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Turchia: perché Erdogan ha fatto arrestare i leader del partito filo curdo

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Dopo essere riuscito a sventare il tentativo di colpo di Stato in Turchia il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha inaugurato una stagione di repressione nei confronti degli oppositori interni. Si tratta della più grave forma di repressione mai avvenuta in Turchia negli ultimi quindici anni, dopo gli attacchi alla stampa e alla libertà d’informazione Erdogan ha fatto arrestare i leader di uno dei principali partiti di opposizione.

Il pugno duro di Erdogan dopo il fallito golpe

Sul fronte estero Erdogan è impegnato ad attaccare l’Unione Europea (a proposito del mancato pagamento dei fondi promessi per l’aiuto di Ankara alla UE sui migranti) ed in particolare la Germania, colpevole agli occhi del Presidente turco di essere “un rifugio per terroristi” dopo che Berlino ha deciso di concedere un passaporto temporaneo a Can Dundar, l’ex direttore del quotidiano turco laico di opposizione Cumhuriyet. Dundar era stato condannato a cinque anni di carcere per aver rivelato segreti di stato con la sua inchiesta sul passaggio di armi dei servizi segreti turchi in Siria. per questo motivo nei giorni scorsi Erdogan ha messo in atto una dura repressione contro i giornalisti di Cumhuriyet, facendo arrestare il direttore del quotidiano Murat Sabuncu e almeno cinque giornalisti: Aydin Engin, Hikmet Cetinkaya, Guray Oz, Musa Kart e Kadri Gurs. Ma è all’interno che, naturalmente, Erdogan sta mostrando il pugno d’acciaio. La notizia di oggi è l’arresto di undici parlamentari – ma c’è chi dice che siano di più – del partito filocurdo HDP (Partito democratico dei Popoli) che dopo il partito di governo AKP e il CHP, il partito repubblicano d’opposizione, è il terzo partito del paese con 59 parlamentari (su un totale di 550).


La motivazione ufficiale dell’arresto, precisa una nota dell’ufficio del premier turco Binali Yildirim è che “non si sono presentati in seguito ad una convocazione della procura che chiedeva la loro testimonianza, dopo che è entrato in vigore l’emendamento costituzionale che abolisce l’immunità per alcuni parlamentari che hanno pendenze penali” in sostanza dal momento che i parlamentari non si sono presentati in procura la legge stabilisce che – non essendoci più l’immunità parlamentare – possano essere arrestati per poter essere in seguito interrogati a quanto pare in relazione ad alcuni episodi di terrorismo e ai presunti legami con il PKK, il partito dei lavoratori curdi di Abdullah Ocalan che le autorità turche considerano alla stregua di un gruppo terroristico. Il mandato d’arresto ha raggiunto altri due membri dell’HDP (portando quindi a tredici in totale il numero dei parlamentari sotto accusa) che però sono al momento all’estero.

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Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag

Tra le persone arrestate nella notte tra il 3 e il 4 novembre ci sono le massime autorità del partito, tra cui il presidente Selahattin Demirtas, avvocato, attivista per i diritti umani con Amnesty international. e la vicepresidente Figen Yuksekdag. Già da qualche tempo i due sono indagati per le loro presunte relazioni con il PKK ma hanno sempre negato ogni addebito. Nel video qui sotto il momento dell’arresto di Idris Baluken, capogruppo dell’HDP al Parlamento turco.


Il Governo invece ritiene che il partito di Demirtas non sia altro che l’ala politica di quella che considera essere l’organizzazione terroristica denominata PKK. Il punto fondamentale è che l’HDP non è solo un partito di curdi (Demirtas è originario del Kurdistan turco) ma un partito nazionale che alle ultime elezioni è riuscito a riscuotere consensi anche al di fuori delle are a prevalenza curda, e il merito è stato proprio di Selahattin Demirtas. Non può quindi non essere notato il tentativo di Erdogam, che nel 2015 ha interrotto i negoziati con il PKK dopo la fine della tregua che durava dal 2013, di stroncare uno dei principali partiti d’opposizione incarcerando la sua classe dirigente.

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Nella notte il Governo turco ha bloccato l’accesso ai social network e a WhatsApp

L’account Twitter Turkey Blocks, che monitora lo stato della connessione ad Internet in Turchia denuncia inoltre che nella notte di ieri, in concomitanza degli arresti, sono stati resi inaccessibili social network come Facebook e Twitter ed è stato impedito l’accesso anche a YouTube e WhatsApp. Stamattina inoltre si è stamattina si è verificata un’esplosione provocata da un’autobomba nei pressi di un edificio della polizia turca a Diyarbakir, la città più grande del sudest della Turchia a maggioranza curda dove nei giorni scorsi sono stati arrestati due sindaci e dove ieri notte è stato arrestato anche Demirtas. Nell’esplosione, avvenuta nelle vicinanze del  palazzo che ospita la sezione antisommossa e antiterrorismo della polizia sono morte otto persone (tutti agenti di polizia) e ne sono rimaste ferite circa un centinaio. Preoccupazione per gli arresti dei leader dell’HDP è stata espressa dalll’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini e dal ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni.