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Vakhtang Enukidze: il cittadino georgiano morto al CPR di Gradisca: «Picchiato dagli agenti»

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Vakhtang Enukidze, cittadino georgiano di 38 anni detenuto al Centro per i Rimpatri di Gradisca, è morto per cause misteriose all’ospedale di Gorizia: si era sentito male nella sua stanza. Pochi giorni prima era stato protagonista di una rissa con un compagno. Gli agenti avevano placato il georgiano, lo avevano arrestato e portato in carcere.

Vakhtang Enukidze: il cittadino georgiano morto al CPR di Gradisca: «Picchiato dagli agenti»

Scrive oggi Repubblica che la Procura ha aperto un’indagine per omicidio volontario contro ignoti. La notizia del dramma ha innescato la ribellione dei migranti e il presidio del gruppo “No Cpr e no frontiere Fvg” all’esterno dell’edificio:

Gli attivisti accusano la Polizia: «È stato ammazzato di botte dalle guardie del Cpr». Sono giorni di tensioni altissime, lì come in altri centri: una settimana fa è morto un tunisino a Caltanissetta. Il Cpr di Gradisca è aperto da un mese, ma non si contano le proteste, le fughe, gli episodi di autolesionismo e i tentati suicidi. Ieri sono stati sequestrati i cellulari. E mentre fuori era in corso la manifestazione, dall’interno si alzava una colonna di fumo. È atteso per oggi l’arrivo del Garante nazionale dei detenuti Mario Palma.

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L’indagine sulla morte del georgiano, diretta dal pm Paolo Ancora, è affidata alla Squadra mobile. «Dobbiamo accertare se il decesso è frutto di condotte dolose, colpose o preterintenzionali — osserva Massimo Lia, procuratore capo a Gorizia — oppure se è frutto di un evento patologico indipendente dall’azione di terzi». Serve l’autopsia. In queste settimane Enukidze aveva preso parte alle ribellioni. La lite con il compagno di stanza risale invece a martedì 14: lo straniero si era scagliato su un altro migrante per cause non note. Di qui l’irruzione dei poliziotti nella stanza. E l’arresto, con l’accusa di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale.

Alcuni detenuti del CPR hanno diffuso una testimonianza audio che racconta una versione dell’accaduto:

È inizio settimana, V. non trova il telefono, non vuole tornare in cella, resiste, viene picchiato finché non ne può più. Viene buttato in cella, nella rabbia prende un ferro in mano e si fa male allo stomaco. Dopo viene portato in infermeria, non più di una ventina di minuti, torna e si mette a dormire, forse per i farmaci. Raccontano che il suo corpo era rosso dai lividi.

Il giorno dopo si sveglia, aveva accettato di essere estradato e riportato in Georgia, i compagni di prigionia dicono che gli fosse stato detto di fare le valigie per partire. Alle 20 però torna.

Sta presumibilmente due giorni nel CPR, sta male, per le manganellate e per il colpo nello stomaco, chiede aiuto senza essere soccorso.

Allora comincia a gridare, arriva la polizia che chiede a un suo compagno di cella di collaborare passandogli fuori un ferro. Quando V. lo vede aiutarli si arrabbia e i due iniziano a litigare, allora la polizia entra e in otto accerchiano V., iniziano a picchiarlo a sangue, si buttano su di lui con forza finché non sbatte la testa contro il muro.

Lo bloccano con i piedi, sul collo e sulla schiena, lo ammanettano e lo portano via. “Lo stavano tirando con le manette come un cane, non puoi neanche capire, questo davanti a noi tutti” ci ha spiegato un altro suo compagno recluso.

Non dicono più niente a nessuno, raccontano agli altri detenuti che lo stanno processando. Poi ieri qualcuno origlia una conversazione e scopre che è morto. I compagni avvisano la moglie a casa, lei chiama il CPR e nessuno le risponde.

Foto copertina da Facebook

EDIT:  La Procura di Gorizia ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio volontario contro ignoti in merito alla morte del cittadino georgiano Vakhtang Enukidze, detenuto al Cpr di Gradisca e deceduto sabato nell’ ospedale isontino. Lo riporta il quotidiano Il Piccolo precisando che lo straniero si era sentito male al Cpr e che l’ inchiesta, coordinata dal pm Paolo Ancora, è svolta dalla Squadra mobile. Sul corpo della vittima, che avrebbe avuto 38 e non 20 anni come detto in precedenza, dovrebbe essere compiuta l’ autopsia per stabilire l’esatta causa della morte, Enukidze infatti sarebbe stato coinvolto in una rissa. Gli investigatori, scrive Il Piccolo, starebbero visionando le immagini delle numerose telecamere che sorvegliano l’interno e l’esterno della struttura. Critica l’associazione “No Cpr e no frontiere Fvg”, secondo cui Vakhtang Enukidze sarebbe stato picchiato dalle guardie, martedì, intervenute dopo una rissa tra la vittima e un compagno di stanza, ricostruisce Il Piccolo.

Il migrante, che avrebbe anche compiuto atti di autolesionismo, è stato poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e portato in carcere dove è stato sottoposto a processo per direttissima e dove è rimasto due giorni. Riportato poi al Cpr, sabato mattina si è sentito male e poi è morto in ospedale, dove era stato trasferito in ambulanza. Gli attivisti hanno diffuso una testimonianza audio, raccolta telefonicamente, di un altro detenuto del Cpr, che avrebbe assistito al pestaggio. IL Piccolo riporta anche un commento del procuratore capo di Gorizia, Massimo Lia, per il quale “al momento sono mere illazioni. Stiamo infatti facendo indagini per verificare se c’ è stato qualcosa del genere o meno”. Oggi è atteso a Gradisca il Garante nazionale per i diritti delle persone recluse, Mauro Palma, che visiterà il Cpr, forse accompagnato dal sindaco locale, Linda Tomasinsig. Il Cpr isontino è aperto da poco più di un mese e già tante sono state le proteste dei detenuti, le fughe, gli episodi di autolesionismo e i tentativi di suicidi, scrive il quotidiano.

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