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#varoufake: il vero falso video del dito medio di Varoufakis

Si infittisce il mistero del dito medio di Varorufakis, l’ha fatto? Non l’ha fatto? Chissenefrega tanto era un video di due anni fa? Ieri è uscita una video confessione dell’autore di V for Varoufakis che dichiara di aver messo lui il dito medio nel video. Insomma si tratterebbe di un vero e proprio #Varoufake. Ma è davvero andata così? Le cose, spesso, non sono come sembrano. Si è fatto un gran parlare in questi ultimi giorni del dito medio di Varoufakis “alla Germania“. Come osa il ministro delle Finanze ellenico insultare così il popolo tedesco, dopo tutto quello che la Germania ha fatto per la Grecia in questi ultimi anni? Non è bastato che Varoufakis negasse la paternità del gesto dicendo che il video era stato “ritoccato”. Bild se ne è uscita con un bel BUGIARDO a lettere cubitali come titolo. E i tedeschi hanno continuato ad infuriarsi. Welcome to Hellas.
 

Il bugiardo (fonte: bild.de)
Il bugiardo (fonte: bild.de)

 
VAROUFAKIS ALZA IL DITO MEDIO
Come abbiamo raccontato su Next l’affaire Varoufakis è esploso durante una puntata dello show televisivo domenicale condotto da Günther Jauch su Das Erste. In collegamento con la trasmissione c’era proprio Yanis Varoufakis al quale è stato mostrato uno spezzone di filmato in cui (quando non era ancora ministro delle Finanze) alza il dito medio dicendo “and stick the finger to Germany“. Come si è appreso in seguito quel brevissimo frammento era stato estratto da un video girato durante una conferenza tenutasi a Zagabria nel 2013 alla quale Varoufakis era stato invitato per parlare del suo libro “The Global Minotaur“. Come è venuto a conoscenza Günther Jauch del video del dito medio di Varoufakis? Ancora una volta grazie ad un altro video. Lo spezzone in cui il ministro ellenico mandarebbe affanculo la Germania è contenuto nel video satirico (pubblicato il 25 febbraio) realizzato da Jan Böhmermann e dai tedeschi di Neo Magazine Royale, il famosissimo V for Varoufakis.

Alla fine della canzone, un vero peana allo stile e alla manliness di Varoufakis, viene mostrato “l’inequivocabile” gesto di sfida di Yanis Varoufakis al popolo tedesco. BOOOM BABY
 
L’HA FATTO DAVVERO?
Tutti hanno dato per scontato che il dito medio sia vero, Varoufakis però ha subito detto che il filmato “was doctored”. Dove sta la verità? Se andiamo a cercare su YouTube troviamo il filmato integrale della conferenza di Zagabria (girato il 15 maggio 2013 ma pubblicato il 12 febbraio 2015), il gesto incriminato viene fatto intorno al minuto 40.

 
Tutto risolto quindi? Alla fine Varoufakis è davvero un bugiardo e ha davvero mandato affanculo i tedeschi? Non proprio. Inannzitutto c’è il piccolo particolare del contesto in cui viene fatta quest’affermazione. Varoufakis stava parlando della situazione greca nel 2010 e, parlando in via del tutto ipotetica, stava spiegando quale avrebbe potuta essere una soluzione alternativa alla crisi del debito greco. Nel 2010, dice Varoufakis, la Grecia avrebbe dovuto fare default, ma rimanendo all’interno dell’euro e dire ai tedeschi: “fanculo, e adesso risolvetevela da soli”. L’idea era quella di fare “più o meno” come ha fatto l’Argentina quando ha annunciato il default (mandando metaforicamente affanculo il Fondo Monetario Internazionale) ma la Grecia, al contrario del paese sudamericano, non poteva contare su una moneta nazionale (il pesos che era agganciato al dollaro) e quindi non poteva operare una svalutazione senza causare una fuga di capitali. Inoltre l’Argentina “in the moment it was defaulting and sticking the finger to the IMF” aveva terreni agricoli in grado di produrre tonnellate di soia che la Cina aveva interessa a comprare in quel preciso momento. La Grecia non aveva niente di tutto questo, per questo motivo la soluzione ipotetica di Varoufakis sarebbe stata quella di andare in default ma all’interno dell’area euro. Finito qui? Il dibattito politico e giornalistico era su uno spezzone di video fuori contesto di due anni fa? Il comunicato ufficiale postato il 16 marzo dall’organizzazione del Subversive Festival sembra mettere la parola fine alle polemiche.

