che recentemente ha incalzato nel dibattito politico facendosi sostenitore di posizioni orientate a un maggior dialogo fra maggioranza e minoranza Dem.
La scommessa del premier resta, tuttavia, soprattutto una scommessa “del fare” che punta cioè a un risultato concreto e operativo su entrambi i fronti e su quello della ricostruzione in primis. È l’impegno che il premier ha assunto con le famiglie delle vittime. E non a caso, per quel che riguarda la ricostruzione, Renzi ha dato subito coordinate chiare parlando di “modello Anac” e gettando quindi in pista anche Raffaele Cantone, un altro di quei campioni che – dopo l’Expo – il premier chiama spesso in causa convinto che possa garantire risultati in termini di correttezza ed efficienza delle procedure e soprattutto di concreta e tempestiva realizzazione di lavori. Quello del risultato è anche l’impegno che Renzi sta assumendo nel confronto serrato di queste ore con i responsabili delle comunità devastate dal terremoto. Non a caso, in questi incontri Renzi si ripropone ai suoi interlocutori con il taglio operativo del sindaco e soprattutto ai giovani ha chiesto di lavorare per il rilancio delle proprie comunità.
Questa idea ha una immediata traduzione in termini urbanistici: ricostruzione e riqualificazione dei centri storici distrutti o lesionati, come per altro chiedono i sindaci, senza fughe in avanti di new town berlusconiane. Resta la sfida di lavori celeri e di fondi pubblici che siano effettivamente resi disponibili nei tempi programmati. Anche in questo senso potrebbe tornare utile l’Anac (si veda Il Sole-24 Ore di ieri) con una estensione dei compiti, in chiave di arbitro e di tutela dei cittadini, ai controlli sull’effettivo flusso delle risorse disponibili.

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I dossier sulla ricostruzione dopo i terremoti di Accumoli, Amatrice e Arquata (Il Sole 24 Ore, 28 agosto 2016)

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