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L’audio rubato al M5S Valle d’Aosta in cui si dimostra che comanda Roma

luciano mossa 1

Da qualche giorno nei peggiori bar di Courmayeur gira un audio del candidato del MoVimento 5 Stelle Luciano Mossa piuttosto imbarazzante, nel quale lo stesso Mossa dice che bisogna cambiare tattica in campagna elettorale, puntando sull’autonomia invece che sull’onestà negli slogan. Vediamo come viene descritto il tutto dai pentastellati: in uno status su Facebook Mossa dice che i giornali locali sono concentratissimi sui loro manifesti:

luciano mossa

La pagina del MoVimento 5 Stelle della Valle d’Aosta invece parla a sproposito di fake news e sostiene che è in atto “una modalità di diffusione di notizie che, invece di porre l’accento su contenuti del programma del Movimento e su proposte di governo dello stesso, preferisce stigmatizzare le probabili cause del ritardo dell’affissione elettorale affidando la “tutela della verità” a fonti non bene identificate, anzi, del tutto sconosciute, soprattutto in relazione all’atto di hackeraggio dell’account del Movimento 5 Stelle”.
movimento 5 stelle valle d'aosta

Ora, ci vuole un certo coraggio – e soprattutto una discreta mancanza di senso della vergogna – nel lamentarsi per il fatto che i giornalisti non parlino di quello che il M5S vuole; ce ne vuole di più, però, per sostenere che non ci sia nessun diktat dietro “l’affinamento del nostro SOLO slogan elettorale”. Perché intanto sui giornali oggi è uscito il testo dell’audio circolato su Whatsapp e attribuito a Massa (il quale ha confermato): «Dobbiamo cambiare tutto, dobbiamo cambiare manifesti e volantini. Ai cittadini valdostani dell’onestà non gliene importa poi tanto altrimenti non voterebbero sempre gli stessi», diceva il messaggio. Per poi continuare così, racconta Repubblica oggi:

L’audio risale alle scorse settimana e Mossa ha appena finito una riunione a Roma, con lo staff del direttorio, per discutere le strategie della campagna elettorale. «Siamo entrati alle 11, ci hanno fatto il terzo, il quarto e il quinto grado: sono a conoscenza di tutto quello che succede qui» dice ai militanti nel messaggio registrato subito dopo l’incontro.

Il succo della comunicazione di Mossa alla chat degli attivisti è «dobbiamo cambiare tutto, manifesti e volantini» e «fare esattamente e letteralmente quello che ci chiedono in modo tale che se sarà un fallimento anche loro saranno responsabili. Non preoccupatevi – dice ai candidati – del ritardo dei volantini e dei manifesti, è tutto stabilito dallo staff». E così i manifesti con l’hastag #unavalleonesta, già stampati, sono finiti in cantina o al macero.

Insomma, il candidato in Valle d’Aosta è stato invitato da Roma a cambiare i temi della campagna elettorale e, cosa più importante, ha accettato di farlo perché “se sarà un fallimento anche loro saranno responsabili”. In pratica le strategie elettorali dei candidati “scelti sul territorio” tra i “cittadini” le decidono a Roma e nei territori si abbozza perché così almeno in caso di sconfitta sarà colpa anche di Roma. La parte più divertente della vicenda è che i messaggi dovevano puntare sull’autonomia. Non certo dal M5S, ecco.