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I tre poliziotti uccisi a Baton Rouge in Lousiana

baton rouge

Tre poliziotti sarebbero stati colpiti da un’arma da fuoco a Baton Rouge, in Lousiana, luogo teatro dell’uccisione di Alton Sterling una decina di giorni fa. Secondo alcune fonti i tre poliziotti sarebbero morti. Secondo indiscrezioni, l’uomo che ha aperto il fuoco contro la polizia a Baton Rouge sarebbe in fuga. È in corso una caccia all’uomo, ma secondo la CNN l’aggressore sarebbe stato arrestato. I poliziotti sarebbero stati già portati in ospedale. Secondo alcune fonti due dei tre colpiti sarebbero già morti. Un testimone ha detto a WBRZ-TV che un uomo vestito di nero e con la faccia coperta sparava mentre camminava tra lungo Airline Highway con un fucile d’assalto. Quando gli agenti sono arrivati l’uomo ha aperto il fuoco. L’uomo che ha sparato sarebbe stato ferito. La polizia di Baton Rouge ha detto all’emittente locale WAFB che “uno degli aggressori” dei poliziotti è stato ucciso, ma altri due sono in fuga e uno dei due si è asserragliato in un edificio”. Nell’imboscata ai poliziotti sono state utilizzate “diverse armi”. Spari “sono avvenuti sia all’interno che all’esterno”. La polizia sta cercando anche eventuali esplosivi sul posto. Uno dei sospetti, ha riferito, ”è ancora all’interno” dell’edificio da cui è partita l’imboscata contro la polizia. I killer indossavano tutti tute in stile militare di colore nero e delle maschere.
baton rouge sparatoria
EDIT: Il killer p Gavin Long, ex Marine

Un veterano che online si e’ lamentato per il trattamento degli afroamericani da parte della polizia. Gavin Long, il killer di Baton Rouge, ha colpito nel giorno del suo compleanno. Sul web era conosciuto, secondo indiscrezioni, come ‘Cosmo Setepenra’, ex marine che ha lasciato nel 2010. E nei giorni scorsi era stato a Dallas, dopo la strage dei cinque agenti. Long ha frequentato l’universita’ dell’Alabama, ma ha lasciato prima di finire gli studi per un ”viaggio spirituale in Africa”. Long ha parlato della sua esperienza nei Marine sul suo sito. ”In meno di tre anni ho raggiunto il livello di sergente, come uno dei marine piu’ preparati fisicamente e disciplinati. Durante i cinque anni nei Marine sono stato in Giappone e in Iraq”. Sulla pagina Facebook di Cosmo Setepenra uno degli ultimi post faceva riferimento al trattamento degli afroamericani. Due foto di bambini con la scritta ”giustizia per tutti gli afroamericani”. Sulla pagina Twitter di Setepenra l’ultimo cinguettio e’ delle prime ore di domenica: ”Solo perche’ ci si svegli ogni mattina non vuole dire che si e’ vivi. E solo perche’ si perde il corpo fisico non vuol dire essere morti”. In un video pubblicato su YouTube il 10 luglio con il nome di Cosmo Setepenra si paragonava l’oppressione degli afroamericani agli sforzi degli americani rivoluzionari. Le informazioni pubbliche indicano che il sito convoswithcosmo.club e’ stato registrato lo scorso aprile da Gavin Long, con il suo indirizzo, il suo numero di cellulare e l’indirizzo email usato da Cosmo Setepenra.

I tre poliziotti colpiti a Baton Rouge in Lousiana

Il sindaco di Baton Rouge invita a mantenersi al riparo e a stare in casa dopo gli spari contro la polizia. Secondo indiscrezioni, l’uomo che ha sparato sarebbe ancora in fuga. Per il momento, la polizia locale parla di “spari contro più di un agente” nelle prime ore di domenica, a meno di un miglio di distanza dalla sede del Dipartimento di polizia della città. Il sergente Don Coppola, nello specifico, non ha aggiunto dettagli sul numero di agenti colpiti e sulla gravità delle ferite, aggiungendo che sono stati trasportati d’urgenza in ospedale. Sul posto c’è anche un robot-bomba come quello utilizzato per uccidere il killer di 5 poliziotti a Dallas.
 


La dinamica dei fatti non è ancora stata chiarita e anche sul numero delle vittime i media Usa riportano diverse versioni. Anche sulla sorte dell’uomo che ha sparato contro le forze di polizia non si hanno ancora conferme, ma sarebbe in corso una caccia all’uomo. Dopo la morte di Sterling la polizia ha ricevuto molte minacce di morte. Tre persone erano state arrestate ieri con l’accusa di stare progettando omicidi di poliziotti. La Casa Bianca ha contatto il sindaco di Baton Rouge in merito alla sparatoria contro la polizia. Lo afferma lo stesso sindaco. La sparatoria è avvenuta a poco più di un chilometro dal quartier generale della polizia. Le informazioni sulla ricostruzione degli eventi sono ancora contrastanti. I colpi sparati sarebbero stati oltre 10-12, secondo quanto riferito da alcuni testimoni.

baton rouge poliziotti uccisi
Baton Rouge: il lluogo della sparatoria in cui sono stati uccisi i tre poliziotti

Non è ancora chiaro se la sparatoria a Baton Rouge sia stata una imboscata o una rapina in un esercizio commerciale finita male. Lo ha riferito il portavoce della polizia, spiegando che spari sono avvenuti sia all’esterno che in un luogo chiuso. Nella nota si legge che questa mattina, approssimativamente alle 9.00 (locali), agenti della polizia di Baton Rouge e vice dello sceriffo di East Baton Rouge sono stati coinvolti in una sparatoria sulla Airline Highway, vicino alla Old Hammond Highway. Diversi agenti di entrambe le agenzie hanno subito ferite e sono stati trasportati in vicini ospedali. La situazione, scrive ancora l’ufficio dello sceriffo, “è ancora in corso” e viene consigliato ai residenti di rimanere al sicuro in casa o al chiuso e avvisare immediatamente la polizia se notano qualcosa di sospetto. La sparatoria di Baton Rouge, con almeno tre poliziotti morti in un’imboscata e tre feriti, si è verificata all’indomani della nascita, nella capitale della Louisiana, della sezione locale del New Black Panther Party, il partito delle nuove pantere nere. I vertici delle pantere nere si trovavano ieri a Baton Rouge, in occasione di una delle manifestazioni pacifiche organizzate ormai quasi quotidianamente per protestare contro la polizia, e in particolare contro l’uccisione il 5 luglio di un nero disarmato, Alton Sterling, 37 anni. Uno dei responsabili, scrive online Wbrz2, affiliata locale della Abc, è stato avvicinato da alcuni residenti, tra cui tale Edwin Sith, che ha detto: “E’ giunto il momento per una nuova leadership e una nuova organizzazione a Baton Rouge, e penso che le nuove pantere nere possono portare questa nuova leadership a Baton Rouge”.
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«In corso una sparatoria tra gang»

La sparatoria sarebbe iniziata prima dell’arrivo degli agenti, secondo quanto ha raccontato un testimone oculare. Brady Vancel ha dichiarato di aver visto diversi membri di gang rivali spararsi tra di loro prima dell’arrivo della polizia: “Quello che e’ successo non ha alcun legame con il momento critico” in corso, ha detto riferito alle tensioni tra agenti e neri innescate dall’uccisione di afroamericani da parte di poliziotti. Tensioni rialimentate proprio a Baton Rouge il 5 luglio scorso con l’uccisione del nero disarmato, Alton Sterling, da parte di due agenti. La versione di Vancel – che non esclude comunque che potrebbe essere stata una trappola organizzata per far accorrere gli agenti ed ucciderli – è stata confermata da uno dei portavoce della polizia, Casey Rayborn Hicks che alla rete lcoale WAFB ha raccontato che “da quello che ho capito gli agenti (sono arrivati sul luogo) rispondendo (ad una richiesta di intervento per) una sparatoria già in corso“. Vancel ha anche raccontato di aver visto due uomini scappare via mentre un terzo giaceva a terra. Almeno uno dei tre aveva con se il famigerato fucile mitragliatore d’assalto AR-15, l’arma preferita dagli stragisti ma in generale dai criminali per l’alata capacita’ di fuoco e precisione. Vancel ha detto di “non credere che i poliziotti fossero l’obiettivo” La polizia non ha ancora reso nota se i killer o gli agenti siano bianchi o neri, temendo di scatenare nuove reazioni della comunita’ afroamericana. Non e’ chiaro ancora, anche se il sindaco della citta’ ed il governatore hanno parlato di agguato, se si sia trattata di una trappola in cui gli agenti uccisi e feriti sono caduti rispondendo ad una richiesta di intervento. “Sembravano dei Ninja”, ha raccontato una testimone. Quello che è stato ucciso aveva un fucile d’assalto.

Il precedente di Alton Sterling a Baton Rouge

il 5 luglio il nero Alton Sterling, 37enne e padre di 4 figli, venne ucciso nella stessa città. E’ stato il primo di una serie di espisodi che solo questo mese hanno scatenato la rabbia dei neri e due giorni dopo portarono il cecchino nero Micah Johnson ad uccidere 5 agenti e a ferirne 7, tutti bianchi. Sterling stava vendendo cd di fronte a un piccolo alimentari quando viene raggiunto da due poliziotti bianchi, arrivati sul posto dopo una telefonata anonima al 911 in cui si indicava la presenza di un uomo armato. A chiamarli e’ stato un senzatetto che poco prima aveva avuto una discussione con Sterling. Quest’ultimo, infatti, infastidito dall’insistenza dell’uomo nel chiedergli dei soldi, gli aveva mostrato la pistola, ordinandogli di andarsene. Un video circolato su internet mostra i due agenti che sparano a Sterling dopo averlo immobilizzato a terra. Secondo un testimone, gli agenti hanno provato a bloccarlo e lo hanno poi colpito diverse volte, sia prima che dopo averlo buttato a terra. Il giorno dopo, il 6 luglio a Saint Paul in Minnesota il 32enne afroamericano Philando Castile viene colpito a morte da un poliziotto durante un controllo di routine. L’uomo era stato fermato perche’ aveva un fanalino dell’auto rotto. Secondo la ricostruzione della fidanzata, Lavish Diamond Reynolds, l’uomo stava prendendo i documenti, dopo aver segnalato di avere un’arma a bordo regolarmente registrata, quando l’agente gli spara 4 o 5 volte. In macchina con lui, c’erano sia la donna che la loro figlia piccola. Il video dell’accaduto, girato dalla stessa Raynolds, viene messo online. Si vede Castile con la camicia bianca intrisa di sangue, ancora seduto al posto di guida dopo che gli hanno sparato. Morira’ poco dopo in ospedale. Il 7 luglio a Dallas in Texas durante una manifestazione per i diritti degli afroamericani, 5 agenti bianchi vengono colpiti a morte e 7 vengono feriti da un cecchino che per 15 minuti spara sulla polizia. L’assassino, un ex marine nero di 25 anni, Micah Johnson, si barrica in un garage sotterraneo e viene poi ucciso da un robot bomba manovrato dalla polizia. Prima di morire, spiega ai negoziatori di aver voluto assassinare agenti bianchi come ritorsione per l’ondata di uccisioni di afroamericani da parte della polizia.