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Il nuovo attacco del sindaco di Przemysl a Matteo Salvini: “È un ipocrita, nessuna scusa”

Wojciech Bukan, primo cittadino della città polacca, non ha alcuna intenzione di tornare a parlare con il leader della Lega: “Ha continuato a sostenere Putin e la sua guerra, questa è la cosa terribile”.

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Il sindaco di Przemysl, Wojciech Bukan, non ha alcuna intenzione di aprire ad un dialogo con Matteo Salvini o di chiedere scusa per le sue azioni nei confronti del leader della Lega. Anzi, è tornato (giustamente) a criticarlo. In una breve dichiarazione all’Ansa, il primo cittadino della città polacca, al momento impegnato nell’accoglienza dei profughi in fuga dall’Ucraina, ha ribadito la sua posizione nei confronti di Salvini.

Il nuovo attacco del sindaco di Przemysl a Matteo Salvini: “È un ipocrita, nessuna scusa”

“Ho detto tutto quello che avevo da dirgli. La guerra non è iniziata due giorni fa, ora si è solo estesa a tutto il Paese. All’epoca Salvini ha continuato a sostenere Putin e la sua guerra, e questa è una cosa terribile. Ora viene qui a mostrare solidarietà ai profughi”, ha dichiarato all’Ansa Bukan. “Un gesto ipocrita”, ha ribadito il primo cittadino.

La vicenda aveva preso il via l’8 marzo, quando Salvini si era recato nella cittadina a pochi chilometri al confine con l’Ucraina per “portare aiuto ai rifugiati”, come aveva poi provato a spiegare – balbettando – mentre Bakun gli rinfacciava il suo passato filo-russo nel suo discorso ai giornalisti. Il primo cittadino polacco, infatti, aveva accolto il segretario della Lega mostrando in pubblico la maglietta di Vladimir Putin indossata dallo stesso Salvini sette anni prima nel corso della visita a Mosca.

“Nel 2017, Matteo Salvini con la stessa identica maglietta si fotografava sullo sfondo del Cremlino, riferendosi a Putin come suo amico e sostenendo l’annessione della Crimea”, aveva scritto il sindaco polacco in un lungo post su Facebook poco dopo aver incontrato il leader del Carroccio. “Così ho regalato al signor Salvini la stessa identica maglietta, chiedendogli di indossarla e visitare un centro umanitario o il confine con me”, aveva concluso in modo provocatorio.