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Un vaccino in vacanza

Si può fare il vaccino in vacanza? Non proprio: non sarà vietato ma sarà difficile. Un’eccezione. Ecco perché

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Si può fare il vaccino in vacanza? Non proprio: non sarà vietato ma sarà difficile. Un’eccezione. Ecco perché

Un vaccino in vacanza

”Con l’approssimarsi della stagione estiva e della chiusura delle scuole”, si chiede di ”attuare procedure flessibili di prenotazione della vaccinazione (nei portali, call center, ecc.) che consentano ai cittadini la definizione della tempistica vaccinale già dalla scelta della data della prima dose, in modo da evitare, per quanto possibile, che la seconda somministrazione coincida con i periodi di assenza dalle zone di residenza-assistenza-domicilio”, chiede alle Regioni e alle Province Autonome il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, con una lettera inviata ieri mattina. Mentre le regioni vanno in ordine sparso, ad esempio il Veneto si è offerto di vaccinare i turisti,, Repubblica spiega che il richiamo in vacanza sarà l’eccezione:

I richiami nei luoghi di vacanza saranno l’«assoluta eccezione». Chi si fermerà per poco tempo fuori dalla sua Regione per le ferie non potrà mai pretenderli e comunque anche per chi resta più a lungo non sarà facile ottenerli. Dovrà infatti prima tentare di spostare la data della seconda dose nel luogo dove ha fatto la prima, cioè nella sua Regione. Sarà più semplice invece per chi si deve trasferire per motivi di lavoro, quindi anche per gli stagionali. I governatori e il generale Francesco Figliuolo ieri hanno fatto un po’ chiarezza sulla questione delle seconde dosi in estate. La Conferenza delle Regioni ha intanto approvato un documento messo a punto dagli assessori alla Salute che detta alcune regole per la vaccinazione nei luoghi di vacanza. Del tema si è parlato per giorni. Figliuolo prima ha fatto delle aperture poi si è detto scettico sull’organizzazione.

Il commissario rammenta poi che ”l’adeguamento della tempistica della vaccinazione è reso possibile dalla flessibilità degli intervalli di somministrazione tra prima e seconda dose delle diverse tipologie di vaccino”. Infine per quanto riguarda i fragili, ”oncologici e con altre particolari comorbilità”, si legge nella lettera, ”l’intervallo tra le somministrazioni dei vaccini deve essere disciplinato dalle autorità sanitarie o da personale medico in relazione alle specifiche situazioni cliniche”. La Stampa spiega come dovrebbe avvenire l’organizzazione per permettere di vaccinarsi anche in vacanza:

Le Regioni, del resto, hanno preparato un documento sulle modalità delle vaccinazioni in vacanza: allo studio la possibilità di prenotare la seconda dose nella regione di soggiorno, purché questo sia di lunga durata, la vaccinazione in farmacie o hub e il rilascio del certificato di somministrazione del richiamo, con trascrizione all’anagrafe vaccinale nella regione di residenza. A valutare l’idoneità delle candidature sarebbero le Regioni di soggiorno, per poi fornire data e luogo via sms, garantendo la disponibilità del tipo di vaccino richiesto.