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«Una negra non può prendere 10 in diritto»

scuola superiore

Quaderni e libri strappati, ma soprattutto messaggi di disprezzo per il colore della pelle: destinataria una ragazzina quattordicenne di origine senegalese che studia in un istituto tecnico di Pisa e il cui padre ha ora denunciato i fatti ai carabinieri. Della vicenda si occupa oggi il quotidiano Il Tirreno. “Non si è mai vista una negra che prende 10 a diritto”, è una delle frasi contenute nell’ultima lettera anonima ricevuta dalla ragazza che viene considerata dagli insegnanti come una delle migliori della classe. “I miei voti sono abbastanza alti – spiega la ragazza che in futuro vuole fare l’avvocato – A diritto ho il massimo perché è è una materia che mi piace e mi trovo bene con la professoressa”. E’ in coincidenza con la pubblicazione degli scrutino che la 14enne ha cominciato a ricevere le lettere anonime: in tutto sarebbero sei, quattro scritte al computer e due a mano su fogli a quadretti. “Hanno anche scritto che non esiste che una negra possa diventare avvocato”, racconta la ragazzina.
 
IL PADRE VA A PARLARE CON LA CLASSE

Racconta il Tirreno che il padre è andato a parlare con la classe:

«Sono andato in classe a parlare con i ragazzi – racconta il papà della studentessa, un operaio di 56 anni, in Italia da 15 –. Nel mio discorso ho cercato di essere conciliante. “Per me siete tutti miei figli” ho detto. Nessuno si è scomposto. Era come se la storia riguardasse qualcun altro». La studentessa da grande vorrebbe fare l’avvocato. Il profitto scolastico è ottimo e con i primi scrutini sono iniziati i problemi. «I miei voti sono abbastanza alti – spiega la 14enne –. A Diritto ho il massimo perché è una materia che mi piace e mi trovo bene con la professoressa. Da un mese circa, in coincidenza con la pubblicazione degli scrutini, ho iniziato a ricevere le lettere anonime. In tutto sono state 6, di cui 4 scritte al computer e le ultime 2 a mano su un foglio a quadretti. Sono state consegnate in segreteria e anche ai carabinieri. Sinceramente non ho sospetti. È una situazione che mi fa stare male perché sapere che in classe c’è gente che pensa queste cose di me è davvero doloroso. Hanno anche scritto che non esiste che una negra possa diventare avvocato».

 
“Purtroppo non siamo ancora riusciti a individuare gli autori di questo gravissimo episodio che è molto di più di una semplice ragazzata. Siamo convinti che ad agire siano state almeno due persone e se dovessimo scoprirle le puniremo duramente, finanche alla bocciatura”, dice all’Ansa il preside dell’istituto superiore dove una quattordicenne senegalese è stata vittima di lettere anonime razziste perché troppo brava. “Abbiamo indagato subito – dice il dirigente scolastico – non appena si sono verificati i primi biglietti offensivi e razzisti, all’inizio di aprile. I docenti ne hanno parlato in classe ma non siamo riusciti comunque a individuare i responsabili. Siamo solo riusciti a capire che probabilmente non è stata una sola persona a prendere di mira la compagna di classe”. La scuola, assicura il preside, non ha “in alcun modo tentato di minimizzare l’accaduto: è un fatto grave, proprio perché a sfondo razzista, e tanto più perché verificatosi in ambiente scolastico”. “Ed esemplari saranno le punizioni se i responsabili saranno individuati – conclude il dirigente scolastico – anche attraverso le indagini dei carabinieri. Due biglietti sono stati scritti a mano e attraverso una perizia calligrafica disposta dalla procura si potrebbe forse riuscire a capire chi è stato a scriverli. Di sicuro se arrivasse solo ora un’ammissione di colpa, sarebbe ben accetta ma comunque tardiva anche perché il danno procurato alla classe è comunque enorme per l’episodio razzista, per il fatto di essere stato reiterato nel tempo producendo da oltre un mese un clima di disagio in classe e nella ragazzina vittima degli insulti. Insomma, le eventuali semplici scuse non sarebbero più sufficienti”.