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Maxim Levin, il fotoreporter ucraino trovato morto vicino Kyiv

neXt quotidiano|

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Raccontare la guerra sul campo ha un valore altissimo, ma ha anche un caro prezzo. Maxim Levin, il fotoreporter ucraino scomparso da giorni è stato trovato morto a pochi chilometri da Kyiv. A riportare la notizia del ritrovamento del cadavere è stata la Lb.ua, testata per cui Levin lavorava. Il giornalista, accompagnato da Oleksiy Chernyshov, militare in servizio ed ex fotografo, era andato lo scorso 13 marzo a Guta Mezhyhirsk per documentare le conseguenze dell’aggressione russa in Ucraina. I due, lasciata la macchina, si erano diretti verso il villaggio di Moshchub, un’area interessata da intensi combattimenti.

Maxim Levin, il fotoreporter ucraino trovato morto vicino Kyiv

Secondo le informazioni preliminari rese note dall’ufficio del Procuratore generale di Kiev, il documentarista sarebbe stato ucciso da due colpi di arma da fuoco sparati dai soldati russi. Sulla sua morte è stato aperto un procedimento penale per omicidio. Il caso è oggetto di indagine per violazione delle leggi e dei costumi di guerra (articolo 438 del codice penale ucraino), visto che Levin era disarmato ed è stato colpito mentre svolgeva il suo lavoro di fotoreporter. Le indagini preliminari sono in corso, si stanno adottando misure per stabilire tutte le circostanze del reato, si legge nella nota.

Dall’inizio del conflitto,  molti altri giornalisti hanno perso la vita. Tra di loro Yevheniy Sakun, cameraman ucraino di LIVE TV, ucciso il 1 marzo durante un attacco missilistico alla torre della TV a Kiev; Brent Renaud, giornalista statunitense ucciso da colpi di arma da fuoco a Irpin, il 13 marzo; Pierre Zakrzewski, operatore della telecamera di Fox News, e la giornalista ucraina Oleksandra “Sasha” Kuvshynova, uccia il 14 marzo a Horenka. Viktor Dedov, poi, è morto l’11 marzo a Mariupol a causa del bombardamento del suo appartamento. Dedov era uno degli operatori più importanti della stazione televisiva ucraina Sigma-TV.