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Vaccino COVID obbligatorio se ci sono troppi no vax?

Il vaccino COVID 19 diventerà obbligatorio? Quando e per chi?

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Il vaccino COVID 19 diventerà obbligatorio? Quando e per chi? Per ora non c’è nessuna possibilità che la vaccinazione per proteggersi dal Coronavirus sia un obbligo. Ieri Sandra Zampa parlava di vaccino come condizione necessaria nel contratto dei dipendenti pubblici. Dopo il caso degli operatori sanitari “no vax” si fa avanti l’ipotesi di diffondere il vaccino non solo con una semplice raccomandazione.

Vaccino COVID obbligatorio se ci sono troppi no vax?

Il viceministro Sileri in un’intervista a La Stampa ribadisce che se la campagna vaccinale non dovesse avere successo solo tramite la raccomandazione si dovrà procedere in un altro modo:

Rendere obbligatorio il vaccino per il personale sanitario potrebbe essere una soluzione?
«Al momento, non è prevista alcuna obbligatorietà. Se nei prossimi mesi, con più dosi e più vaccini disponibili, la campagna di vaccinazione non dovesse raggiungere i 2/3 della popolazione, allora si dovrebbero prendere delle contromisure. Tra queste, c’è l’obbligatorietà. Ma non è un problema attuale. E sono fiducioso che un’ampia campagna di educazione sul vaccino migliorerà in modosignificativoi risultati».

Anche ieri Sileri ai microfoni de Gli Inascoltabili, in onda su Nsl Radio e TV aveva spiegato: “Adesso si punta alla non obbligatorietà ma non vorrei che ci si dovesse arrivare perché significherebbe dover mettere una costrizione per colpa di pochi individui. I no vax sono una minoranza. Se un medico non capisce l’importanza del vaccino ha sbagliato lavoro. Se ho un tumore non posso dire che la chemioterapia non serve a nulla perchè dietro c’è Big Pharma che specula. Non è accettabile la riluttanza da parte di un medico. Credo che la paura sia umana ma proprio perchè hai una base culturale radicata negli anni di studio che hai fatto, è chiaro che deve essere un pensiero che dura un secondo”. Quando sarà il momento di decidere se rendere obbligatorio il vaccino COVID? Secondo il Corriere se ad aprile l’immunità di gregge sarà a rischio i dipendenti pubblici potrebbero essere costretti a vaccinarsi. E per gli altri italiani la leva per il vaccino diventerebbe invece la patente di immunità, necessaria per poter frequentare luoghi pubblici ed usufruire dei servizi:

vaccino covid obbligatorio dipendenti pubblici

Il primo è l’obbligatorietà vera e propria che potrebbe essere inserita come prerequisito nel contratto dei dipendenti pubblici. O almeno di alcune categorie, quelle più esposte al rischio come i medici e gli insegnanti. O per alcune mansioni, come quelle che prevedono il contatto con il pubblico allo sportello. È la posizione che sostiene da tempo il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa. E che alla fine è pronta ad accettare, a suo tempo e se necessaria, anche il ministro della Funzione pubblica Fabiana Dadone. Le sue parole di ieri («Non è un tema che mi appassiona») non sono certo una rifiuto categorico. E lasciano capire come questa soluzione venga messa nel conto, se dovesse essere scelta dal governo nella sua collegialità. Semmai la sua prudenza è dettata dalla scelta di non andare di nuovo allo scontro con i sindacati, che protestano da tempo per un aumento contrattuale che giudicano insufficiente. E che anche ieri hanno protestato sotto il ministero, scena surreale in una Roma dove nonostante il ritorno alla zona arancione quasi tutte le serrande di negozi e bar sono chiuse e dove dietro ogni serranda c’è una almeno una famiglia senza reddito. Certo, imporre l’obbligo non sarebbe indolore. Anche per i risarcimenti dovuti dallo Stato in caso direazioni avverse, che ci possono essere con i farmaci, compresi quelli che prendiamo senza pensarci su. Ma sul tavolo del ministro della Funzione pubblica e del presidente del Consiglio c’è il parere del comitato di bioetica. Dice quel documento, firmato un mese fa, che l’obbligatorietà non si può escludere in caso di emergenza e per alcune categorie. Si può fare, se si vuole. Tuttavia i dipendenti pubblici sono 3 milioni, il 5% degli italiani. Non può essere questa l’unica leva da azionare in caso di necessità. Per questo la seconda leva è la patente di immunità. Un documento, forse anche un’app, che consentirà solo a chi è vaccinato di viaggiare, partecipare ad eventi come le partite di calcio e frequentare luoghi aperti al pubblico, come cinema e teatri.