Cultura e scienze

Quali garanzie dà il vaccino cinese

Pechino ha 9 vaccini alle sperimentazioni cliniche sui 29 classificati su scala mondiale: sui sette in fase 3, quella finale, la Cina ne ha cinque e le stime sono di un uso pratico già tra pochi mesi. Uno di questi cinque ha ottenuto l’approvazione: è l’Ad5-nCoV sviluppato da CanSino Biologics

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Il Corriere della Sera pubblica oggi una serie di domande e risposte sul vaccino cinese contro COVID-19 sviluppato dalla CanSino Biologics e dai militari, rafforzando la guida mondiale nel settore, proprio mentre la pandemia continua a crescere nel mondo, tra l’Europa che rivede Spagna e Francia in forte difficoltà, gli Stati Uniti con più di 5 milioni di contagi (e oltre 170mila decessi sui quasi 800mila globali) e l’Africa avviata verso un bilancio sempre più pesante. Pechino ha 9 vaccini alle sperimentazioni cliniche sui 29 classificati su scala mondiale: sui sette in fase 3, quella finale, la Cina ne ha cinque e le stime sono di un uso pratico già tra pochi mesi. Uno di questi cinque ha ottenuto l’approvazione: è l’Ad5-nCoV sviluppato da CanSino Biologics con l’Istituto di biotecnologia dell’Accademia delle scienze mediche militari. Il via libera spiana la strada alla possibile produzione di massa in tempi rapidi qualora ritorni la pandemia, ha ricordato su Twitter il Quotidiano del Popolo, riprendendo le indicazioni della China National Intellectual Property Administration. La stessa CanSino aveva annunciato a giugno di aver ricevuto il via libera al vaccino dalla Commissione centrale militare, guidata dal presidente Xi Jinping come Commander-in-chief. Il prodotto era stato destinato esclusivamente ai soldati per la prima somministrazione su larga scala dal 25 giugno e per un anno, non estendibile senza una specifica nuova approvazione.

Dopo i russi anche i cinesi hanno registrato il loro vaccino contro il coronavirus, l’Ad5-nCoV sviluppato da CanSino Biologics. Siamo di fonte a una svolta?
«Sarebbe bello, ma non esistono dati di efficacia dal momento che è appena terminata la fase 2, quella che estende i dati di immunogenicità e valuta i dosaggi più adeguati. La fase 3, quella che valuta l’efficacia e la sicurezza su migliaia di persone, secondo l’annuncio dei cinesi, è appena iniziata» spiega Sergio Abrignani, immunologo, ordinario di Patologia generale all’Università Statale di Milano.

Ci sono studi scientifici pubblicati su questo vaccino?
«A differenza di quello russo, i risultati di una buona risposta immunitaria indotta da questo vaccino su circa 500 volontari sono stati pubblicati in un articolo scientifico sulla rivista The Lancet a fine luglio».

Quali sono le caratteristiche di questo vaccino?
«Il vaccino di CanSino utilizza l’adenovirus di tipo 5 del comune raffreddore per introdurre l’informazione genetica del nuovo coronavirus nelle cellule umane, con istruzioni per produrre solo
alcune delle sue proteine e generare una risposta immunitaria contro la proteina Spike del Sars-Cov2».

Ci sono dei limiti?
«La maggior parte di noi nella vita ha incontrato adenovirus, che causano raffreddori e banali malattie alle vie aeree superiori e molti conservano una buona memoria immunitaria contro questi virus. Quindi è possibile che quando iniettiamo l’adenovirus difettivo il nostro sistema immunitario lo elimini, rendendo di fatto inefficace il vaccino, per questo in genere si tende ad evitare di usare adenovirus umani, come hanno fatto sia i russi sia i cinesi. Piuttosto si utilizzano adenovirus di altri primati. Il vaccino di Oxford e quello di Johnson&Johnson utilizzano adenovirus che infettano gli scimpanzé, ma sono a noi sconosciuti».

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