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«Zingari, scendete dal treno perché avete rotto»

trenord annuncio zingari

“I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c…”. È il messaggio, lanciato da una voce femminile attraverso gli altoparlanti di bordo, che hanno sentito ieri i passeggeri del regionale ‘2653’, che parte alle 12:20 da Milano per Cremona e Mantova.

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L’episodio è stato raccontato su Facebook dove c’è chi se chiedeva se fosse possibile denunciare un comportamento del genere:  «C’è qualche ente/associazione a cui abbia senso denunciare la cosa? Sono abbastanza convinto che questo comportamento sia sanzionabile. Il controllore di un treno, ad esempio, è un pubblico ufficiale».

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Secondo La Provincia di Cremona, che riporta la notizia, sono stati numerosi i passeggeri a raccontare l’episodio sui social e a informare via mail l’azienda che gestisce i convogli, Trenord, la quale ha avviato un’inchiesta interna. “Il dispositivo da cui si lanciano quel tipo di avvisi – spiega in una nota citata dall’ANSA – non è in cabina e, attraverso una manomissione, può essere accessibile anche ai passeggeri”.

EDIT: Trenord fa sapere che l’annuncio è arrivato dalla capotreno:

E’ stata una dipendente di Trenord a diffondere attraverso l’altoparlante del treno Milano-Cremona-Mantova il messaggio a sfondo razzista che invitava a non dare monete ai molestatori e gli “zingari a scendere perche hanno rotto i c…”. Trenord ha concluso l’inchiesta avviata dopo la segnalazione di alcuni passeggeri. Individuata l’autrice, sono al vaglio i provvedimenti: la sanzione può arrivare al licenziamento.

Trenord già ieri aveva giudicato grave e inqualificabile il messaggio a sfondo razzista diffuso dall’altoparlante di bordo sul treno delle 12,20 da Milano per Cremona. Stando agli accertamenti, valutata prima la possibilità apparsa subito remota e poi rivelatasi infondata di una manomissione del sistema, sentiti tutti gli operatori che erano sul convoglio, si è giunti a una dipendente dell’azienda che gestisce il servizio ferroviario regionale e che in quel momento era nel pieno delle sue funzioni.

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