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«Uberpop deve essere bloccato in tutta Italia»

Il Tribunale di Milano ha disposto il blocco di Uberpop, uno dei servizi messi a disposizione dalla app Uber, su tutto il territorio nazionale con inibizione dalla prestazione del servizio. E’ stato dunque accolto il ricorso presentato dalle associazioni di categoria dei tassisti per concorrenza sleale. I giudici milanesi, insieme al provvedimento, hanno disposto la contestuale inibizione della prestazione del servizio Uberpop. Il blocco di Uber-pop è stato disposto in via cautelare, così come l’inibitoria del servizio. Il magistrato ha dato a Uber quindici giorni di tempo per adeguarsi, altrimenti scatteranno delle penali.
uberpop italia
COS’È UBERPOP
Uberpop è un servizio di ride sharing e di economia collaborativa, dove l’individuo mette in condivisione l’automobile con chi ha l’esigenza di spostarsi nella città. Il prezzo della corsa, come vedete nella tabella pubblicata qui sopra, viene calcolato, scrive il blog della Uber, in base alla durata del viaggio a €0.49 al minuto. Il prezzo prevede una base di €2.50 e una tariffa minima di €5.00. Queste le caratteristiche necessarie per diventare un autista di UberPOP.
uberpop 1
Nelle scorse settimane le organizzazioni sindacali e di categoria, locali e nazionali, dei tassisti e dei radiotaxi, assistite da un team legale composto dagli avvocati Marco Giustiniani, Nico Moravia, Giovanni Gigliotti e Alessandro Fabbi, avevano presentato un ricorso cautelare ed urgente per chiedere l’oscuramento della app Uber-Pop, uno dei servizi messi a disposizione dalla multinazionale americana Uber che permette a chiunque di fare il tassista senza licenza, e l’inibitoria dal servizio. Oggi il giudice della sezione specializzata imprese del Tribunale di Milano, Claudio Marangoni, con un’ordinanza ha accolto il ricorso, accertando, da quanto si è saputo, la “concorrenza sleale” del servizio del gruppo Uber. Il giudice con un provvedimento cautelare ha disposto il blocco di Uber-Pop e l’inibitoria della prestazione del servizio su tutto il territorio nazionale. Nel suo provvedimento il magistrato ha chiarito che Uber avrà 15 giorni di tempo per adeguarsi all’inibitoria disposta, altrimenti scatteranno delle penali. Contro il provvedimento cautelare, in ogni caso, c’è la possibilità da parte di Uber di fare ricorso. Nel provvedimento di qualche tempo fa sulle liberalizzazioni, il governo Renzi aveva ipotizzato una regolamentazione di UberPop, salvo poi ritirare gli articoli all’ultimo.
LA PROTESTA DEL CODACONS
“La sentenza del Tribunale di Milano che ha bloccato il servizio Uber pop in tutta Italia, rappresenta per il Codacons un danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini”. Così una nota del Codacons. “E’ impensabile che un paese moderno possa essere privato di sistemi innovativi come Uber, che rispondono ad esigenze di mercato e sfruttano le nuove possibilità introdotte dalla tecnologia – afferma il presidente Carlo Rienzi – Così facendo si finisce per produrre un duplice danno al consumatore finale: da un lato una minore scelta sul fronte del servizio, dall’altro tariffe più elevate per effetto della minore concorrenza”. “Ciò che serve, semmai, è integrare Uber nel mercato italiano rendendolo conforme alle disposizioni vigenti, garantendo legalità e sicurezza senza danneggiare gli altri operatori. Per tale motivo – prosegue Rienzi – rivolgiamo oggi un appello al Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, affinché studi le misure necessarie a rendere pienamente legale Uber senza limitazioni medievali alla concorrenza”.

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