A confermarlo anche un video girato da uno dei cameramen del Subversive Festival pubblicato oggi dal Guardian:

 
IL MISTERO SI INFITTISCE
Due giorni dopo il comunicato del Subversive Festival viene pubblicato sul canale YouTube di Neo Magazin Royale una “video confessione” di Jan Böhmermann, l’autore del video di V for Varoufakis e, apprendiamo, anche l’autore del taroccamento. Cosa ci racconta Böhmermann? Che il dito medio di Varoufakis è stato “aggiunto” grazie agli effetti speciali della computer-grafica.

varoufakis controfigura dito
Dai raga…

 
Ma qualcosa non torna ancora: nel video integrale della conferenza (caricato sul canale YouTube Skripta.tv) si vede Varoufakis fare il dito medio. La spiegazione del comico tedesco è che quelli di Subversive Festival avrebbero collaborato allo scherzo (non ci sono dichiarazioni in merito) grazie al fatto che una delle redattrici di ZDF ha degli amici in Croazia che lavorano al Subversive Festival.
varoufakis croatia
Gli amici croati vengono sempre utili quando meno te l’aspetti

Un gesto sovversivo portato a compimento grazie alla collaborazione di un festival per sovversivi?
varoufakis subversive 2
Varoufakis subversive
Insomma secondo la versione di Böhmermann sarebbe tutto una grande operazione di trolling che ha per vittime in primo luogo Günther Jauch (che è una specie di Bruno Vespa/Santoro tedesco), in secondo luogo Bild (e i suoi super esperti di analisi video) ed infine i tedeschi. Insomma la vittima non è Varoufakis ma il mondo della comunicazione e il popolo tedesco. Basta che uno gli faccia il dito medio e vanno al manicomio minacciando severe conseguenze.
varoufakis germans reaction 1
varoufakis germans reaction 2
Alla fine del video Böhmermann mostra anche lo spezzone originale, durante il quale Varoufakis alza semplicemente la mano con il palmo aperto (un gesto che ripete continuamente nel corso della conferenza) ma chi può dire che cosa è vero e che cosa è falso? Maledetta Internet. Nel frattempo Varoufakis su Twitter prende per buona questa versione della storia e chiede le scuse da parte di Glauch

 #VAROUFAKE O #VAROUFAKEFAKE?
Ricapitolando questa nuova versione: per la realizzazione del video V for Varoufakis Böhmermann avrebbe ottenuto a inizio febbraio un filmato del 2013 non ancora pubblicato, l’avrebbe modificato e con la complicità del Subversive Festival che, per non destare troppi sospetti l’avrebbe caricato una decina di giorni prima dell’uscita della canzone e del video. Oppure, in alternativa, Böhmermann avrebbe modificato il video della conferenza DOPO che è scoppiato il casino, inventandosi la storia del fake per trollare tutti e godersi la confusione generale e un bel po’ di visualizzazioni.


Insomma più di qualcosa non torna, non ultimo il fatto che Subversive Festival non ha detto nulla riguardo la partecipazione al complesso piano di Böhmermann che continua a pubblicare video dove dice di averlo fatto per il lulz.

 
Perché, come continuano a ricordarci, Neo Magazin Royale è uno show satirico

    In attesa di un comunicato ufficiale di ZDF che dovrebbe uscire a mezzogiorno e di una rettifica da parte di Subversive Festival la questione rimane ancora appesa. Era fake? Non era fake? Il vero fake è quello in cui si vede Varoufakis NON fare il dito medio? Noi ci arrischiamo a dire di sì: su questo blog in tedesco si spiega, con tanto di video, che il falso video è quello del comico tedesco, cioè quello senza dito medio alzato, #varoufakefake insomma:

Ma alla fine tutto questo non è mica così rilevante. Perché, gesto o non gesto, alla fine Varoufakis a parole “manda a fanculo” la Germania (così come il FMI). E cambia davvero così tanto il fatto che abbia accompagnato o meno le parole con un gesto? Una volta restituita al suo contesto la frase di Varoufakis sembra incredibilmente sensata, certo il tono è colloquiale ma non dimentichiamoci che all’epoca Varoufakis era uno scrittore con idee “sovversive” e una visione dell’economia diversa da quella della Troika, della Banca Centrale Europea o del Fondo Monetario Internazionale, e che stava parlando in un festival dove queste idee vengono coltivate e promosse. Vale sempre il discorso che la libertà d’espressione non viene difesa a giorni alterni. Soprattutto in un paese come il nostro, dove il linguaggio politico (e i gesti dei politici) sono decisamente più coloriti.