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Tsipras riassume 2413 insegnanti licenziati da Samaras

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Il governo greco guidato dal partito di sinistra Syriza ha deciso di reintegrare nei loro incarichi 2.413 insegnanti delle scuole secondarie che erano stati licenziati o sospesi dal precedente esecutivo guidato dal premier Antonis Samaras nell’ambito dei tagli nel settore pubblico richiesti dalla troika (Ue, Bce e Fmi) in cambio di aiuti finanziari al Paese. In particolare, come riferisce il quotidiano To Vima, il governo ha ribaltato una precedente decisione che aveva abolito le posizioni di formazione tecnica. Con la riapertura delle posizioni di questi 2.413 dipendenti, il governo dovrà stanziare adesso nove milioni e 385mila euro per il 2015 e ulteriori 14 milioni e 50mila euro per l’anno prossimo. Nella Gazzetta Ufficiale di ieri è stato pubblicato il relativo decreto firmato dal vice ministro della Pubblica Istruzione Tasos Kourakis che è retroattivo con decorrenza dal 11 maggio scorso. In base allo stesso decreto, il governo riassumerà anche medici, infermieri, estetisti, assistenti sanitari e meccanici.
 
TSIPRAS RIASSUME 2413 INSEGNANTI LICENZIATI DA SAMARAS
Nel frattempo il governo di Atene e il responsabili del Brussels Group riprendono oggi i negoziati dopo la teleconferenza tra la delegazione greca e i rappresentanti delle istituzioni che ha avuto luogo ieri e prima di una teleconferenza dell’Euro Working Group in programma domani. Il governo greco, come riferisce oggi l’agenzia ateniese Ana-Mpa, ha chiesto allo staff tecnico che partecipa alle trattative di chiudere al più presto tutte le questioni senza però abbandonare le cosiddette “linee rosse” tracciate dall’esecutivo guidato dal premier Alexis Tsipras. Ad Atene frattanto, secondo il quotidiano Kathimerini, fonti del governo hanno detto di aspettarsi un accordo entro il fine settimana in modo che una riunione d’emergenza dell’Eurogroup possa essere convocata per martedì prossimo. Da parte sua, il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis con alcune sue dichiarazioni ha contribuito a creare ulteriore confusione circa i dettagli di un eventuale accordo. Il ministro, infatti, nel corso di una conferenza stampa aveva detto che il suo governo stava considerando l’ipotesi di introdurre un “piccolo” prelievo sui prelievi dai bancomat. Due ore dopo, però, il suo ministero ha fatto sapere che l’idea di tassare le transazioni bancarie – che era stata proposta nel corso dei negoziati -, era stata ritirata in seguito “alle obiezioni da parte dello stesso ministero delle Finanze”.